23. 05. 2022 Ultimo Aggiornamento 18. 05. 2022

Tragica vicenda dei vulcanelli di Macalube, tre senatori chiedono che venga chiarito il ruolo dell’Ingv

Categoria: Ingv

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Nel corso della seduta n. 462 del 10 giugno scorso, tre Senatori della Repubblica (De Pin, Simeoni e Mastrangeli) hanno presentato un atto di sindacato ispettivo (4-04096), con richiesta di risposta scritta al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in merito alla tragica vicenda della esplosione dei vulcanelli di Macalube, avvenuta il 27 settembre 2014, che costò la vita a due bambini.

Come leggesi nel testo, che di seguito riportiamo integralmente, gli interroganti (che citano anche un editoriale di Enzo Boschi, apparso sul Foglietto della Ricerca) pongono numerosi interrogativi, chiedendo, tra l’altro, se l’INGV fosse tenuto al monitoraggio del sito all’interno del quale si verificò l’esplosione.

DE PIN, SIMEONI, MASTRANGELI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

il 27 settembre 2014 verso le 12:30 hanno perso la vita due bambini, L. e C. Mulone, fratellini di 7 e 10 anni, presso i vulcanelli di Macalube, nella riserva che si trova ad Aragona, in provincia di Agrigento, restando sepolti sotto una montagna di fango e detriti alla quale è sfuggito miracolosamente solo il padre Rosario Mulone che li aveva portati lì in gita per festeggiare il compleanno di uno dei due figli. Il padre è stato tratto in salvo dalla Protezione civile. La bambina è stata rinvenuta subito, mentre il corpo del fratellino è stato recuperato solo in serata. La fuoriuscita improvvisa di fluidi endogeni che ha sollevato in aria una colonna di fango e detriti alta quasi due metri è stata filmata da alcuni turisti francesi ed il filmato reso noto dal quotidiano "la Repubblica" in data 5 febbraio 2015. Tale filmato è stato acquisito dai Carabinieri di Agrigento;

la procura di Agrigento ha aperto una inchiesta, mentre il presidente della Sicilia pro tempore Rosario Crocetta, ha ordinato alla Protezione civile e al dipartimento Ambiente della Regione di sospendere immediatamente gli accessi nella riserva. Dalle cronache dei mass media e dalle indagini emergerebbe che l'esplosione si è verificata in una zona in cui era consentito il libero transito dei visitatori senza alcuna precauzione;

alcune fratture e altri segnali visibili sul terreno indussero il gestore della riserva di Macalube ad Aragona a interdire l'area per 15 giorni, appena un mese prima. Lo riferì il direttore della riserva, Mimmo Fontana che così si espresse: «Ad agosto 2014 abbiamo registrato delle lesioni e abbiamo deciso di sospendere gli ingressi mettendo dei cartelli, anche se - spiega Fontana - non possiamo impedire l'accesso perché parliamo di una riserva pubblica: noi facciamo da guida a chi lo richiede, ma non possiamo impedire gli accessi, una media di 10.000 visitatori all'anno»;

il fenomeno dei vulcanelli, con l'eruzione di gas e argilla, presso la riserva di Legambiente dei vulcaneli di Macalube di Aragona, sottolineò allora Mimmo Fontana, «non è mai stato monitorato: non esistono centraline di osservazione nell'area, la Regione non ha mai finanziato i nostri progetti per mancanza di fondi»;

a quanto risulta agli interroganti, in data 3 giugno 2015 la procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati, con l'accusa di cooperazione in omicidio colposo plurimo, il direttore della riserva di Maccalube, Domenico Fontana, e due dipendenti, Daniele Gucciardo e Francesco Gendusa. Sarebbero responsabili della morte dei due bambini. Dopo mesi di indagini, la Procura ha individuato nei gestori della riserva i responsabili del fatto: non avrebbero messo in sicurezza l'area. Domenico Fontana è anche il presidente di Legambiente Sicilia. Ampie cronache son riportate sul caso;

l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) ha una sede a Palermo, che all'epoca dei fatti era diretta dal dottor Rocco Favara, sostituito sotto la presidenza di Enzo Boschi dal dottor Sergio Gurrieri, ed è nuovamente tornato a ricoprire la carica di direttore di sezione INGV di Palermo sotto la presidenza di Stefano Gresta. Rocco Favara è responsabile scientifico e finanziario di un milionario progetto POQ Sicilia, proveniente da fondi regionali siciliani della protezione civile. Trait d'union nella gestione di tali fondi sembra essere il dottor Francesco Mantegna Venerando. Egli era responsabile della Protezione civile in Sicilia ed attualmente la società da questi diretta e co-partecipata di INGV, denominata MARIS s.c.a.r.l., usufruisce di alcuni locali siti presso la sede romana dell'INGV in via di Vigna Murata;

il menzionato progetto POQ Sicilia sembra aver finanziato diverse decine di centraline di monitoraggio geochimico, una o più delle quali dovevano essere destinate al sito "vulcanelli di Macalube d'Aragona", anche avvalendosi di una certa componentistica elettronica, utilizzando e sfruttando un brevetto intestato ad un dipendente INGV, tale Gaetano Giudice, preposto a costruire stazioni di monitoraggio con la STMicroelectronics Srl di Catania, di cui era stato precedentemente dipendente;

il sito "vulcanelli di Macalube" è considerato "sito strategico di monitoraggio e di interesse scientifico importante" secondo un comunicato stampa di INGV di Palermo all'indomani della morte dei bambini, affermazione dalla quale risulta arduo comprendere come mai l'INGV di Palermo non avesse installato una o più di queste stazioni di monitoraggio geochimico presso i vulcanelli;

è a parere degli interroganti gravissimo che un sottosegretario di Stato del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Davide Faraone, a fronte di tali cronache ed evidenze, a quasi un anno di distanza dal tragico evento, non abbia intrapreso alcun provvedimento contro i vertici INGV, per aver omesso il monitoraggio presso i siti in oggetto;

segnalato inoltre che alla data del 27 settembre 2014 presso il sito "vulcanelli di Macalube d'Aragona", nessuna stazione di monitoraggio INGV sismica, geochimica, fluido-dinamica o delle deformazioni del suolo, con camera termica o di altro tipo, era presente in situ nonostante i fondi devoluti nel "POQ Sicilia", come emerge dalla polemica apparsa su "Il Corriere della Sera" nell'articolo a firma Giovanni Caprara, seguita da un articolo su "Il Foglietto della Ricerca", a firma del professor Enzo Boschi in data 30 settembre 2014, che ha ampiamente criticato le parole del presidente INGV Stefano Gresta, che in un comunicato stampa si era espresso contro Giovanni Caprara come segue:

"L'articolo di Giovanni Caprara pubblicato sul Corriere della Sera del 28 settembre dal titolo "Scoppio per via della faglia" contiene brani di una intervista telefonica durata circa 40 minuti che mi ha colto al lavoro, assieme ad un altro collega, nel mio Dipartimento universitario a Catania. Il collega è stato presente ed ha ascoltato le mie affermazioni per tutta l'intervista stessa. Innanzitutto, smentisco di avere affermato che "negli ultimi anni si sia notata un'intensificazione del fenomeno". Riguardo al monitoraggio ho dichiarato che l'unica maniera di raccogliere segnali utili sarebbe quella di installare sensori geochimici per evidenziare eventuali anomalie nell'emissione dei gas. E infatti ho parlato dei due colleghi della nostra Sezione di Palermo che erano già sul posto per effettuare misure di emissione di gas. Forse per necessità di sintesi, questo passaggio essenziale è stato espunto dall'articolo. Ho dichiarato che "l'installazione di una rete microsismica servirebbe solo per scopi scientifici ad evidenziare eventuali relazioni tra il degassamento e la microsismicità locale". Riguardo alla proposta di installazione di strumenti geochimici non ho mai parlato "di inadeguatezza dei finanziamenti", ma di "mancanza di nostre competenze, in quanto l'area ha un gestore ben definito, che a sua volta aveva presentato proposte per il monitoraggio". Infine, ho dichiarato che il "ruolo delle faglie presenti nell'area è quello di veicolare il gas, esempio l'elio, da profondità anche mantelliche. Tanto debbo, a tutela dell'Istituto che presiedo, e mia personale. Stefano Gresta",

si chiede di sapere:

se al Governo risulti che l'INGV fosse tenuto a monitorare tali importanti siti, come già chiedeva "il Fatto Quotidiano" in data 28 settembre 2014, all'indomani della morte dei due bambini;

se altresì fosse tenuta ad un obbligo di sorveglianza Legambiente, gestore dell'oasi turistico-ambientale, priva di geologi esperti, come tipicamente avviene nelle oasi turistiche aperte al pubblico, indipendentemente dalle ONG affidatarie dell'area, anche se è necessario precisare che l'organizzazione ambientalista non governativa di solito riceve i turisti, li informa su fauna, flora, acque, sentieri, storia geologica, ma nulla è in grado di conoscere circa la pericolosità "sismo-vulcanica" di un vulcanello, per la quale vi è un ente preposto, l'INGV;

se non si ritenga opportuno sottoporre a verifica la contabilità relativa al progetto POQ Sicilia, anche eventualmente estendendo le verifiche ai rapporti economici e con la ditta STMicroelectronics Srl di Catania;

se non si ritenga di eseguire idonee verifiche relativamente agli affidamenti di importanti incarichi presso la sede INGV di Catania a personale di basso curriculum, tra cui l'affidamento della carica di responsabile della linea energia e georisorse, nonché relativamente a tutte quelle posizioni in conflitto di interessi rilevate dal Garante del piano triennale anticorruzione INGV (Protocollo INGV N. 0001846 del 21 ottobre 14);

se risulti il motivo per cui, tra le 100 stazioni geochimiche installate da INGV, sezione di Palermo, nessuna era attiva ai vulcanelli di Macalube, nonostante l'importanza dei siti, messa in luce addirittura da uno stesso comunicato stampa INGV, subito dopo la morte dei due bambini;

se risulti quali ditte private sono state utilizzate per costruire le circa 100 stazioni geochimiche INGV siciliane e se, tra queste, risultino installate quelle che utilizzano brevetti e materiali della ditta STMicroelectronics di Catania;

se il Governo ritenga che abbia ancora senso l'esistenza della rete geochimica di INGV Palermo di 100 stazioni circa (che non risulta aver fornito pubblicazioni internazionali di rilevo alcuno negli ultimi tempi, anche secondo il Consiglio Scientifico INGV) e che essa sia in mano a chi non ha messo tra le priorità l'installazione delle suddette stazioni presso i vulcanelli di Macalube. Tali manifestazioni gassose naturali sono riconosciute, per iscritto in comunicato stampa INGV, dagli stessi ricercatori di INGV Palermo, essere importanti e strategiche per le loro ricerche, se monitorate il più possibile, in continuo soprattutto;

se si ritenga che la carica di "direttore di sezione di INGV Palermo" conferita a Rocco Favara dal consiglio di amministrazione di INGV sia stata assunta durante il periodo di "incompatibilità" della maggior parte dei membri del CDA, messa in luce dai membri del collegio dei revisori dei conti INGV, con protocollo INGV del 9 settembre 2014.

(4-04096)


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