11. 12. 2018 Ultimo Aggiornamento 16. 11. 2018

Dalla Giunta regionale Toscana arriva il bluff del “PUFF”

Il 30 luglio scorso è stato emanato il Decreto n.43/R del Presidente della Giunta Regionale della Toscana, con allegato “PUFF” (Piano Utilizzo Fitosanitari Fertilizzanti), pubblicato il 1° agosto sul Bollettino Ufficiale (da pag. 37 a pag. 50)  che, nominalmente, dichiara di tutelare “le acque sotterranee destinate al consumo umano”, ma in realtà - facendo finta di recepire le norme europee e i decreti legislativi italiani - peggiora la normativa attualmente vigente (d.lgs 152/2006) e consente in tutta la regione, nelle aree di salvaguardia a ridosso dei punti di captazione di acque profonde destinate alla rete idrica potabile, l’utilizzo del glifosate e di altri 28 pesticidi, di pessimo profilo ambientale ed alcuni addirittura non più autorizzati dall’UE!

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Sull’economia internazionale incombono tre rischi

Dovendo discorrere di disruption, il migliore esordio possibile, almeno relativamente al lato economico, ce lo offre l’Ocse che ha pubblicato di recente il suo outlook su business e finanza, andando proprio a guardare nelle zone oscure dove si annidano alcuni rischi di rottura del fragile equilibrio lungo il quale si articola la nostra quotidianità. Zone assai ampie, peraltro. Basta scorrere rapidamente il sommario del primo capitolo della pubblicazione per farsene un’idea.

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Contro la siccità, batteri endofiti alleati delle piante

Un team internazionale di ricercatori dell’Università degli Studi di Milano (professori Sara Borin, Claudia Sorlini e Graziano Zocchi) e della King Abdullah University of Science and Technology (KAUST, in Arabia Saudita), coordinati da Daniele Daffonchio, professore ordinario di Microbiologia agraria alla Statale, ha studiato le modalità con cui batteri endofiti capaci di colonizzare i tessuti radicali delle piante determinano un aumento della resistenza alla siccità della pianta ospite.

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Cosa resta dopo 10 anni di crisi? Una montagna di debiti

Dieci anni sono passati da quel drammatico 2008 che segnò la fine di un’epoca e proiettò sul mondo l’ombra inquietante di una seconda Grande Depressione, peggiore persino della prima. Abbiamo avuto in cambio una Grande Crisi Finanziaria (GCF), come ci ricorda la Banca dei regolamenti internazionali di Basilea nella sua ultima relazione annuale. E dobbiamo pure farcela piacere, consolandoci con l’idea che avremmo potuto uscirne assai più malconci, e senza badare al conto, che è stato salatissimo. Già. Perché l’esito più eclatante della GCF, nata e cresciuta e poi esplosa a causa del livello elevato dei debiti (privati), è che il debito, dieci anni dopo, è aumentato.

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