Categoria: Ingv

Come dovrebbe essere ben noto al personale dell’Ingv, dallo scorso 1° aprile i vertici dell’ente impediscono, con le motivazioni più disparate, che il sommario del settimanale on line di informazione sindacale di Usi-Ricerca, possa raggiungere il personale, attraverso l’account di posta da tempo concesso dall’amministrazione allo stesso sindacato.

Il “blocco” è stato inizialmente giustificato, udite udite, “al fine di garantire la tranquillità del personale sul posto di lavoro …”, come se Il Foglietto (rectius: soltanto il sommario), fosse capace di arrecare non sappiamo, perché nessuno ce li ha detti, che genere di turbamenti.

In particolare, si specificava che il blocco della diffusione (del sommario) offendeva “la sensibilità di alcuni dipendenti”, senza che fosse chiarito chi, come e quando aveva ricevuto l’asserita offesa.

A nostro sommesso avviso, ammesso e non concesso che ciò sia avvenuto, sarebbe stato sufficiente che l’amministrazione togliesse dalla lista dei destinatari le persone più sensibili.

Ma, evidentemente, poiché ciò non è stato fatto, ha finito – come si dice – per pagare il giusto per il peccatore.

Come se non bastasse, però, dopo aver bloccato con la predetta motivazione tutti i sommari successivi, il 16 aprile l’ente oscurava anche un comunicato sindacale riguardante la contrattazione integrativa, giustificandosi col fatto che la trattativa era ormai conclusa (sic!).

A seguito di un atto di diffida notificato dai legali del sindacato al presidente dell’Ingv, Stefano Gresta, quest’ultimo giustificava il “blocco” invocando le prescrizioni contenute in un fantomatico decreto direttoriale (mai comunicato al sindacato e che non sembra rinvenibile neppure sul sito dell’ente).

Insomma non c’era più niente da fare: il turbamento di alcuni si era irrimediabilmente trasformato nell’oscuramento di tutti, però, questa volta, con una nuova e più disarmante motivazione: il sommario del settimanale del sindacato Usi-Ricerca “nel pieno rispetto di quanto statuito dall’art. 2 del (sempre fantomatico, ndr) decreto direttoriale 115 del 28.03.2014 non ha carattere di informativa sindacale”.

Vabbé che si attraversa un momento di confusione, sicché non è più chiara nemmeno la gerarchia delle fonti, ma si fa fatica a credere che un decreto direttoriale possa superare le prescrizioni contenute in un contratto collettivo nazionale, in  concreto autorizzando l’ente a emettere giudizi preventivi sulla natura del sommario di una pubblicazione sindacale che, tra l’altro, non contiene pubblicità di sorta.

C’è da aggiungere, poi, che quella che viene fornita dall’ente si sostanzia in fin dei conti in una mera petizione di principio, che nulla ma proprio nulla ha a che fare con quel che si chiama motivazione che, come noto, nelle forme indicate dalla legge n. 241/90 e s.m.i., deve accompagnare qualsivoglia provvedimento, soprattutto se restrittivo della libertà dei destinatari, siccome garantita in primis dalla Costituzione.

Chi ritiene che Usi-Ricerca e Il Foglietto abbiano ammainato la propria bandiera, si sbaglia di grosso.

Ma, in particolare, il danno maggiore lo subisce tutto il personale dell’ente, arbitrariamente deprivato delle informazioni che lo riguardano, che  - non ci stancheremo mai di sottolineare – è libero di leggere o meno, senza l’intervento di tutori di sorta. Che servono solo per far rigare dritto.

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