Categoria: Altri Enti

Tutto si può dire dell’Istituto italiano di studi germanici (Iisg), meno che sia un ente pletorico, dal momento che alla data del 31 dicembre 2014 il numero dei dipendenti di ruolo era pari a 5 (dicasi: cinque): un tecnologo, due funzionari amministrativi, un funzionario e un collaboratore amministrativo.

L’Iisg, costituito con il regio decreto legislativo 26 marzo 1931, n. 391, convertito dalla legge 12 giugno 1931, n. 931, ha come finalità la promozione di studi scientifici e un sistematico e reciproco scambio di rapporti culturali sulla vita spirituale, sociale ed economica dei popoli germanici (Austria, Danimarca, Germania, Irlanda, Norvegia, Olanda, Svezia e Svizzera tedesca).

Ai sensi della legge 3 febbraio 2006 n. 27, si qualifica come ente di ricerca non strumentale.

Ha sede in Roma all’interno di Villa Sciarra-Wurts sul Gianicolo, e si affaccia su uno dei più bei panorami del mondo. Il suo parco è ombreggiato da piante provenienti dall’Asia e dall’America, tra cui il ginkgo biloba, amato da J.W. Goethe, cui si ispira il logo dell’Istituto.

Nei giorni scorsi, la Corte dei conti ha pubblicato la Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria del minuscolo ente, per le annualità 2013-2014.

Dal documento si apprende che, a fronte dei cinque dipendenti di ruolo sopra indicati, l’Iisg ha un presidente che, con due consiglieri, costituisce il cda, con compiti di programmazione ed indirizzo; un consiglio scientifico, con cinque componenti di alta qualificazione scientifica e culturale, con compiti consultivi e di parere sui documenti di pianificazione e sugli argomenti scientifici; un collegio dei revisori (composto da tre membri), che assicura il controllo di regolarità amministrativa e contabile.

Per le due annualità oggetto di controllo da parte dei magistrati contabili, innanzitutto, risulta che il processo di assestamento conseguente alla trasformazione dell’Istituto italiano di studi germanici in ente pubblico di ricerca non strumentale, ai sensi della l. n. 27/2006, non può dirsi concluso in quanto occorre ancora completare la procedura di approvazione dei nuovi regolamenti.

Il vertice dell’Istituto, vacante fin dal 2013, è stato ricostituito soltanto in data 7 agosto 2015 con provvedimento del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca al quale spetta il relativo potere di nomina.

Risulta, poi, che l’ente non ha rispettato alcuni limiti di spesa in materia di spending review e che, in proposito, l’Iisg ha fatto presente che le sue ridotte dimensioni rendono difficile la piena osservanza di tutte le disposizioni di legge in materia di contenimento della spesa. Va, tuttavia, dato atto – sottolinea la Corte – che nell’anno 2014 l’Iisg si è dotato di un sistema informatico di gestione contabile e di un sistema di archiviazione digitale che in prospettiva dovrebbero consentire di raggiungere l’autosufficienza nella rendicontazione finanziaria per poter evitare il ricorso all’outsourcing delle relative incombenze.

La costante riduzione, fin dall’esercizio 2008, del contributo ordinario dello Stato e la rigidità delle spese di funzionamento – si legge sempre nella Relazione – si è finora tradotto in uno sfavorevole rapporto tra spese correnti e spese destinate alle attività propriamente istituzionali. Tale andamento nel 2014 ha subìto una inversione di tendenza per effetto del notevole aumento del contributo ordinario pari a euro 504.689, concesso con il d.m. di riparto n. 851/2014.

Quanto alle risultanze di bilancio, i dati finanziari fanno registrare un avanzo di euro 154.868 nel 2013 e di euro 531.316 nel 2014; la quota prevalente di entrate correnti continua ad essere costituita dai trasferimenti statali, sui quali finisce per gravare la quasi totalità della spesa di parte corrente; l’analisi delle spese correnti pone in evidenza che per gli esercizi in esame, come anche per l’esercizio 2012, l’incidenza maggiore è costituita dalle spese per il personale (56,48 per cento nel 2013 e 44,81 per cento nel 2014); il risultato di amministrazione registra un avanzo di euro 241.133 nel 2013 e di euro 771.125 nel 2014; il conto economico registra un disavanzo di euro 73.741 nell’esercizio 2013 e un avanzo di euro 608.675 nel 2014; il patrimonio netto registra un decremento nel 2013 passando da un valore di euro 538.980 nel 2012 ad un valore di euro 465.239 nel 2013. Nel 2014, invece, tale voce si assesta ad un importo pari a euro 1.073.915.

Ad avviso della Corte dei conti, trattandosi di un ente di ricerca, nel cui ambito i progetti sono spesso di carattere pluriennale, l’Iisg dovrebbe fare particolare attenzione alla rendicontazione definitiva di singoli progetti di ricerca, evidenziando tutte le variazioni intervenute.

Tali variazioni – scrivono i giudici – si ripercuotono sul calcolo dei costi fissi (c.d. overhead) spettanti all’Istituto nonché sull’ammontare della quota parte dell’avanzo di amministrazione da assoggettare a vincolo, al fine di garantire il corretto utilizzo dei finanziamenti relativi ai singoli progetti.

Infine, i magistrati contabili richiamano l’attenzione sul fatto che il rilancio delle attività dell’Istituto attraverso il rafforzamento dell’attività di ricerca, vera mission istituzionale dell’ente, dovrebbe essere assicurato con l’attuale dotazione finanziaria, quale risultata dal cospicuo aumento del contributo ordinario ed alla quale si potranno aggiungere altre forme di autofinanziamento della ricerca scientifica umanistica.

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