Categoria: Ingv

altAll’Ingv, ad oggi non esiste ancora un dettagliato piano assunzionale, come richiesto sia dal buon senso sia da alcuni membri del consiglio di amministrazione.

E’ infatti riportata nel verbale 8/2014 del CdA del 18 novembre 2014, l’osservazione del consigliere Bernardino Chiaia, in cui affermava che ”… il piano assunzioni proposto non è coerente con il verbale del CDA n. 4 del 04/07/2014. Il piano complessivo avrebbe dovuto prevedere: “… la distribuzione di tutte le unità da assumere sulla base delle competenze necessarie e delle necessità delle sedi, indicando quindi come queste unità verranno inserite nelle singole Strutture e Sezioni dell’Ente, sia dal punto di vista del luogo di lavoro che delle mansioni …”.

Tale affermazione di “buon senso” è totalmente condivisa dal sindacato Usi-Ricerca.

I precari ed i dipendenti Ingv stanno ancora aspettando di conoscere i contenuti del piano assunzionale, e sono abbastanza preoccupati, perché ad oggi manca del tutto e le informazioni che ricevono sono spesso contraddittorie e fuorvianti.

Questa mancanza di informazioni ha generato una totale perdita di fiducia verso i vertici dell’Ingv e non solo nel personale precario.

Anche a livello locale, all’interno delle Sezioni, l’atmosfera non è delle migliori.

La scorsa settimana i precari della Sezione di Catania hanno chiesto un incontro al direttore, proprio per cercare di capire con quali modalità verranno espletati i prossimi concorsi. Il direttore, con un imbarazzante candore, non ha ritenuto “opportuno” incontrarli e per di più ha affermato che “La vicenda è ormai di esclusiva pertinenza del CdA e i direttori, soprattutto quelli di Sezione, sono tenuti fuori dai processi decisionali”.

Tutto ciò è apparso in netto contrastato con quanto il medesimo direttore aveva affermato a luglio dello scorso anno, in occasione della presa di posizione del personale della Sezione, di non votare i propri rappresentanti in seno al costituendo Collegio di Sezione: “In un momento in cui si decide del futuro dei nostri colleghi precari e in cui sono totalmente impegnato (anche in questo momento) nel fare arrivare quanti più posti possibile a Catania, decidete una presa di posizione che definire autolesionistica è solo un blando eufemismo. Una presa di posizione di questo genere è catastrofica in quanto, sarà letta come una insubordinazione dai vertici, e mi toglie qualunque tipo di capacità contrattuale.”

Posizione che, se fosse andata a buon fine, avrebbe sicuramente potuto mettere in discussione l’applicazione del Regolamento di organizzazione e funzionamento (Rof), permettendo cosi di superare le criticità organizzative e decisionali che affliggono pesantemente l’Ente, con forti ricadute sulla vita lavorativa del personale.

Purtroppo i vertici dell’Ingv si sono accorti con estremo ritardo dei contenuti del ROF, hanno accettato supinamente le cure dimagranti imposte dalla direzione generale, in termini di collegi ed organismi per una gestione più democratica dell’ente, ed il risultato è stato fatale anche per loro … ormai non hanno più nessun potere decisionale sul futuro piano assunzioni.

Forse proprio per stabilire una nuova strategia, e per fare fronte comune col Presidente, i direttori di sezione si sono riuniti la scorsa settimana nella sede di Catania, una sede  architettonicamente prestigiosa, classificata dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC) come “edificio strategico”, ma certo non idonea ad ospitare una sala operativa in quanto non rispetta i parametri antisismici.

Ma questa è un’altra storia, di cui pensiamo di occuparci a conclusione del progetto Rischio Sismico in Sicilia Orientale - Il Caso Studio dell’Edificio Strategico Sede dell’Ingv di Catania”, i cui risultati preliminari, presentati il 19 dicembre 2014 dai soggetti coinvolti nello studio dell’edificio, hanno già offerto un quadro complessivo del medesimo edificio non certo rassicurante.

Ma torniamo alla riunione dei direttori tenutasi a Catania.

Nulla è dato  sapere su quali siano state le circostanze che hanno indotto il Presidente dell’Istituto, Stefano Gresta, e i Direttori di Sezione a riunirsi a Catania. Ad oggi nessuna indiscrezione è trapelata, mai come questa volta la consegna del silenzio sembra aver funzionato. Alla faccia della trasparenza!

Bocche cucite sugli argomenti trattati, ma molto aperte per apprezzare il prelibato menù a base di pesce, le cui spese hanno gravato sul capitolo “Fondi nell’ambito della convezione tra DPC e Ingv per l’attività di sorveglianza sismica e vulcanica “INGV DPC B2 2015 capitolo 3.1.01.11 – CCRI 0742.04.

Ma visto l’alone di mistero che circonda la riunione e il capitolo di spesa sul quale è stata fatta gravare la riunione, volendo azzardare un’ipotesi, potremmo dire, forse, che si sono incontrati per discutere di come far fronte a qualche improvvisa “emergenza”.

In ogni caso, ad oggi, purtroppo, il compito di redigere le linee guida del piano assunzionale, spetta a questo CdA.

Un CdA estremamente litigioso e conflittuale, un Cda al quale vengono recapitate quasi settimanalmente lettere e plichi anonimi ravvisanti presunti conflitti di interesse dei suoi componenti, un Cda che, per risolvere i suoi problemi di inconferibilità ed incompatibilità, ha deliberato una modifica dello statuto Ingv. Modifica bocciata dal MEF, perché non sembra superare i rilievi formulati dagli organi di controllo interno, in accordo con il decreto n. 39 dell’ 8 aprile 2013, le cui disposizioni sono finalizzate a contrastare i fenomeni di corruzione ed a garantire una gestione efficiente e trasparente degli enti pubblici.

Un CdA la cui ostinazione a voler concorrere alle future assunzioni di personale appare come una promessa elettorale, in vista del rinnovo del consesso.

Per evitare i ricorsi paralizzanti, facciamo finta che quanto è stato fatto per un anno intero non sia accaduto. E' così che ragiona questo CdA.

Forse confidando in una proroga, senza procedure trasparenti e regole certe, spera di compiere gli ultimi atti per tentare di legittimarsi per il prossimo quadriennio, facendo finta che nulla sia accaduto durante quest’ultimo anno. E' così che ragiona questo CdA.

 

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