23. 05. 2022 Ultimo Aggiornamento 18. 05. 2022

All’Ingv un co.co.co. da record: quasi 90 mila euro per 8 mesi di lavoro

Categoria: Ingv

ingv sede 400X400In un ente come l’Ingv dove  negli ultimi anni, per il suo personale le soddisfazioni sono poche e poco riconosciute, ormai, per ottenere buoni risultati, nel campo della ricerca, bisogna ricorrere a collaboratori esterni e pagarli svariate decine di migliaia di euro.

Da tempo i ricercatori più scaltri di questo ente hanno rivolto le loro attenzioni ai progetti, sia essi nazionali che europei che, una volta ottenuti, avendo a disposizione milioni di euro, credono forse di poter spendere come se fossero soggetti privati e non pubblici dipendenti.

Recentemente sulla home page dell’INGV è comparso l’annuncio di una giornata di presentazione “della fase sperimentale e di alta formazione del progetto SIGLOD-Sistema Intelligente di supporto alla Gestione e alla LOcalizzazione delle Discariche e di impianti di gestione dei rifiuti” , che si è tenuto a Palermo il 22 maggio scorso.

Il breve testo che accompagna l’annuncio descrive un grande progetto finanziato dal MIUR con lo strumento PON (Programma Operativo Nazionale), il cui titolo completo è “AQUASYSTEM-BE&SAVE-SIGLOD”, con ben 19 soggetti proponenti, tra cui ben cinque Università e un costo complessivo di 48.709.389 euro, di cui 36.875.368 rappresentano il contributo dello stesso MIUR.

Per l’INGV, il progetto è coordinato dal Dott. Massimo Chiappini della Sezione Roma 2 dell’ente; partecipa anche la Sezione di Palermo, diretta dal Dott. Rocco Favara. In effetti, il progetto si presenta interessante, costituendo, almeno nelle premesse, un esempio di cooperazione pubblico-privato, in una materia così delicata come quella delle discariche.

Guardando meglio le caratteristiche del progetto, così come viene descritto nella “Lista Progetti Ufficiali” dell’ente (codice 612), si notano però talune stranezze e/o incongruenze.

La prima, e forse la principale, è nel fatto che il progetto risulta iniziato il 1° dicembre 2012 e terminato il 31 maggio 2015, nove giorni dopo la sua presentazione, per una durata complessiva di 30 mesi.

Del progetto, peraltro, non vi sarebbe traccia nel Piano Triennale 2013-2015, benché l’INGV fosse stato informato dell’avvenuto finanziamento già il 16 ottobre 2012, né vi è menzione del cospicuo finanziamento di 1.457.313,55 euro che – sempre secondo la banca dati dell’ente – il progetto avrebbe ricevuto.

Il medesimo progetto compare solo nel Piano Triennale 2014-2016 dove, a pag. 177, viene indicata per la prima annualità una entrata di 485.771 euro, che diventano però 800.000 a pag. 283.

Su questa cospicua somma, risulta applicato un overhead di 82.326 euro, pari al 5,6% dell’importo finanziato, in luogo del 7% prescritto dalla Circolare AC 4/2013 per i progetti MIUR-PON.

Forse una svista? Chissà.

La stranezza principale risiede, però, nel fatto che, sempre secondo la “Lista Progetti Ufficiali” dell’ente, il progetto ha già speso o impegnato tutti i fondi che aveva a disposizione, cosa naturale visto che risulta già chiuso alla data del 31 maggio scorso.

Ma allora, ci si è chiesti, con quali fondi verrà finanziata la fase sperimentale?

In effetti, l’art. 4, comma 2 di un lungo Decreto a firma dell’attuale Direttore Generale del MIUR, concede al progetto una estensione fino al 30 settembre 2015; ma sarà sufficiente la disponibilità di alcune unità di personale fino al 31 dicembre 2015 per poter portare a termine il lavoro?

Si tratta di personale specialistico, come il tema del progetto farebbe ritenere, o si tratta, come sembra, di personale in forza alle sezioni di Palermo e Roma 2 e impegnato su altre attività di ricerca?

La domanda è legittima, visto che lo stesso progetto risulterebbe sconosciuto alla programmazione 2013-2015 e il personale coinvolto è fatto quasi interamente da precari storici dell’ente.

Il progetto SIGLOD rischia però di passare alla storia per un particolare davvero fuori dal comune, almeno per l’INGV.

Il 16 aprile scorso - in “zona Cesarini”, è proprio il caso di dirlo – il Progetto SIGLOD ha conferito un incarico di co.co.co., per la durata di 8 mesi, al Dott. Luigi Passariello, già Managing Director, ovvero amministratore delegato, della TSAT (Telematic Solutions Advanced Technology) S.p.A.

L’incarico, regolarmente inserito nelle pagine della “Amministrazione Trasparente” del sito web dell’INGV, prevede un compenso di 69.000 euro, ovvero di 8.625 euro mensili o 103.000 su base annua.

Tale compenso, poi, diventa di 89.070 euro (ben 11.333 euro su base mensile e 133.605, euro su base annua), se si considerano gli oneri accessori a carico dell’ente conferente alias l’INGV.

A questo proposito giova ricordare che la Circolare n. 2/2009 del Ministero del Lavoro (che riguarda proprio le modalità di rendicontazione dei progetti PON, nella sezione “Spese ammissibili – Spese relative alle risorse umane”, sottosezione E “Attività di coordinamento e consulenza oggetto di contratti di collaborazione a progetto o di contratti a collaborazione coordinata e continuativa” fissa in 3.000 euro al mese – al lordo dell’Irpef ma al netto della quota di contributo previdenziale a carico del committente – il massimale del costo che può essere riconosciuto a “Esperti impegnati da almeno cinque anni in attività inerenti al settore/materia progettuale”.

V’è da ritenere che il Dott. Passariello, visto il compenso che gli viene riconosciuto, che si avvicina a quello del Presidente e del Direttore Generale dell’INGV, e supera di gran lunga quello del coordinatore del progetto stesso, sia in possesso di una professionalità almeno eccezionale.

Ma non è dato saperlo, visto che l’INGV, eludendo un preciso obbligo di legge, non ha pubblicato – salvo prova contraria – il curriculum vitae del Passariello.

Di certo, possiamo dire che il co.co.co. al medesimo Passariello è stato assegnato il 6 marzo scorso con decreto a firma del dottor Massimo Chiappini, direttore della sezione Ingv Roma 2, all’esito di una selezione indetta con bando pubblicato il 29 gennaio 2015, che avrebbe avuto un unico candidato che, però, risulta sconosciuto alle banche dati internazionali delle pubblicazioni scientifiche: il che, per un super-esperto assoldato da un importante centro di eccellenza come l’INGV, non è certamente un bel segnale.

Ma non è finita qui.

La TSAT, la società di cui il Dott. Passariello è stato amministratore delegato, risulta assegnataria di un finanziamento di 806.126 euro nello stesso Progetto SIGLOD per il quale ha ottenuto il co.co.co, tanto che le comunicazioni del MIUR sono indirizzate anche a lui, nella qualità di “Responsabile dei rapporti istruttori” della società stessa.

Peraltro, anche il CRATI (Consorzio per la Ricerca di Tecnologie Innovative), del quale il Dott. Chiappini è stato Consigliere fino a tempi recentissimi, risulta tra i beneficiari del Progetto SIGLOD, per un importo di 850.520 euro.

Ma non sono in pochi a chiedersi come è possibile che il Dott. Passariello sia stato amministratore delegato di una società finanziata nell’ambito del progetto SIGLOD e poi superesperto ingaggiato dall’INGV, sempre nell’ambito dello stesso Progetto.

E che dire, poi, del Dott. Chiappini nel triplo ruolo di coordinatore della quota INGV del predetto Progetto, di Consigliere presso uno dei partner dello stesso Progetto e di firmatario di un incarico professionale nominale al titolare di un’altra società partner?

Questa anomalia non è evidentemente l’unica a cui il progetto è andato incontro.

Il già citato Decreto a firma del Direttore Generale del MIUR, datato 13 aprile 2015 e, dunque, scritto a un mese e mezzo dalla prevista conclusione di “AQUASYSTEM-BE&SAVE-SIGLOD”, delinea un iter progettuale decisamente poco fluido e rimodula il finanziamento, di fatto escludendo partner importanti coma l’Università di Roma “La Sapienza” (CIRPS-Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo sostenibile) e la Vitrociset S.p.A., oltre a riservarsi approfondimenti sulla ammissibilità del finanziamento alla TSAT spa, amministrata – come detto - in precedenza dal dott. Passariello.

Una situazione davvero molto confusa, che potrebbe riservare ancora sorprese.

Ma, forse, è il caso che qualcuno spieghi quale illuminata ratio è alla base del progetto SIGLOD e quale attività esattamente svolgono coloro che hanno beneficiato del relativo finanziamento. Se qualcuno lo facesse, darebbe sicuramente un importante contributo alla chiarezza e alla trasparenza.

coordinatore nazionale Usi-Ricerca/Ingv


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