25. 05. 2019 Ultimo Aggiornamento 21. 05. 2019

Teoria provocatoria: l’autoestinzione della nostra specie come possibile esito dell’evoluzione

Stiamo scoprendo che i nostri crani ospitano cervelli che danno ancora risposte ancestrali, non adattative all'era in cui viviamo. In pratica, abbiamo alcuni comportamenti, residui di risposte arcaiche, che ci porteranno a distruggere il pianeta e, di conseguenza, noi stessi, realizzando così una versione del tutto inedita dell'evoluzione: l'autoestinzione di una specie. E’ questa, in estrema sintesi, la provocatoria teoria avanzata da Paolo Rognini del dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa, che ha appena pubblicato un articolo sulla rivista scientifica Biological Theory.

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Abilitazioni 2016-2018, boom di candidati: il termine per le commissioni slitta al 31 ottobre

La tornata 2016-2018 relativa alla procedura di abilitazione scientifica nazionale per per l'accesso al ruolo dei professori universitari, che si sarebbe dovuta concludere entro il 6 agosto - vale dire entro 4 mesi decorrenti dalla scadenza del quadrimestre nel corso del quale è stata presentata la candidatura, termine che, originariamente fissato in 3 mesi (art. 8, comma 3, Dpr n.95/2016), era stato già differito di 30 giorni in sede di conversione del decreto-legge n. 244/2016 (art. 4, comma 5-sexies) - con il recente decreto “milleproroghe” n. 91/2018, è stato prorogato al 31 ottobre 2018.

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La Crui oggi avrà il nuovo presidente, sarà Gaetano Manfredi. Che succederà a se stesso

Questa mattina, alle ore 10:30, si ritroveranno a Pisa gli 82 Rettori delle università italiane statali e non statali riconosciute, aderenti alla Crui e membri effettivi dell’assemblea generale dell’associazione, per eleggere il nuovo presidente, che dovrà succedere a Gaetano Manfredi, il cui mandato triennale, conferitogli nel 2015 all’unanimità, andrà a scadere il 23 settembre.

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Dalla Giunta regionale Toscana arriva il bluff del “PUFF”

Il 30 luglio scorso è stato emanato il Decreto n.43/R del Presidente della Giunta Regionale della Toscana, con allegato “PUFF” (Piano Utilizzo Fitosanitari Fertilizzanti), pubblicato il 1° agosto sul Bollettino Ufficiale (da pag. 37 a pag. 50)  che, nominalmente, dichiara di tutelare “le acque sotterranee destinate al consumo umano”, ma in realtà - facendo finta di recepire le norme europee e i decreti legislativi italiani - peggiora la normativa attualmente vigente (d.lgs 152/2006) e consente in tutta la regione, nelle aree di salvaguardia a ridosso dei punti di captazione di acque profonde destinate alla rete idrica potabile, l’utilizzo del glifosate e di altri 28 pesticidi, di pessimo profilo ambientale ed alcuni addirittura non più autorizzati dall’UE!

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Sull’economia internazionale incombono tre rischi

Dovendo discorrere di disruption, il migliore esordio possibile, almeno relativamente al lato economico, ce lo offre l’Ocse che ha pubblicato di recente il suo outlook su business e finanza, andando proprio a guardare nelle zone oscure dove si annidano alcuni rischi di rottura del fragile equilibrio lungo il quale si articola la nostra quotidianità. Zone assai ampie, peraltro. Basta scorrere rapidamente il sommario del primo capitolo della pubblicazione per farsene un’idea.

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Contro la siccità, batteri endofiti alleati delle piante

Un team internazionale di ricercatori dell’Università degli Studi di Milano (professori Sara Borin, Claudia Sorlini e Graziano Zocchi) e della King Abdullah University of Science and Technology (KAUST, in Arabia Saudita), coordinati da Daniele Daffonchio, professore ordinario di Microbiologia agraria alla Statale, ha studiato le modalità con cui batteri endofiti capaci di colonizzare i tessuti radicali delle piante determinano un aumento della resistenza alla siccità della pianta ospite.

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Cosa resta dopo 10 anni di crisi? Una montagna di debiti

Dieci anni sono passati da quel drammatico 2008 che segnò la fine di un’epoca e proiettò sul mondo l’ombra inquietante di una seconda Grande Depressione, peggiore persino della prima. Abbiamo avuto in cambio una Grande Crisi Finanziaria (GCF), come ci ricorda la Banca dei regolamenti internazionali di Basilea nella sua ultima relazione annuale. E dobbiamo pure farcela piacere, consolandoci con l’idea che avremmo potuto uscirne assai più malconci, e senza badare al conto, che è stato salatissimo. Già. Perché l’esito più eclatante della GCF, nata e cresciuta e poi esplosa a causa del livello elevato dei debiti (privati), è che il debito, dieci anni dopo, è aumentato.

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