27. 11. 2021 Ultimo Aggiornamento 24. 11. 2021

Per i lavoratori INAF c’è tanto fumo e poco arrosto

Categoria: Altri Enti

Comunicato Usi/RdB-Ricerca del 15 giugno 2009

Marcia indietro della dirigenza sulle progressioni di livelli
la settimana scorsa una delegazione di USI/RdB Ricerca ha incontrato la dirigenza dell’INAF per discutere il seguente o.d.g.:

1.                               Piano assunzioni (Piano Triennale);

2.                               Regolamenti del personale e missioni;

3.                               Ipotesi accordo stralcio personale EP senza laurea;

4.                               Art. 52 e 65;

5.                               Proposta applicazione art. 15 e 54;

6.                               Varie ed eventuali.

Dopo i buoni propositi manifestati dalla dirigenza INAF durante le riunioni del mese di aprile, la delegazione USI/Rdb Ricerca ha dovuto constatare nella riunione della settimana scorsa una clamorosa marcia indietro sulle progressioni di carriera del personale.

Lo scorso 2 aprile la delegazione INAF aveva comunicato ai rappresentanti di USI/RdB che intendeva avviare in tempi brevissimi l’iter per l’applicazione al personale tecnico e amministrativo degli ex art. 53 e 54 del CCNL Ricerca, procedendo dapprima alla mobilità tra profili a parità di livello (ex. art. 52) e poi alle progressioni di livello ed economiche (con decorrenza 1/1/2006), precisando altresì, che le risorse finanziare disponibili erano tali da consentire il riconoscimento alla progressione di carriera a tutto il personale interessato con i requisiti di anzianità al 31/12/2005.

Quest’ultimo, circa trecento lavoratori, provenienti dagli ex OO.AA., che in virtù dell’aberrante accordo sulle tabelle di equiparazione è transitato nel comparto ricerca in data 31/12/2005, ed a cui conseguentemente non è stata consentita la partecipazione alla prima tornata di progressioni di livello ed economiche con decorrenza 1/1/2005, riservata esclusivamente al personale proveniente dagli ex istituti CNR, che hanno nella totalità degli aventi diritto, circa centocinquanta lavoratori, finalmente visto legittimamente riconosciuta la progressione di carriera dopo anni di attese al CNR.

Nulla da eccepire, fin tanto che egual trattamento fosse poi stato riservato ai trecento lavoratori del personale tecnico-amministrativo degli ex OO.AA.. Così pareva dalle indicazioni della riunione del 2 aprile scorso, ribaltate poi da quelle della settimana scorsa.

Mancano le risorse finanziare! Questa la giustificazione della dirigenza INAF.

Mai come in questa occasione le risorse finanziare sono state così volatili (sic!). Insomma, la dirigenza INAF ha a disposizione risorse economiche solo per bandire circa sessanta posti per le progressioni di livello (ex art.54) con decorrenza 1/1/2006, ovvero solo per un lavoratore degli ex OO.AA. su cinque.

Ma qualcuno non aveva presentato l’accordo sulle tabelle di equiparazione come la panacea di tutti i mali ?

Il ersonale tecnico-amministrativo degli ex OO.AA., demansionati, inseriti in fantomatici ruoli ad esaurimento, privati di quattro anni di arretrati per l’assurda decorrenza delle tabelle di equiparazione, privati del riconoscimento integrale dell’anzianità di servizio maturato nelle ex categorie di proveniente, rischiano ora di pagare, ancora una volta, le conseguenze dello scellerato accordo sottoscritto dai sindacati concertativi, che evidentemente non avevano previsto una “caporetto” del genere. O forse si?

Ma se il personale tecnico-amministrativo degli ex OO.AA. sta come sta, cosa dire degli altri?

Ebbene, per le progressioni di carriera del personale ricercatore e tecnologo (ex art. 15) vi sarebbero appena 150 KEuro, tali da soddisfare una ventina di posizioni, a seconda della data di decorrenza dei bandi. Ma se tutto il personale astronomo non contrattualizzato degli ex OO.AA. optasse per il contratto del comparto ricerca, e se le cifre rimanessero così esigue, forse solo un ricercatore e/o tecnologo su dieci, nella migliore delle ipotesi, vedrebbe riconosciuta la progressione di carriera.

La delegazione di USI/Rdb Ricerca non ha potuto fare a meno di manifestare un forte disappunto, chiedendo alla delegazione di parte pubblica un ulteriore sforzo nel reperimento delle risorse finanziare per le progressioni di carriera del personale.

Ciò in vista della rivoluzione, in peggio ovviamente, dei vari istituti contrattuali ed in particolare per le progressioni di carriera, che interesserà i lavoratori del pubblico impiego.

La dirigenza INAF ha poi consegnato una versione aggiornata del piano triennale e le bozze di regolamento del personale e di missioni fuori sede.

La delegazione di USI/RdB ha chiesto in merito al piano assunzioni che tutti i fondi disponibili dal turn-over ed impiegabili in base alla normativa vigente siano usati per nuove assunzioni a tempo indeterminato. Ciò darebbe risposte ai tanti precari INAF non stabilizzati, i quali vedrebbero nei concorsi pubblici, dopo anni di contratti atipici e a tempo determinato, la possibilità di coronare il “sogno” di una posizione lavorativa permanente.

I rappresentanti di USI/RdB hanno inoltre fatto alcune osservazioni sul regolamento missioni, mentre si sono riservati di fare altrettanto sul regolamento del personale ricevuto brevi manu durante la riunione.

In merito, poi, all’applicazione degli ex art. 52 per il personale tecnico e amministrativo ed ex art. 65 per il personale ricercatore e tecnologo, cioè ai passaggi orizzontali, a parità di livello ed a costo zero per l’amministrazione, l’INAF ha comunicato di aver già predisposto l’avvio della procedura che verrà conclusa prima dell’avvio dei bandi per le progressioni di carriera ex art. 54 e 15.

La delegazione ha infine proposto ai delegati USI/RdB un accordo stralcio sul trattamento economico per il personale EP senza laurea definito dalla parte pubblica “allegato al contratto integrativo per le tabelle di equiparazione …………. del 18/01/2008” che ovviamente non è stato sottoscritto dai rappresentanti sindacali.

E’ notorio, infatti, che USI/RdB Ricerca è stata l’unica organizzazione sindacale a non sottoscrivere l’accordo del 18/01/2008, di sottoinquadramento del personale degli ex OO.AA., consigliando ai lavoratori interessati di adire le vie legali per il riconoscimento dei diritti palesemente negati.

La dinamica retributiva del personale EP non laureato, che è stato illegittimamente posto in un ruolo ad esaurimento, verrebbe equiparata a quella dei tecnologi del comparto. Tale personale “ad esaurimento” avrebbe in tal modo stato giuridico del personale EP del comparto università e dinamica retributiva dei tecnologi del comparto ricerca.

Nulla di più aberrante!!!

La delegazione di USI/RdB ha, tra le varie ed eventuali, riproposto la richiesta di informazione sulla mancata comunicazione di esclusione ai lavoratori, che pur avendo presentato regolare domanda di partecipazione alle selezioni art. 53 e 54 con decorrenza 1/1/2005, non essendo stati inclusi nella graduatoria di merito, ponendo così le basi, con possibili gravi conseguenze, per una dubbia legittimità dell’iter concorsuale.

La delegazione di parte pubblica si è nuovamente impegnata ad approfondire l’argomento e ad avviare le opportune verifiche entro la fine di giugno.

Si è infine discusso della recente circolare del direttore amministrativo sul trattamento previdenziale in fascia B dell’indennità di ente mensile ed annuale del personale dei livelli IV-IX, che contrasta palesemente con altra circolare dello stesso direttore amministrativo del febbraio scorso che prevedeva l’inclusione delle predette voci in fascia A. Gravissime le conseguenze sullo stato pensionistico del personale interessato, che potrebbe vedere un trattamento pensionistico ridotto di circa un 20%. In questo caso la marcia indietro è dovuta ad un pronunciamento dell’INPDAP su una precisa richiesta dell’INAF, che non si capisce perché sia stata fatta dopo la circolare del febbraio scorso.

La sensazione dei rappresentanti di USI/RdB Ricerca è che la delegazione di parte pubblica alterni improvvise accelerazioni ad altrettante retromarce piuttosto inaspettate, con il rischio concreto che a pagarne le conseguenze possano come al solito essere i lavoratori, che vedrebbero i loro sacrosanti diritti ed aspettative sacrificati sull’altare delle “esigue” risorse finanziarie.

La delegazione di USI/RdB Ricerca incontrerà domani la dirigenza INAF per discutere della opzione del personale astronomo non contrattualizzato proveniente dagli ex OO.AA..


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