19. 06. 2019 Ultimo Aggiornamento 18. 06. 2019

Concessioni autostradali e non solo: canoni irrisori per utili stratosferici

La gravissima crisi economica, che ha accentuato recessione ed austerità, è stata generata senza alcun dubbio dalla dottrina totalitaria denominata neo liberismo, introdotta negli Usa da Milton Friedman, che ha sostituito la sovranità popolare con la sovranità di mercato, la prevalenza dell'economia sul diritto e sulle Costituzioni, ha corrotto la società, favorito le disuguaglianze, privatizzato i beni comuni, condotto l'economia in una delle più gravi recessioni della storia.

La privatizzazione dei beni comuni è plasticamente rappresentata dal regime delle ‘concessioni’, che come reso noto nei giorni scorsi dal rapporto del Mef, ha generato 191 euro di ricavi su ogni euro di concessioni sulle acque minerali. Infatti, per ogni euro speso in canoni di concessione, le maggiori società operanti nel settore dell'imbottigliamento delle acque minerali hanno avuto un ritorno in "ricavi dalle vendite per 191,35 euro". E' uno dei dati che emergono dal rapporto tematico sui beni demaniali e del patrimonio indisponibile dati in concessione, del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'Economia, dedicato allo sfruttamento delle acque minerali e termali. Dalle dichiarazioni, pervenute da circa il 90 per cento delle Amministrazioni competenti (Regioni, Province ordinarie e autonome, Comuni), con riferimento al 2015, "sono state censite 295 concessioni per lo sfruttamento delle acque minerali, rilasciate a 194 concessionari, e 489 per lo sfruttamento delle acque termali, rilasciate a 418 concessionari".

Ci sono poi le concessioni delle autostrade, galline dalle uova d’oro, i cui elevatissimi pedaggi a carico degli utenti, riescono a generare altissimi profitti privati per infrastrutture costruite con i soldi pubblici, oggetto di un regime di proroga per Autostrade per l’Italia (Aspi), che prevederebbe l’incremento annuo dei pedaggi del 2,5%, che porterebbe nel giro di vent’anni ad un incremento pari al 64%, con una remunerazione ai ‘capitalisti dei pedaggi’ del denaro investito, ad un tasso di interesse del 7,95% l’anno, a fronte di prestiti per gli investimenti da Cassa Depositi e Prestiti, ad un tasso di interesse del 2% annuo.

Il disco verde odierno della Commissione europea per sbloccare 8,5 miliardi di investimenti, e la proroga delle concessioni detenute da Autostrade per l'Italia (Aspi) e da Società Iniziative Autostradali e Servizi (Sias), da parte dell’Antitrust europeo, non debbono indurre il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ad approvare la singolare proposta del ministero dei Trasporti, di regalare due concessioni importanti alle Regioni del Veneto e Friuli (le Autovie Venete) ed alla provincia di Trento e Bolzano (Autobrennero) concessioni trentennali ad apposite società in house delle Regioni, trasformate in esattori dei pedaggi regalando loro miliardi di euro.

L’andazzo di alcune concessionarie, come il Gruppo Toto che gestisce l’Autostrada dei Parchi (280 chilometri tra Roma e l’Abruzzo) applicano pedaggi elevatissimi (una tratta di 207 Km tra Roma e Pescara al costo di 23 euro), i cui aumenti dopo le proteste dei cittadini, sono stati addossati in parte alle Regioni Lazio ed Abruzzo, quindi sempre a carico dei cittadini contribuenti, non può proseguire.

Adusbef chiede al governo di rivedere il regime delle concessioni, per far rientrare gli aumenti tariffari prelevati dalle tasche dei cittadini nelle casse pubbliche.

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Fondatore di Adusbef


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