27. 10. 2020 Ultimo Aggiornamento 27. 10. 2020

Parco dell'Alta Murgia, dal mancato contributo regionale ai 183 euro di ricavi dai gadgets

Categoria: Ambiente & Salute

Il Parco nazionale dell’Alta Murgia, con sede a Gravina in Puglia (che il Comune ha concesso all’Ente in comodato d’uso gratuito), è stato istituito nel 2004 ed il suo raggio di azione comprende 13 comuni della Città metropolitana di Bari e della Provincia di Barletta-Andria-Trani (Altamura, Andria, Bitonto, Cassano Murge, Corato, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Minervino Murge, Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Santeramo in Colle, Spinazzola, Toritto).

La nomina dell’attuale Presidente dell’Ente è stata formalizzata con decreto del Ministero dell’Ambiente il 7 agosto 2019, dopo più di due anni dalla scadenza del mandato del suo predecessore, periodo durante il quale le funzioni dell’organo di vertice sono state esercitate dal vice presidente.

Dal 2016, l’Ente - come riferito dalla Corte dei conti nella Relazione sul risultato del controllo sulla gestione finanziaria 2018 dei 22 Enti parco nazionali, trasmessa alle Presidenze del Parlamento lo scorso 9 luglio - è sprovvisto di Giunta esecutiva, a motivo che il Consiglio direttivo attualmente in carica, dopo averla nominata, ha dovuto revocare l’atto deliberativo n.20/2016, per mancata osservanza dell’art. 17 dello statuto dello stesso Ente, che testualmente recita: “La Giunta esecutiva è eletta dal Consiglio direttivo, di seguito alla nomina di tutti i suoi componenti ...", mentre alla data della nomina "il Consiglio direttivo era mancante di un componente decaduto".

Sempre dalla predetta Relazione, si apprende che persiste incertezza sull’ammontare dei compensi spettanti agli organi dell’Ente, essendo tuttora non pervenuta la valutazione congiunta, prevista dalla direttiva della Presidenza del Consiglio dei ministri 9 gennaio 2001, di congruità della medesima Presidenza, del ministero dell’economia e delle finanze e del ministero dell’ambiente.

Qualora i predetti compensi dovessero risultare maggiori rispetto a quelli dovuti, la Corte dei conti avverte che l’Ente dovrà “provvedere tempestivamente al recupero delle maggiori somme erogate, non spettanti ai sensi della normativa in materia, in vigore ratione temporis (fino alla legge di bilancio 2020) …”.

Il Collegio dei revisori, a seguito di un controllo a campione effettuato nel corso del 2018, ha sollevato una serie di rilievi in ordine a diversi profili di irregolare corresponsione di taluni rimborsi spese, cui l’Ente ha in parte controdedotto. La Corte ritiene, comunque, che sussistano profili di illecito contabile per violazione della vigente normativa.

Alla data del 31 dicembre 2018, secondo i dati riportati nella ridetta Relazione, in forza all’Ente parco nazionale dell’Alta Murgia figuravano 10 dipendenti a tempo indeterminato e 2 a tempo determinato.

L’incarico di Direttore dell’Ente è stato espletato da un facente funzioni, nella persona di un funzionario dello stesso Ente, nominato con deliberazione del Consiglio direttivo a luglio 2007, con provvedimento che faceva riferimento alla momentanea assenza del titolare, incarico mai formalmente rinnovato.

Il nuovo Direttore pleno jure è stato nominato con decreto ministeriale n. 285 del 18 ottobre 2017 e con deliberazione del Consiglio direttivo n.37 del 30 novembre 2017 è stata definitala struttura della retribuzione, in applicazione del contratto collettivo nazionale dell’Area VI – dirigenza.

Quanto agli emolumenti corrisposti all’ex Direttore f.f., l’Ente, a seguito dei rilievi formulati dalla Corte dei conti, “con deliberazione del Consiglio direttivo n. 37 del 28 settembre 2018, ha chiesto al Collegio dei revisori di quantificare gli eventuali emolumenti non dovuti corrisposti al Direttore f.f., per i conseguenti provvedimenti da assumere in via di autotutela; l’organo di controllo non ha riscontrato la richiesta ritenendo trattarsi di adempimenti esulanti dalla propria competenza. Con successiva delibera del Consiglio direttivo n. 20 del 26 febbraio 2019 è stato poi disposto l’avvio del procedimento di riesame dei provvedimenti che hanno approvato l’erogazione delle retribuzioni di risultato al Direttore f.f. per le annualità 2013 e 2014. Sennonché, successivamente, in considerazione di un atto di diffida da parte dell’interessato e di incertezze in ordine all’individuazione degli emolumenti non spettanti, in mancanza di un parere anche da parte dell’Avvocatura distrettuale dello Stato all’uopo interpellata, il Consiglio direttivo ha disposto l’acquisizione di una consulenza legale …”.

Sull’argomento, la Corte dei conti ha invitato l’Ente “a definire in tempi rapidi la questione, tenuto conto anche che sta comportando ulteriori oneri a carico del bilancio” dello stesso Ente.

Quanto ai risultati della gestione finanziaria, l’esercizio 2018 si è chiuso con un avanzo pari a 786.963 euro, registrando un forte aumento rispetto al 2017 (quando era stato di 338.923 euro), che però l’Ente ha dovuto ridimensionare, in quanto la Regione Puglia, che aveva concesso con delibera di giunta n. 693/2018 un finanziamento di 300 mila euro per il progetto “La Murgia abbraccia Matera”, regolarmente contabilizzato dall’Ente, con nota del 29 luglio 2019 - come evidenziato nella Relazione dei magistrati contabili - ha comunicato la sopravvenuta indisponibilità delle risorse stanziate per il medesimo progetto, a seguito di “modifica della norma regionale”.

Per la parte corrente, l’Ente dipende quasi esclusivamente dai trasferimenti statali, pari a 2.306.482 euro, che incidono nella misura del 99,1 per cento (98,4 per cento, nel 2017), cui si sono aggiunti due ulteriori contributi ordinari, il primo, di euro 282.445, per il funzionamento del Parco, e l’altro, di 81.500, 00 euro, in attuazione della Direttiva ministeriale sulla tutela della biodiversità.

Del tutto assenti, nell’esercizio 2018, trasferimenti correnti degli enti territoriali e di altri enti del settore pubblico.

Severo il giudizio della Corte dei conti sulle politiche dell’Ente finalizzate a procurarsi entrate autonome. Per i magistrati contabili, infatti, “Il dato contabile della voce ‘vendita di beni e prestazioni di servizi’, che attiene a entrate provenienti dalla vendita di gadgets e di pubblicazioni edite dall’Ente, è pari all’irrisorio importo di 183 euro, confermando il trend in contrazione già evidenziato nei precedenti referti (-75,7%).Tale dato è sintomatico dell’assoluta carenza di politiche gestionali dirette a reperire fonti autonome di entrata, che questa Corte ritiene di dover evidenziare, in particolare, invitando l’Ente ad attivarsi al fine di invertire il predetto andamento”.

Le entrate in conto capitale sono risultate pari a complessivi 447.728 euro, registrando un aumento esponenziale rispetto al 2017, quando ammontavano a 9.600 euro, risultando costituite dalla voce, denominata “trasferimenti Stato”, pari a 147.728 euro, che corrisponde al finanziamento ottenuto per il partenariato al progetto P.A.T.H. e dalla dalla voce “trasferimenti regionali”, assente nel 2017, pari a 300.000 euro, che si riferiscono però, al finanziamento dalla Regione Puglia per il succitato progetto, dapprima concesso e poi annullato.

Quanto alle spese correnti, esse sono risultate pari a 1.390.799 euro, con una riduzione del 5,7 per cento rispetto al 2017.

Le spese per le prestazioni istituzionali nel 2018 hanno inciso sul totale della spesa corrente per il 19 per cento, assestandosi a 264.139 euro e registrando un incremento del 33,2 per cento rispetto al dato del 2017 (198.246 euro); le spese per il personale sono state di 596.092 euro, pari al 42,9 per cento del totale; la spesa per acquisto beni di consumo e servizi, pari a 416.896 euro, ha registrato una contrazione del 23,7 per cento rispetto all'anno precedente.

In conclusione, non ci resta che attendere la prossima Relazione per conoscere i risultati della gestione del Parco nazionale dell’Alta Murgia e per verificare se il monito della Corte dei conti sulle politiche dell’Ente finalizzate a procurarsi entrate autonome - che nel 2018 hanno fatto sì che nel bilancio, sotto nella voce “vendita di beni e prestazioni di servizi” che, come innanzi precisato, riguarda entrate provenienti dalla vendita di gadgets e di pubblicazioni edite dallo stesso Ente, figurasse la poco onorevole cifra di 183 euro - avrà prodotto qualche risultato degno di tale nome.

(2- continua)

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