25. 03. 2019 Ultimo Aggiornamento 25. 03. 2019

Da questa settimana, Elio Lannutti tra gli editorialisti del Foglietto

Redazione

Da questa settimana, inizia la collaborazione di Elio Lannutti con Il Foglietto della Ricerca che, con rispettosa insistenza, ha chiesto al più strenuo tra i difensori dei diritti dei consumatori di poter ospitare i suoi editoriali.

Lannutti, fondatore dell’Adusbef (Associazione per la difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari), che nella passata legislatura è stato anche Senatore della Repubblica, negli ultimi vent’anni ha condiviso con Usi-Ricerca numerose battaglie in difesa dei diritti dei lavoratori e dei contribuenti.

A pieno titolo, può essere considerato il pericolo pubblico numero uno di banche, banchieri e compagnie assicurative.

Dal direttore e dalla redazione, il più caloroso benvenuto.

Otto per mille: sacrosanta l’indagine della Corte dei conti sulle storture delle modalità di riparto tra i beneficiari

La magistratura contabile, che prima di esaminare l'impatto del 8 per mille sui conti pubblici, ha fatto le pulci al 5 per mille che finanzia il terzo settore con minori risorse, ha svolto solo il proprio dovere mettendo in luce storture, opacità, destinazione dei fondi, il cui  evidente, squilibrato ed ingiusto sistema di ripartizione, che porta vantaggi esclusivamente alla Chiesa cattolica, deve essere rivisto con urgenza.

Adusbef e Federconsumatori non ritengono che la meritoria Relazione della Corte dei Conti su un sistema di donazione del 8 per mille dell'Irpef, che vale 1,2 miliardi l’anno, senza rispettare “i principi di proporzionalità, volontarietà e uguaglianza”, con i beneficiari che  “ricevono più dalla quota non espressa che da quella optata”, priva  di adeguata e trasparente informazione, sia stata mossa da  ‘giudizi politici sorprendentemente netti e orientati da uno spirito antireligioso’.

Stupisce al contrario che proprio la Chiesa cattolica, che specie con Papa Francesco leva alta la sua voce contro le ingiustizie provocate dal ‘Dio denaro’, possa criticare l’indagine della magistratura contabile, che ha evidenziato storture, mancanza di trasparenza, e rendite di posizione non conosciute dalla maggioranza degli italiani (negli ultimi anni circa il 54%) la quale, quando compila la dichiarazione dei redditi non indica a chi vuole destinare la quota, essendo un’opzione e non un obbligo.

Peccato che la legge “Disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi”, varata quasi trent’anni fa, stabilisca che l’8 per mille di chi non effettua la scelta sia ripartito tra i beneficiari “in proporzione alle scelte espresse”, facendo così confluire  l’82,4% delle risorse pari nel 2014 a 1,278 miliardi di euro alla Chiesa cattolica (1.054.310.702,18 milioni di euro), nonostante venga scelta esplicitamente come destinatario da poco più del 37% dei contribuenti, assegnando le briciole agli altri: 13,56% allo Stato (170.347.958 milioni), 3,2% ai valdesi (40.803.721,64 milioni di euro) e percentuali da prefisso telefonico alle altre confessioni.

In una fase di gravissima crisi economica e sociale, oltre alla trasparenza che manca sulle donazioni del 8 per mille, bisogna decidersi ad abrogare privilegi, rendite e sistemi arcaici di ripartizione dei fondi, per offrire all’opinione pubblica garanzie di assoluta correttezza e rispetto della sua volontà.

Elio Lannutti - Presidente Adusbef

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