17. 08. 2017 Ultimo Aggiornamento 15. 08. 2017

Intesa San Paolo: maxi rincari per i costi di gestione dei conti correnti

Intesa San Paolo ha fatto partire da metà maggio una missiva con la quale comunica le variazioni delle condizioni contrattuali del conto corrente, anche per i titolari di ‘Zerotondo’, che a partire dal 1° agosto 2017 verranno modificate unilateralmente dall’Istituto bancario, applicando alla giacenza media 2016 del conto una percentuale corrispondente alla discesa del tasso di riferimento Deposit Facility Rate (DFR) - uno tra i principali tassi di riferimento della Banca Centrale Europea - registrata a partire dall’apertura del conto corrente (o dalla data di ultima modifica delle condizioni economiche) e il 2017.

Che la fervida fantasia dei banchieri è priva di limiti nello storico saccheggio sistematico della clientela con artifizi, raggiri, clausole vessatore, rinvio agli usi, abusi ed ordinari soprusi, lo sapevamo, ma non era mai accaduto prima che una banca chiedesse ai propri correntisti di pagare, oltre ai costi dei conti correnti più alti del mondo (fino a 318 euro in media l’anno, contro 114 media Ue), anche per la liquidità depositata e per l’anzianità del conto.

I correntisti di Intesa devono, quindi, verificare a) la tipologia del conto corrente aperto; b) la data di apertura del conto corrente o l’ultima variazione delle condizioni contrattuali; c) la giacenza media del conto corrente nell’anno precedente, il 2016, ossia, quanti soldi sono stati depositati in media l’anno scorso, il tutto corredato dalle tabelle riassuntive allegate alla lettera dell'istituto:

- per chi ha aperto il conto corrente prima del 2009, con una giacenza media di 10 mila euro nel 2016, l’aumento sarà di 10 euro al mese, per cui 120 euro l’anno;

-se il conto è stato aperto dal 2009 al 2011, con 10 mila euro di giacenza invece l’aumento è di 5,4 euro al mese mentre con 20.000 euro di giacenza è 10 euro;

-se il conto è stato aperto nel 2014 con giacenza a 10.000 euro, l’aumento è di 0,8 euro al mese;

-tutti i correntisti che hanno avuto nel 2016 una giacenza fino a 2 mila euro, sono esclusi dall’aumento dei costi, chi l’ha avuta tra 2 e 10 mila euro, i rincari vanno da 20 centesimi a 8,4 euro al mese, mentre sono fino a 120 euro l’anno per chi ha aperto il conto prima del 2009 con una giacenza media di 10.000 euro, anche se titolare del conto prevalentemente on-line ‘Zerotondo’, spacciato e reclamizzato a costo zero per tutte le operazioni internet e zero costi mensili.

Per tentare di arginare i balzelli, Adusbef e Federconsumatori consigliano di cambiare banca, con la portabilità gratuita dei conti correnti, malgrado l’ostracismo delle banche che continuano a comunicare al cliente la procedura vecchia (chiudere il vecchio conto, aprirne uno nuovo e solo allora trasferire i rapporti) in base  alla Legge 24/03/2015, in vigore dal giugno 2015, con una prassi veloce max 12 giorni lavorativi dal momento in cui il cliente autorizza la nuova banca a trasferire il conto, tramite un modulo di autorizzazione.

Poiché tutte le banche dovrebbero rispettare la legge, trasferendo sul nuovo conto tutti i servizi finanziari e di pagamento in precedenza appoggiati sul vecchio conto, quali accredito stipendio o pensione, domiciliazione delle utenze, ordini di pagamento o rata del mutuo, l’unica difesa è la mobilità bancaria.

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