Categoria: Ingv

Dopo l’inopinata decisione dei vertici dell’Ingv (con il tacito consenso dei componenti del cda eletti dal personale?), di censurare il sommario del Foglietto (notiziario sindacale on line), settimanalmente inviato da Usi-Ricerca al personale dell'ente presieduto da Stefano Gresta e diretto da Massimo Ghilardi, con l’incredibile motivazione che i titoli, sì i titoli, degli articoli non avrebbero interesse sindacale, lo scorso martedì è accaduto l’impensabile.

Uno dei due articoli dedicati all’Ingv, presenti nel Foglietto, e segnatamente quello a firma di Giuseppe Falzone dal titolo “Trattativa Usi-Ingv: tra i tanti problemi anche il rebus concorsi”, dopo essere stato censurato in mattinata, nel tardo pomeriggio è stato inviato, visibilmente manipolato, dal direttore generale, senza alcun consenso e/o autorizzazione da parte di Usi-Ricerca, a tutto il personale dell’Ingv.

Infatti, la direzione generale ha trasformato lo scritto in pdf., ha “tagliato” il titolo del settimanale sul quale era apparso (Il Foglietto) e lo ha inviato al personale, affermando che trattavasi di un “Comunicato sindacale” di Usi Ricerca.

Questi i fatti di quella che ormai è una farsa, che però sta arrecando danni gravissimi al sindacato che, qualcuno, alla fine, dovrà pagare.

Liberi, come sempre, i nostri lettori di giudicare l’accaduto come meglio ritengano, noi, invece, vorremmo altrettanto liberamente  commentare l’ennesima performance dei vertici dell’ente di via di Vigna Murata.

La vita oltre la vita, infatti, dovrebbe essere materia riservata alla religione, come tale affidata alla speculazione dei teologi. Viceversa, da qualche tempo essa sembra acquistare notevole importanza anche nel mondo del diritto, essendo inopinatamente diventata pane quotidiano anche per dotti e pratici del giure.

E' accaduto qualche mese fa con l'istituto del motu proprio, oggetto di una mirabolante translatio materiae che l'ha catapultato da diritto canonico in quello amministrativo, essendo stato chiamato a nuova vita in ambito Cnr.

Forse per non essere secondo a nessuno, l'Ingv ha resuscitato la morta e sepolta "approvazione condizionata", istituto in voga ai tempi del controllo prefettizio sugli enti locali, considerati alla stregua dei minori e, dunque, da sottoporre a tutela, appunto da parte del prefetto.

E' intuitivo che, una volta che l'ente locale avesse inviato al prefetto un certo atto sul quale questi doveva pronunciarsi affinché potesse produrre i suoi effetti, le possibilità erano 2: o si concedeva l'approvazione o la si negava, senza che il prefetto potesse assolutamente entrare nel contenuto dell'atto inviato al controllo, che veniva deciso in autonomia dall'ente controllato.

Sennonché invalse nella prassi la cosiddetta approvazione condizionata o "col che", la quale stava appunto a significare che il prefetto concedeva l'approvazione, col che l'atto dell'ente locale dovesse intendersi avere un certo significato, altrimenti l'approvazione si intendeva negata e l'atto non produceva effetto alcuno.

E' evidente che, così facendo, il prefetto finiva per sostituire la sua volontà a quella dell'ente locale, determinando il venir meno del principio-base di qualsivoglia forma di controllo, cioè l'alterità tra controllante e controllato.

Magari ci sbagliamo e ci piacerebbe essere smentiti, ma ci sembra proprio che l'Ingv si stia comportando con Usi Ricerca proprio come faceva il prefetto con gli enti locali.

Il risultato è che, forse per la prima volta nella storia, i malcapitati dipendenti dell'ente di via di Vigna Murata hanno letto un comunicato sindacale ad usum delphini, un novum assoluto, che relega anche il sindacato nel ruolo del minore da sottoporre a tutela, in quanto non pienamente capace di intendere la portata degli atti che compie.

Delle tante che ci potevano capitare, questa è proprio bella.

Ci teniamo perciò a precisare che non solo Usi Ricerca ha conseguito da un pezzo la maggiore età, sicché non ha bisogno di tutori, ma anche che mai ha delegato o appaltato ad altri il contenuto di comunicati sindacali ovvero di qualsivoglia sua altra manifestazione di volontà.

Intanto, il fascicolo al quale Usi-Ricerca ha dato il nome di “Censura sismica”, si ingrossa sempre di più.

E’ opinione diffusa che, prima o poi, qualcuno pagherà.

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