22. 02. 2018 Ultimo Aggiornamento 22. 02. 2018

Cnr, sul Suv dei misteri piovono altre sanzioni. Indaga la Procura di Cosenza

Categoria: Cnr

AutoveloxChi credeva che dopo la pubblicazione sul Foglietto del 18 gennaio scorso dell’articolo dal titolo Cnr, 3 spietati autovelox castigano un Suv dell’ente. Il giorno di Natale non ci sarebbe stato alcun seguito, deve ricredersi perché di novità ce ne sono state. Eccome.

Come moti lettori ricorderanno, avevamo raccontato che, il 25 dicembre del 2016, una Range Rover Evoque, in dotazione all’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico (IIA) del Cnr, con sede principale a Monterotondo (Roma) e secondarie a Sesto Fiorentino (Firenze) e a Rende (Cosenza), sfrecciando a tutto gas per i comuni del nord cosentino, era incappata in tre spietati autovelox, collezionando altrettanto multe per eccesso di velocità, per un totale di poco superiore ai 950 euro, oltre ad una decurtazione totale di 12 punti sulla patente del conducente, a pena - in caso di mancata comunicazione, senza giustificato motivo, dei dati dell'effettivo conducente (estremi anagrafici e numero di patente) - di un'ulteriore sanzione pecuniaria nei confronti dell’intestatario del veicolo, vale a dire il Cnr, il cui importo - come noto - va da un minimo di 286 a un massimo di 1143 euro per ogni singola infrazione (art. 126-bis del Codice della Strada).

Scrivevamo anche che, mentre sul nome del titolare dell’auto non c’era il benché minimo dubbio, essendo il mezzo regolarmente noleggiato dal Cnr, sulla identità del conducente, a dir poco indisciplinato, era scoppiato un vero e proprio giallo, tuttora irrisolto, in quanto ancora ignota.

Precisavamo, infatti, che - da notizie in nostro possesso - a seguito dell’istruttoria di un procedimento disciplinare avviato nei mesi scorsi dallo stesso Cnr su iniziativa dell’allora direttore generale, dalle dichiarazioni rese dal direttore dell’Istituto che aveva in dotazione l’automezzo, era emerso che qualcuno, del tutto estraneo allo stesso Istituto, si sarebbe introdotto negli uffici e, segnatamente, in quello dove le chiavi del Suv erano state incautamente lasciate su una scrivania, impossessandosi dapprima delle stesse e, subito dopo, della vettura che, il 24 dicembre 2016, risultava parcheggiata nello stesso spazio dove veniva rinvenuta anche alla riapertura degli uffici (anche le chiavi dell'auto erano state riposte sulla medesima scrivania e, forse, rabbocato il carburante consumato) senza che nulla facesse sospettare dell’utilizzo fraudolento che del medesimo automezzo aveva fatto l'ignoto lestofante.

Sempre nel corso della suddetta istruttoria disciplinare era emerso che il direttore dell’IIA, non avendo potuto individuare il responsabile dell’illecito utilizzo dell’automezzo, aveva provveduto a pagare le multe (notificate all’ente a distanza di alcuni mesi dalle infrazioni) con fondi personali e a richiedere, altresì, alla Polizia Municipale dei Comuni di Cassano allo Ionio e Spezzano Albanese, che avevano contestato le infrazioni rilevate dagli inflessibili autovelox, la non applicazione del citato art. 126-bis.

A seguito di una nostra richiesta di chiarimenti sulla vicenda, il Capo Ufficio stampa, il 15 gennaio scorso, rispondeva che "Al riguardo è stato aperto dall'allora dg un procedimento disciplinare, all'esito del quale è stata applicata la misura della sospensione di un giorno con detrazione dello stipendio. L'ufficio legale ha trasmesso una denuncia alla Procura della Repubblica. Il direttore Pirone (rectius: Pirrone, ndr) ha pagato personalmente le sanzioni, arrivate alla sua attenzione".

A stretto giro, faceva seguito una nuova richiesta da parte nostra per conoscere la data di trasmissione della denuncia alla Procura della Repubblica e quale esito la stessa avesse avuto, e se - considerato che le autovetture di servizio sono dotate di libretto di marcia, nel quale viene annotato, tra l'altro, il chilometraggio percorso da ogni singolo utilizzatore - in occasione del primo utilizzo dell'automezzo de quo per ragioni di istituto, dopo che la vettura era stata illecitamente utilizzata da soggetto ignoto, fosse stato verificato se i chilometri annotati nel libretto coincidessero con quelli indicati dal tachimetro.

In merito alla nuova richiesta del Foglietto, il Capo Ufficio stampa del Cnr comunicava che: "L'Amministrazione valuta che non sia possibile fornire ulteriori informazioni per esigenze di tutela dei dati personali. Distinti saluti".

Ritenendo inaccettabile tale risposta, dal momento che la nostra richiesta non mirava ad acquisire alcun dato personale, Il Foglietto - anche per sapere quale esito avesse avuto la richiesta di non applicazione delle ulteriori sanzioni previste dall’art. 126-bis del Codice della Strada inviata dal Direttore dell’Istituto che utilizza l’autovettura in questione alla Polizia Municipale dei Comuni di Cassano allo Ionio e Spezzano Albanese, che avevano contestato le infrazioni - reiterava la richiesta, questa volta al Direttore generale del Cnr.

Due giorni fa, il 30 gennaio, il n. 2 di piazzale Aldo Moro, Giambattista Brignone, riscontrava la nostra richiesta e, contrariamente a quanto comunicato in precedenza dal Capo Ufficio stampa, faceva presente che: "Il Cnr ha presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Cosenza in data 12 dicembre 2017, con riserva di costituzione di parte civile nell'instaurando procedimento penale; che l’Amministrazione ad oggi non ha ricevuto alcuna comunicazione, ivi comprese le comunicazioni previste a favore della persona offesa dal reato dal codice di procedura penale, da parte della Procura cosentina; che sono state notificate al Cnr le sanzioni accessorie ex art. 126-bis, comma 2, c.d. Codice della Strada e trasmesse dagli Uffici competenti dell'Amministrazione centrale al Direttore d'Istituto (IIA-Cnr, ndr), raccomandando di provvedere tempestivamente al pagamento delle medesime; che Il Direttore ha comunicato formalmente all'Ente di aver adempiuto, nel rispetto dei termini, al pagamento delle sanzioni; che il Cnr non ha provveduto al pagamento di alcuna sanzione”.

Da tale ultima precisazione sembrerebbe di capire che anche delle sanzioni ex art. 126-bis CdS, al pari di quelle per gli eccessi di velocità, comminate al Cnr in quanto titolare del Suv dei misteri, si sia fatto carico personalmente il Direttore dell’Istituto al quale l’automezzo è assegnato.

Ed è proprio su quest’ultimo aspetto della vicenda che sorge spontanea una domanda: se, come sembra, l’automezzo è stato illecitamente sottratto all’ente il giorno di Natale del 2016, perché la denuncia all’Autorità Giudiziaria è stata presentata il 12 dicembre 2017? Forse, sarebbe stato necessario inoltrarla quasi un anno prima, quando sarebbe stato d'obbligo rilevare che il numero dei chilometri percorsi dall’automezzo e annotati nel libretto di marcia il giorno dell’ultimo utilizzo per ragioni di servizio (24 dicembre 2016) era superiore (e forse non di poco) a quello indicato dal tachimetro il giorno del riutilizzo, il 26 dicembre 2016, quando, sempre per ragioni di servizio, il Suv viaggiò verso la Sila.

Vi è da ritenere che se, anche in via cautelativa, fosse stata presentata tempestiva denuncia, l’ente forse avrebbe avuto tutte le carte in regola per contestare le sanzioni e il Direttore dell’Istituto non si sarebbe dovuto fare carico di una spesa certamente a lui non imputabile ma causata da un soggetto misterioso al quale è auspicabile che la Procura della Repubblica di Cosenza riesca presto a dare un volto. Di ausilio, in tal senso, potrebbero essere le foto scattate dagli autovelox che l’Autorità Giudiziaria potrebbe acquisire in forma integrale, senza l’oscuramento delle persone a bordo che, come noto, viene disposto solo per ragioni di privacy. Tali foto, infatti, dovrebbero essere ancora disponibili presso la Polizia Municipale dei Comuni di Cassano allo Ionio e di Spezzano Albanese.

Ma la vicenda pone anche un altro interrogativo, se è vero, come è, che il traffico automobilistico e, in particolare, le autovetture di grossa cilindrata contribuiscono in maniera determinante tanto all’inquinamento atmosferico quanto al surriscaldamento globale con le proprie emissioni, che necessità c’era, per studiare l’inquinamento atmosferico, di utilizzare un Suv di grossa cilindrata e magari anche diesel? Non bastava una comune utilitaria 4x4 di piccola cilindrata?

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