10. 07. 2020 Ultimo Aggiornamento 08. 07. 2020

Al Senato, sul Cnr nuovo atto di sindacato ispettivo del Movimento 5 Stelle

Categoria: Cnr

Nell’allegato B al Resoconto stenografico della seduta n. 538 del 17 novembre 2015  del Senato della Repubblica, è apparso un atto di sindacato ispettivo (n. 4-04835), presentato da sei senatori del Movimento 5 Stelle (Nicola Morra, primo firmatario), che di seguito riportiamo integralmente.

L’atto riguarda, in parte, una vicenda già oggetto di un’altra interrogazione (n. 4-01051), presentata nella seduta dell’Assemblea di Palazzo Madama n. 132 del 24 ottobre 2013, alla quale fino a oggi il Governo non ha fornito risposta e di cui a suo tempo si era occupato il Foglietto.

MORRA, ENDRIZZI, SANTANGELO, PUGLIA, CASTALDI, PAGLINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

l'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (IVALSA) del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) lavora per sviluppare conoscenze scientifiche e tecniche, applicazioni e soluzioni, che migliorino la competitività dei prodotti della filiera foresta-legno in tutti i settori di utilizzo. L'IVALSA nasce nel settembre del 2002 dalla fusione di 3 precedenti istituti, l'Istituto sulla propagazione delle specie legnose, l'Istituto per la ricerca sul legno e l'Istituto per la tecnologia del legno, ed è il più grande istituto di ricerca italiano nel settore foresta-legno;

in relazione ad alcune presunte irregolarità nella gestione amministrativa dell'IVALSA-CNR, è stata presentata un'interrogazione a risposta scritta (4-01051) dai senatori Morra, Serra, Pepe, Fucksia, Taverna, Santangelo, Endrizzi, Cappelletti, Paglini, Airola, Bocchino, Moronese, Cioffi, Bulgarelli, Campanella, in data 24 ottobre 2013, seduta n.132, alla quale il Governo, a tutt'oggi, non ha dato alcuna risposta;

considerato che risulta agli interroganti:

in merito ai fatti esposti nella citata interrogazione, il professor Ario Ceccotti, direttore dell'IVALSA-CNR, dal 2002 al 15 settembre 2013, sporgeva querela nei confronti dei signori Ivan Duca e Rocco Tritto de "Il Foglietto della Ricerca", autori delle notizie di stampa richiamate nello stesso atto di sindacato ispettivo, relativamente alle presunte irregolarità nella gestione amministrativa dell'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree riconducibili all'operato del direttore professor Ceccotti;

la querela è stata archiviata per insussistenza del reato il 25 settembre 2014, risultando quindi confermata la realtà dei fatti narrata negli articoli citati nell'atto di sindacato ispettivo;

considerato inoltre che:

da notizie apparse sulla stampa ("Il Foglietto della Ricerca" del 28 aprile 2015) si è appreso che l'ufficio contabilità generale e bilancio del CNR evidenziava ai vertici dell'ente, sin da giugno 2014, una situazione di criticità amministrativa di alcuni istituti tra cui l'IVALSA-CNR, che comprende "un elevato volume di accertamenti residui reiscritti sul bilancio Cnr, anche di remota provenienza ed una insoddisfacente ed improduttiva attività di recupero del credito";

sempre da "Il Foglietto della Ricerca" del 28 aprile 2015 si apprende che l'ammontare delle partite non incassate dall'IVALSA-CNR, stando a quanto scritto nel documento redatto dall'ufficio contabilità generale e bilancio dell'ente di piazzale Aldo Moro, sarebbe pari a circa 4,7 milioni di euro;

risulta agli interroganti che la discutibile gestione amministrativa dell'IVALSA-CNR del professor Ceccotti sarebbe stata segnalata dal sindacato Usi-Ricerca anche alla procura regionale della Corte dei conti di Trento, sin dal mese di novembre 2013. Ad oggi i necessari accertamenti della magistratura contabile al riguardo e i relativi esiti non sono noti;

sulla medesima questione, inoltre, lo stesso sindacato Usi-Ricerca avrebbe inutilmente chiesto un incontro informativo, tanto al presidente del CNR, Luigi Nicolais, quanto al collegio dei revisori dei conti dell'ente di ricerca (componenti effettivi dottor Giovanni Ciuffarella, dottor Maurizio Milicia, dottor Placido Ilario Sapia);

considerato altresì che, risulta agli interroganti:

in occasione della riunione del consiglio di istituto dell'IVALSA-CNR del 17 giugno 2014, il nuovo direttore, dottor Mauro Centritto, avrebbe esposto l'esistenza di una critica situazione debitoria per circa 4,7 milioni di euro, laddove il suo predecessore dottor Stefano Berti, succeduto nel ruolo e nelle funzioni di direttore al professor Ceccotti, certificava con nota prot. IVALSA n. 179 del 17 gennaio 2014, indirizzata all'avvocato Giuliano Salberini del CNR, che la gestione del professor Ceccotti non aveva provocato danno alcuno, in termini di costi e mal gestione legale, amministrativa e contabile;

alcune verifiche interne all'IVALSA-CNR avrebbero rivelato l'accensione ad opera del professor Ceccotti di un conto corrente a nome dell'IVALSA-CNR presso la Cassa rurale Centrofiemme di Cavalese (Trento), laddove lo stesso avrebbe posto in essere operazioni al di fuori del conto unico di tesoreria dell'ente CNR, acceso presso la Banca nazionale del lavoro. In definitiva, sarebbe confermata l'esistenza di una conduzione contabile amministrativa di un ente pubblico al di fuori di ogni regola di legittimità e legalità dell'operato di pubblici dirigenti o funzionari;

il 25 giugno 2015 il consiglio di amministrazione del CNR avrebbe approvato il conto consuntivo 2014 e da tale documento emergerebbe, per l'anno 2014, un disavanzo di competenza, atteso che le spese impegnate (di poco superiori ai 919 milioni di euro) sono state superiori alle entrate accertate (pari a quasi 910 milioni di euro). Il CNR chiuderebbe l'esercizio finanziario in disavanzo per il terzo anno consecutivo. Infatti, nel 2012, il disavanzo di competenza era stato di poco superiore ai 117 milioni di euro; nel 2013, di oltre 112 milioni, mentre nel 2014 è stato pari a 9.115.610,90. Notevolmente ridotto rispetto all'anno precedente, ma sempre di segno negativo ("Il Foglietto della Ricerca", del 23 giugno 2015);

considerato infine che, a giudizio degli interroganti:

l'attuale situazione finanziaria del CNR rientrerebbe nell'ambito di applicazione dell'art. 15, comma 1-bis, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, per cui "nei casi in cui il bilancio di un ente sottoposto alla vigilanza dello Stato presenti una situazione di disavanzo di competenza per due esercizi consecutivi i relativi organi, ad eccezione del collegio dei revisori o sindacale, decadono ed è nominato un commissario";

sarebbe indispensabile che nel più grosso ente pubblico di ricerca del Paese, il cui finanziamento assorbe notevoli risorse finanziarie della collettività, venisse assicurato il rispetto delle norme di funzionamento e contabilità, che garantiscono la legittimità del suo operato, nonché l'efficienza e l'economicità nella gestione delle attività condotte,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;

se intenda adottare iniziative in merito al commissariamento dell'ente, a parere degli interroganti necessario, nonché per rafforzare e rendere effettive le misure di controllo sull'operato di dirigenti e funzionari pubblici del Consiglio nazionale delle ricerche, onde evitare lo sperpero delle già limitate risorse a disposizione della ricerca pubblica italiana.

(4-04835)”

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