10. 07. 2020 Ultimo Aggiornamento 08. 07. 2020

Il commissario si è insediato. Usi/RdB: "Il Cra non esiste, i lavoratori sì"

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Comunicato Usi/RdB

Nell’incontro di oggi, 3 febbraio 2011, Usi/RdB-Ricerca ha “relazionato” il neo Commissario, prof. Paolo Cescon, sulla situazione in cui versa l’ente Cra.

Cescon, che aveva convocato per un saluto tutte le OO.SS. rappresentative, pur avendo fatto nel suo discorso introduttivo affermazioni condivisibili sul ruolo importante della ricerca, in generale, e, in particolare, di quella svolta dal Cra per l’agricoltura, ha dato la netta sensazione che “qualcuno” gli avesse descritto l’ente come una sorta di isola felice, un mondo idilliaco e perfetto, un orologio oliato e caricato.

Usi/RdB lo ha messo di fronte a un realtà del tutto diversa e preoccupante.

Abbiamo chiarito al Commissario, presente l’ancora direttore generale, che una pesante macchina burocratica, di stampo vetero-ministeriale, poggiata su una serie di “piccole” e deboli repubbliche più o meno indipendenti, ha impedito fino a oggi lo sviluppo e l’affermazione dell’ente, che di fatto non esiste.

Ha impedito la diffusione e la costruzione della proposta scientifica, ha impedito la crescita del personale (e la conseguente carriera) e l’inserimento di centinaia di precari.

In sostanza, in 11 anni la riforma non ha raggiunto alcuno degli obiettivi che il legislatore aveva previsto.

Il Commissario, peraltro in un contesto sindacale aperto a voci certamente più “moderate” di quella di Usi/RdB ma comunque critiche, ha “appreso” una situazione che evidentemente “qualcuno” aveva evitato di descrivere, tant’è che ci è stato domandato:”Ma se è così che cosa ci rimane di positivo?”

“Il personale”, è stato risposto senza esitazioni dai rappresentanti di Usi/RdB. Vale a dire l’unica risorsa dalla quale ripartire in modo diverso, con trasparenza e chiarezza, per riportare la ricerca al primo posto tra gli obiettivi dell’ente.

Sempre nel suo intervento, il Commissario ha espresso la volontà di procedere con l’applicazione del “merito”.

Su questo punto Usi/RdB è stato molto deciso. Al di là dell’opposizione netta rispetto a termine abusato e strumentalizzato e sull’impossibilità di misurare (come se fosse un ortaggio) il lavoro negli EPR, abbiamo chiarito che, se si vuole cominciare con le valutazioni, si inizi a cambiare chi è stato responsabile di un ente che, de facto, non esiste.

In pratica, si cominci con la valutazione dell’operato del direttore generale!

Nei prossimi giorni, avremo un nuovo incontro con il Commissario e allora ci sarà tempo e modo per verificare se si è reso conto di non essere arrivato nell’arcadia scientifica.

Come priorità, Usi/RdB porrà 1) il precariato, sottolineando che pochi hanno avuto accesso al tempo indeterminato, per cui è necessario rilanciare iniziative a favore del personale rimasto fuori dai concorsi; 2) lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi ex art. 15 per tecnologi e ricercatori; 3) la tutela dei diritti dei lavoratori agricoli, penalizzati in occasione delle equiparazioni; 4) la trasparenza degli atti adottati sia dal cda dell’ente che dall’amministrazione centrale, i quali allo stato sono off limits per il personale e per i sindacati.

I prossimi mesi saranno certamente decisivi per la sorte del Cra, che oltre a un cda forte ma svincolato da condizionamenti politici, necessita di una direzione generale davvero all’altezza della situazione.

Spetta a tutti i lavoratori, invece, essere vigili sul posto di lavoro, per contribuire al rilancio dell’ente. Perché il CRA esiste se esistono i lavoratori!


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