07. 07. 2022 Ultimo Aggiornamento 05. 07. 2022

Istituto italiano di tecnologia, dove il presidente rinuncia all'indennità

Categoria: Altri Enti

altLo scorso 16 marzo, la Sezione controllo enti della Corte dei conti ha depositato la Relazione sulla gestione 2013 della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia (IIT).

L’IIT, è stato istituito con l'art. 4 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, “con lo scopo di promuovere lo sviluppo tecnologico del Paese e l'alta formazione tecnologica, favorendo così lo sviluppo del sistema produttivo nazionale”.

Pur essendo ente di diritto privato, la Corte dei conti precisa che la Fondazione, anche alla luce della costante giurisprudenza della Corte dell’Unione Europea, viene considerato organismo di diritto pubblico, in relazione alla presenza di tre necessarie condizioni, ovvero: a) il possesso della personalità giuridica; b) l’essere stata istituita per soddisfare esigenze di interesse generale con carattere non industriale o commerciale; c) l’essere sottoposta all’influenza pubblica, come si desume dal finanziamento dello Stato avente carattere maggioritario rispetto alle altre risorse e dall’essere vigilata dai Ministeri dell’economia e delle finanze e dell’istruzione, università e ricerca.

Nel documento redatto dai magistrati contabili si legge che “Nel 2013 l’Agenzia Nazionale per la Valutazione della Ricerca – ANVUR, ha pubblicato il primo “Rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca”. L’IIT ha partecipato volontariamente a questo processo di valutazione, ancorché non rientri tra gli enti per i quali era prevista la valutazione obbligatoria.

L’analisi si è svolta attraverso la valutazione di 185 mila pubblicazioni, con 15 mila peer evaluators. In ognuna delle aree di interesse, l’Istituto ha riportato valori maggiori del voto medio e della percentuale media di prodotti eccellenti.

La valutazione dell’ANVUR è confermata dagli indicatori specifici del settore della ricerca, i cui risultati danno atto di un ulteriore miglioramento dell’attività del laboratorio centrale di Genova e della rete dei Centri di ricerca dell’Istituto.

Tali indicatori comprendono la capacità dell’Istituto di attrarre giovani ricercatori provenienti da diversi paesi, la produzione scientifica su riviste specializzate di importante livello e la capacità di competere a livello internazionale.

Lo staff scientifico è costituito da ricercatori provenienti da circa 50 paesi, con una età media di 34 anni. Dati questi in linea con i risultati dei precedenti esercizi.

Con riguardo alla collaborazione con il mondo industriale, l’Istituto ha acquisito 43 nuovi contratti, per un controvalore complessivo di 2,8 milioni cui deve essere aggiunto il valore della strumentazione dell’Istituto utilizzata per lo svolgimento dei progetti, stimata in 500 mila euro. Complessivamente, sono 85 i progetti finanziati dalle imprese.

Per quanto riguarda il settore dedicato alla tutela e allo sfruttamento della proprietà intellettuale, di competenza della Direzione Technology Transfer, al 31 dicembre 2013, sono stati concessi complessivamente 50 brevetti, di cui 24 nell’esercizio in esame, e ne sono stati abbandonati 8 già concessi. Nel 2013, il costo del portafoglio brevetti è stato pari a 572 mila euro.

L’IIT si avvale di 327 dipendenti (amministrativi, ricercatori e tecnici di laboratorio), di cui 236 a tempo indeterminato, ai quali si sommano 613 collaboratori (con contratto a progetto) e 315 dottorandi.

Da notare che nel 2006, anno di nascita, l’IIT aveva soltanto 9 dipendenti, aumentati a 37 nel 2007; 84 nel 2008; 135 nel 2009; 178 nel 2010; 225 nel 2011 e 274 nel 2012.

Per quanto concerne i costi del board, merita di essere segnalato il fatto che il Presidente dell’IIT ha rinunciato a percepire compensi e i componenti del Consiglio partecipano gratuitamente alle sedute, ricevendo esclusivamente le spese di viaggio e di soggiorno.

Quanto all’andamento economico patrimoniale, la Corte dei conti evidenzia “che l’avanzo economico subisce una netta diminuzione (da circa 15,8 milioni a 1,3), da correlare ad una significativa riduzione del valore della produzione (-0,52%) e all’aumento dei costi di produzione passati da circa 98 milioni dell’esercizio 2012 a circa 109 milioni dell’esercizio 2013 (+10,99%), riconducibile soprattutto all’incremento del personale in servizio.”

Relativamente alla situazione patrimoniale, per i giudici contabili “assume rilievo la voce delle ‘immobilizzazioni’ che ammonta complessivamente a circa 203 milioni, confermando un trend in diminuzione già osservato nel 2012 con riferimento al 2011 (da circa 229 milioni a circa 218). “Nell’esercizio in esame – prosegue la Relazione - la diminuzione è da ricondurre in particolare a quelle finanziarie (da circa 119 milioni a 108); deve aggiungersi che risultano diminuite anche le immobilizzazioni materiali (da circa 96 milioni a circa 93).

“In termini generali – concludono i giudici - la situazione patrimoniale espone un aumento delle ‘attività’, da ricondursi in particolare alla crescita del ‘circolante’. Il patrimonio netto, pari a 493.622.112 euro, presenta un incremento per effetto della crescita delle ‘riserve’, a fronte di una riduzione del risultato di esercizio”.

 


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