22. 05. 2022 Ultimo Aggiornamento 18. 05. 2022

Ingv. Il Tar chiede chiarimenti sul mancato scorrimento delle graduatorie

Categoria: Ingv

INGVIn merito ai numerosi ricorsi presentati per “Annullamento della delibera n. 151/2014 del 24.11.2014 recante "piano assunzioni ex dl n. 104/2013 convertito in l. n. 128/13 - quadro complessivo", il Tar del Lazio con le ordinanze nn. 10569/2015 -10570/2015 – 10573/2015 – 3404/2015, chiede all’Ingv chiarimenti sul mancato scorrimento delle già esistenti graduatorie di idonei.

Il Tar chiede, inoltre, quali siano i profili professionali per i quali l’Ingv avrebbe esaurito la necessità di scorrimento.

Il Tribunale, nella sua ordinanza sottolinea inoltre che l’Ingv, nelle sue memorie difensive “nulla dice in ordine alla circostanza che uno degli atti impugnati dai ricorrenti, riguardi proprio la formulazione dei bandi di concorsi pubblici per il Personale di III livello”.

Al Tar non è sfuggito, come previsto dal DL 101/2013, che per tutte le Pubbliche Amministrazioni, l’autorizzazione a bandire nuovi concorsi fosse vincolata all’avvenuta immissione in servizio di tutti i vincitori di concorso, e di tutti gli idonei collocati nelle graduatorie dell’Ingv per gli stessi profili professionali, anche secondo un principio di equivalenza.

Questo piccolo particolare era già stato evidenziato dalla Funzione Pubblica, con la nota inviata all’Ingv del 22.12.2014, che testualmente recitava: “Questo Ufficio, per quanto già esposto nella precedente nota del 4 dicembre u. s. non è posto nelle condizioni di verificare quanto asserito dall’ente in merito all’avvio di nuove procedure di reclutamento”.

Dunque, è anche la Funzione Pubblica a mettere in dubbio la legittimità della espletanda procedura concorsuale, visto che l’Ingv nulla ha motivato in ordine alla pretesa insussistenza di professionalità equivalenti.

Nelle delibere 147/2014 e 151/2014, “Piano Assunzioni e Attuazione DM 300/2014”, il Cda afferma di avere acquisito agli atti le dettagliate relazioni del Direttore Generale ( per il fabbisogno di personale per gli uffici dell’Amministrazione Centrale), dei Direttori di Struttura (per il fabbisogno di Ricercatori e Tecnologi) e dei Direttori di Sezione (per il fabbisogno di personale amministrativo e tecnico). Quindi il CdA, in possesso delle necessarie relazioni dei Direttori, ha armonizzato il tutto, ed in perfetta autonomia ha deliberato il Piano Assunzionale.

Sicuramente all’Ingv sarebbe bastato fornire alla Funzione Pubblica ed al Tar, i documenti a supporto del tanto decantato Piano Assunzionale (mai resi pubblici), col quale è stato possibile individuare le professionalità necessarie all’ Ingv, in special modo quelle connesse con l’attività di sorveglianza sismica e vulcanica, così come previsto dalla legge 128/2013.

Ad oggi, invece, vengono ancora richiesti chiarimenti ai Direttori di Struttura, come se fossero loro gli autori della delibera 151/2014 e i responsabili del Piano Assunzionale che, come tutti sanno, è stato deliberato esclusivamente dal CdA che ne è, quindi, l’unico responsabile.

I Direttori di Struttura avevano già a suo tempo espletato il loro compito, fornendo le indicazioni sul fabbisogno di personale dell’ente. Ad oggi, però, dietro richiesta del Direttore Generale, i Direttori di Struttura sono chiamati a fornire chiarimenti in merito allo scorrimento parziale delle graduatorie.

I Direttori di Struttura che, una volta investiti della responsabilità, corrono nuovamente in soccorso del Cda che li ha nominati, ed in poche righe provano a fornire i chiarimenti a supporto delle richieste avanzate dal Tribunale.

Non sappiamo se saranno sufficienti per i giudici, ma è del tutto evidente che i chiarimenti prodotti dai Direttori di Struttura, a nostro avviso, non sembrano adeguatamente motivare il mancato scorrimento delle graduatorie, così come previsto dal D.L 101/2013. Per non dire che, il Dott. P. Papale, Direttore della Struttura Vulcani, utilizzando abilmente la sua capacità di sintesi, risponde alle richieste di chiarimenti con un documento di sole 13 righe.

A questo punto è bene dire che sull’avvio delle procedure concorsuali pende non solo la richiesta di annullamento delle delibere, ma anche la recente delibera n.193 del 23/09/2015, con cui il Cda rettifica “parzialmente” (o rettifica o non rettifica) i criteri di valutazione delle prove dei futuri concorsi, indetti nell’ambito del Piano Assunzionale straordinario di cui al DM n.300 del 05/05/2014.

In particolare, le commissioni giudicatrici avranno a disposizione non più un totale di 100 punti ma 120 punti, ripartiti in 40 per titoli ed anzianità, 40 per colloquio e 40 per la prova scritta (o discussione della relazione).

Con il risultato che il punteggio destinato all’anzianità diventa trascurabile rispetto agli 80 punti complessivi della relazione/prova scritta e dell’orale. Insomma, una grossa furbata!

Se si desidera premiare l’anzianità del precariato storico, con questa trovata si otteene l’effetto contrario. L’opposto di ciò che di solito fa un bravo pasticciere per la buona riuscita di una qualsiasi ricetta: lista degli ingredienti e grammatura delle dosi.

La delibera è stata prontamente recepita dal Direttore Generale, che pubblica il decreto 444 dove leggiamo che: ”In relazione alla conseguente necessità di provvedere alla corrispondente modifica dei bandi predetti …”, si dispone la modifica ai criteri di valutazione, si dispone di pubblicizzare adeguatamente il succitato decreto ed, in particolare, di inoltrarlo alle commissioni esaminatrici da nominare e già nominate.

Probabilmente, qualcuno ben informato avrà suggerito ai vertici dell’Ingv di inserire questa modifica, pena l’annullamento del bando, considerato che il DPR 09/05/1994, n.487, all’art.8, prevede che per i titoli non può essere attribuito un punteggio complessivo “superiore a 10/30 o equivalente” e cioè superiore a un terzo del punteggio complessivo. Nello stesso decreto, si legge, inoltre: ”appurato che il sopra richiamato DPR n. 487/1994, contrariamente a quanto inizialmente ritenuto, [ ] …non risulta abrogato” (sic!).

E’ chiaro che adesso bisognerà pubblicizzare adeguatamente le modifiche apportate al bando, con inserzione in Gazzetta Ufficiale e sul sito internet dell’ente e, quindi, con conseguente riapertura dei termini di presentazione delle domande, con un inevitabile ritardo per lo svolgimento di tutti i futuri concorsi.

In questi ultimi anni all’Ingv si è visto di tutto ma, francamente, nessuno mai avrebbe immaginato di arrivare a così tanto.

A questi signori che hanno governato l’ente per quattro lunghi anni va dato il “merito” di averci reso testimoni del più grande cambiamento avvenuto all’Ingv dalla sua fondazione ai giorni nostri; a loro il merito di averci fatto assistere al fallimento di una Amministrazione che non è stata in grado di cautelare né i deboli precari dell’Ingv né tantomeno i potenti Direttori di Struttura.

Va detto che il Cda ed i vertici Amministrativi dell’Ingv dovrebbero rappresentare quanto di “meglio” sia disponibile nel panorama scientifico e amministrativo italiano, tutte queste mancate motivazioni e sviste, sembrano invece certificare la palese inadeguatezza al ruolo che sono stati chiamati svolgere.

Senza leadership non può esserci né crescita né successo, sia esso scientifico che economico, e di leadership l’Istituto di via di Vigna Murata è sicuramente deficitario.

falzone ridottoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

coordinatore nazionale Usi-Ricerca/Ingv


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