02. 07. 2020 Ultimo Aggiornamento 01. 07. 2020

Storia di una sede Ingv non a norma antisismica

Categoria: Ingv

La Sezione di Catania dell’Ingv: una struttura strategica interdisciplinare ad alta vulnerabilità in una delle aree a più elevato rischio sismico e vulcanico d’Italia.

L’obiettivo della Protezione Civile è la salvaguardia della vita umana, per cui ci si aspetta che in caso di forte terremoto negli edifici strategici le attività di supporto all'emergenza possano essere svolte in sicurezza e senza interruzione. Questo fondamentale concetto non sembra essere valido per l’immobile presso cui ha sede la Sezione di Catania dell’Ingv, che ospita una sala operativa sismica e vulcanologica e che, a tutt’oggi, non sembra essere conforme a quanto richiesto dalla normativa antisismica.

Che il predetto immobile, già sede dell'Istituto Internazionale di Vulcanologia del Cnr, poi confluito nell’Ingv, non fosse a norma non è sicuramente una novità. Infatti, già nel lontano 2009, non appena uscirono le norme tecniche NTC 2008, furono richieste consulenze tecniche per valutare l’idoneità dell’edificio. Il prof. Enzo Boschi, all’epoca presidente dell’Ingv, richiese ad  Eucentre una valutazione sulla sicurezza sismica dell’edificio e, a giugno 2011, arrivarono i risultati finali.

Eucentre, nella suo rapporto finale, assumendo un livello di conoscenza minimo (LC1), concludeva che ”l’edificio non soddisfa le verifiche di sicurezza per le azioni di progetto previste dalla normativa”.

Da allora, nulla di concreto si è fatto.

Solo con il Progetto POR-FESR “Rischio Sismico in Sicilia Orientale” n. 162, appena concluso, si è avuta un’analisi più completa della sede di Catania dell’Ingv. Gli esperti che hanno lavorato al progetto, con l’ausilio di indagini diagnostico-strutturali e geotecniche, hanno aumentato il  livello di conoscenza, spingendosi fino al livello LC3 - Conoscenza Accurata.

I risultati hanno confermato quanto già evidenziato nel precedente studio di Eucentre ed hanno, inoltre, messo in evidenza un maggiore grado di vulnerabilità della struttura, anche in relazione alle caratteristiche scadenti dei terreni su cui insiste l’edificio. La stima dei coefficienti di amplificazione litostratigrafica ha evidenziato “una sottostima dell’amplificazione, da parte della normativa, del 20% circa”.

La conclusione dello studio condotto all’interno del progetto POR-FESR, infatti, recita: “… Gli indici di vulnerabilità ottenuti evidenziano la spiccata vulnerabilità e l’inadeguatezza sismica delle strutture a subire azioni orizzontali di elevata entità per l'incipiente collasso per meccanismi locali e resistenza ultima nel piano di un pannello. [omissis]..” Seppur sia stata riscontrata una buona qualità della muratura, la ridotta sicurezza sismica del manufatto nei confronti dei meccanismi locali è attribuibile all'inefficacia dei cordoli di piano, al notevole sviluppo verticale  dell'edificio, all'eccentricità fra centro di massa e di rigidezza e alla presenza di forometrie interne non allineate sulla verticale”.

Ciò che lascia perplessi è che, dopo i risultati del 2011 sopra riportati, per  la sede Ingv di Catania – che, come innanzi evidenziato, è classificata come “edificio strategico” per le finalità e l’importanza della struttura - a tutt’oggi non è stato fatto alcun intervento per renderla conforme alle prescrizioni di legge.

Per di più, l’edificio soffre di una mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria e, pochi mesi addietro, si è anche sfiorata la tragedia. Ad aprile 2015, infatti, è crollata una parte del balcone lato nord, in corrispondenza del parcheggio, ed il susseguente sopralluogo tecnico ha evidenziato che tutti i balconi soffrono di problemi strutturali, che ne pregiudicano la stabilità.

A salvaguardia dell’incolumità del personale, il direttore della locale Sezione dell’Ingv ha istituito il divieto assoluto di transito ed ha delimitato la zona di pericolo con del comunissimo nastro da cantiere. A quasi un anno di distanza, nulla di concreto è successo. L’immobile non ha subito alcun intervento di miglioramento strutturale e nell’area dichiarata pericolante è tuttora inibito l’accesso.

E’ chiaro che, essendo per la Protezione Civile la sede di Catania un "edificio strategico”, la funzionalità della stessa assume rilievo fondamentale proprio durante gli eventi sismici, in quanto essa ospita sala operativa e personale con funzioni di comando, supervisione e controllo. Pertanto, risultano davvero incomprensibili le ragioni per le quali a tutt’oggi  l’ente non si sia attivato quantomeno per mettere in sicurezza i balconi esterni dell’edificio.

La Sala Operativa di Catania, nei piani d’intervento della Protezione Civile, infatti, è definita ”fonte  per conoscere i parametri dell’evento sismico e vulcanico e richiedere elaborazioni sulle evoluzioni possibili”. Peccato che in caso di forte terremoto l’edificio sarebbe probabilmente dichiarato inagibile, senza alcuna possibilità di accedervi, per cui non sarebbe possibile per la Protezione Civile “ … richiedere elaborazioni sulle evoluzioni possibili…”.

Probabilmente, la stessa Protezione Civile non è ha conoscenza delle condizioni strutturali in cui versa l’edificio che ospita la sede dell’Ingv Catania, altrimenti non avrebbe investito cosi tanti soldi per il ricambio e l’ammodernamento dei sistemi di acquisizione e di analisi dei dati che - come detto - in caso di un forte terremoto nella Sicilia Orientale, non potrebbero essere utilizzati.

Se la sede Ingv di Catania venisse dichiarata inagibile, per la Protezione Civile sarebbe molto difficile spiegare come mai finanzi le attività di una sala sismica ubicata in un edificio non a norma e sarebbe ancor più difficile spiegare come mai non abbia obbligato l’Ingv ad effettuare le necessarie verifiche dei livelli di sicurezza e non abbia definito gli eventuali interventi di adeguamento, miglioramento e/o riparazione, necessari per rendere la costruzione adeguata ai criteri di sicurezza previsti ex lege.

Ad un ente che organizza “settimane della cultura”, ospitando scolaresche e numerosi visitatori, che  giustamente si batte per la “prevenzione” , che  spiega a grandi e piccini “come difendersi dai terremoti”, che ha realizzato e pubblicato la carta di pericolosità sismica d’Italia, mal si addice la mancata osservanza della normativa antisismica per le sue sedi strategiche.

Se mai un giorno dovesse accadere la catastrofe ... per favore non si parli di fatalità e non si cerchi di far scivolare la tragedia sotto una marea di inutili parole. Oggi troppe sono le domande senza risposta, troppe le responsabilità di chi tace sulle reali condizioni dell’edificio che ospita la Sala Operativa deputata a dare l’allarme in caso di terremoto.

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Coordinatore nazionale Usi-Ricerca/Ingv


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