14. 11. 2018 Ultimo Aggiornamento 27. 10. 2018

IIT, la Corte dei conti certifica il tesoretto di 450 milioni

Categoria: Altri Enti

L'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è una Fondazione di diritto privato istituita con l'art. 4 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, “con lo scopo di promuovere lo sviluppo tecnologico del Paese e l'alta formazione tecnologica, favorendo così lo sviluppo del sistema produttivo nazionale", posto sotto la vigilanza del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e del Ministero dell'economia e delle finanze.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 15 aprile 2007, la Fondazione è stata assoggettata al controllo della Corte dei conti.

In aggiunta all’attività istituzionale prevista dalla legge istitutiva, alla Fondazione è stato affidato, dall’art. 5 del d.l. n. 185/2015, il compito di predisporre un progetto scientifico e di ricerca, da realizzarsi nel sito dove si è svolto l’evento Expo 2015, di proprietà di Arexpo spa.

Nel 2016, la Fondazione ha predisposto il progetto, approvato dal Presidente del Consiglio dei Ministri nel mese di settembre 2016, e nei primi mesi del 2017 ha costituito la Struttura di progetto per l’avvio delle attività necessarie per la realizzazione del progetto medesimo, per le quali ha ricevuto, nel corso del 2017, un contributo pari a 79,90 milioni di euro.

Quanto alla natura giuridica - scrivono i giudici contabili - l’IIT è un soggetto di diritto privato cui si affianca, sulla scorta dell’interpretazione di derivazione comunitaria ai fini del procedimento di affidamento dei contratti, l’ulteriore qualificazione di organismo di diritto pubblico, finalizzata alla individuazione dei soggetti nei confronti dei quali trova applicazione la normativa in materia di appalti pubblici.

Il 9 gennaio scorso, la Corte dei conti ha trasmesso al Parlamento la Relazione sul controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell'ente per l'esercizio 2016.

Da tale documento emerge, tra l’altro, che il personale in servizio alla data del 31 dicembre 2016 era pari a 1.144 unità, di cui 346 con contratto a tempo indeterminato, 795 a tempo determinato/collaborazioni coordinate e continuative e 3 in distacco da altri enti.

A fine 2016, delle 346 unità a tempo indeterminato 344 gravavano sul contributo annuale, con un incremento rispetto al 2015 di 38 unità e 2 sui fondi esterni. L’aumento dei contratti a tempo indeterminato è da ricondurre per 29 unità a passaggi dal rapporto di lavoro a tempo determinato, 10 a passaggi da altre tipologie contrattuali a seguito di percorsi di carriera e 6 a nuove assunzioni. Le cessazioni nell’anno sono state 9.

Complessivamente, i contratti di lavoro a tempo determinato erano 169 (di cui, 133 a carico dei contributi annuali e 36 dei fondi esterni) a fronte dei 142 del 2015. Le cessazioni hanno compensato in parte le nuove assunzioni (54, di cui 38 sui contributi annuali e 16 su fondi esterni). Inoltre, l’incremento è dovuto al passaggio da altre tipologie contrattuali per percorsi di carriera.

I contratti di collaborazione coordinata e continuativa sono cresciuti di 13 unità, da ricondurre alle tipologie contrattuali cui si fa fronte con i fondi esterni, mentre le posizioni gravanti sui contributi annuali sono diminuite.

L’organico complessivo della Fondazione ha fatto registrare un incremento di 75 unità rispetto al 2015.

Stante la natura giuridica di diritto privato dell’IIT, per esso non trovano applicazione le norme che disciplinano i limiti assunzionali.

Il personale è ripartito in tre aree: area scientifica, amministrativa e tecnologica. All’area tecnologica sono ricondotte figure che non svolgono sempre attività tecnica in senso stretto, ancorché la loro azione possa avere un impatto indiretto sull’attività di ricerca (c.d. tecnologi, 92 unità). A titolo esemplificativo - precisano i giudici contabili - si fa riferimento al personale assegnato al settore del trasferimento tecnologico, alla comunicazione e alle relazioni esterne.

Il costo complessivo del personale, nel 2016, è stato pari a circa 63,7 milioni, con un incremento del 5,11% rispetto all’anno precedente.

L’IIT - si legge sempre nella Relazione - si è dotato dal 2014 del modello “Tenure track” per la selezione e il trattenimento dei migliori scienziati nei propri campi di ricerca.

Nei primi mesi del 2015 è stata pubblicata, sia sul sito internet dell’IIT sia sulle principali riviste scientifiche internazionali, una call aperta a ricercatori di tutto il mondo, cui hanno partecipato ricercatori italiani e stranieri.

Al 31 dicembre 2015, erano state attribuite complessivamente 38 posizioni, attraverso la stabilizzazione di personale interno e con call esterne (4 posizioni).

Nel 2016, c’è stato un secondo ciclo di selezione relativo a quattro nuove posizione Tenure Track. Il personale appartenente alla categoria dei Researcher e dei Senior Researcher inserito nel percorso Tenure, di qualifica dirigenziale, è stato assunto con contratto a tempo determinato (Tenure Track) o a tempo indeterminato (Tenured).

Lo staff scientifico è costituito da ricercatori provenienti da circa 58 paesi; il 29 per cento è di nazionalità europea ed extra-europea, il 16 per cento è rappresentato da ricercatori italiani rientrati dall’estero e il 55 per cento da ricercatori italiani provenienti da enti e/o aziende italiane.

Dal punto di vista contabile, la Corte certifica che, alla data del 31 dicembre 2016, l'avanzo economico mostra un incremento di circa 3,5 milioni rispetto al 2015, da ricondurre, in particolare, alla crescita della voce “altri ricavi e proventi”.

Il patrimonio netto, invece, è cresciuto in ragione dei risultati economici, passando da 504,6 milioni nel 2015 a 509,5 milioni, con disponibilità liquide di circa 450 milioni di euro (fondi accumulati e non spesi dalla Fondazione che, oltre ad originare da contributi pubblici, comprendono anche un prestito di 100 milioni contratto con Cassa Depositi e Prestiti e circa 130 milioni assegnati per legge nel 2008, provenienti dall’ex patrimonio Iri).

Ed è proprio su questo “tesoretto” che da tempo si sono accese animate dispute, anche in Parlamento, tra chi vorrebbe destinarlo alla ricerca pubblica di base e chi, invece, vorrebbe lasciarlo all’IIT.

Tra i primi figura la Scienziata, nonché Senatrice a vita, Elena Cattaneo che, il 17 luglio scorso, con una lunga lettera, indirizzata al direttore del Secolo XIX , ha contestato i risultati di un’inchiesta sull’IIT fatta dal quotidiano genovese.

Intanto, a seguito di un protocollo d’intesa tra MIUR-IIT-MEF del 27 dicembre 2017, 250 dei 450 milioni di liquidità della Fondazione sono stati destinati al finanziamento di progetti scientifici ricadenti nei macrosettori scientifici dell’European Research Council identificati con le sigle PE (Scienze fisiche, chimiche, ingegneristiche) e LS (Scienze della vita), di cui al bando PRIN per il 2017.

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