25. 10. 2021 Ultimo Aggiornamento 25. 10. 2021

Ingv, 11 senatori del M5S interrogano il ministro sui compensi del presidente dell’ente

Categoria: Ingv

Nel Resoconto stenografico della seduta n. 595 del 17/03/2016 del Senato della Repubblica è apparso un atto di sindacato ispettivo (n.4-05492), presentato da 11 senatori del Movimento 5 Stelle (primo firmatario, Morra), rivolto al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il cui testo - avente ad oggetto i compensi percepiti dal presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) - di seguito, integralmente pubblichiamo.

MORRA, SANTANGELO, SERRA, PAGLINI, CRIMI, ENDRIZZI, PUGLIA, MONTEVECCHI, MORONESE, CASTALDI, DONNO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che sul quotidiano on line "il Fatto Quotidiano" del 12 febbraio 2016 è stato pubblicato un articolo dal titolo "Tetto stipendi pubblici: nel mirino dei revisori le doppie entrate del presidente dell'Ingv Stefano Gresta", nel quale si afferma che lo stesso presidente Gresta cumulerebbe illegittimamente due redditi: l'indennità di carica che gli viene corrisposta dal medesimo Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che ammonta a circa 107.000 euro all'anno, e lo stipendio di professore ordinario, di oltre 68.000 euro, che gli verrebbe corrisposto dall'università di Catania;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

tale anomalia sarebbe stata contestata al presidente Gresta anche dal collegio dei revisori dei conti dell'ente, mentre un apposito gruppo di lavoro, costituito dal direttore generale dello stesso ente, come segnalato in un articolo apparso il 5 novembre 2015 su "Il Foglietto della ricerca", notiziario del sindacato Usi (Unione sindacale italiana) Ricerca, avrebbe, tra l'altro, contestato l'indennità di trasferta liquidata al presidente dell'Ingv per lo spostamento dalla sua residenza (Catania) alla sede dell'Ingv, ubicata a Roma, in via di Vigna Murata, che verrebbe, a giudizio degli interroganti incredibilmente, considerata come "missione", per la partecipazione alle riunioni del consiglio di amministrazione dello stesso Ingv;

il presidente Gresta, infatti, raggiunta dalla sua residenza di Catania la sede dell'Ingv di Roma, di cui è legale rappresentate, si limiterebbe a compilare un modulo, in cui viene citato il decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1988, n. 395, dove indica, a proprio insindacabile giudizio, che si trova in missione a Roma per lo svolgimento di attività connesse con la sua carica;

secondo l'articolo de "il Fatto", nel 2014 al Gresta, in aggiunta all'indennità di carica, sarebbero stati liquidati oltre 28.000 euro a titolo di rimborsi per missioni presso la sede dell'ente che presiede;

considerato infine che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo 2012, recante "Limite massimo retributivo per emolumenti o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con le pubbliche amministrazioni statali", all'art. 4, comma 1, dispone che "A decorrere dall'entrata in vigore della citata legge n. 214 del 2011, fermo restando il limite massimo retributivo di cui all'articolo 3, il personale di cui all'articolo 2 che esercita funzioni direttive, dirigenziali o equiparate, anche in posizione di fuori ruolo o di aspettativa, presso Ministeri o enti pubblici nazionali, comprese le Autorità amministrative indipendenti, ove conservi, secondo il proprio ordinamento, l'intero trattamento economico riconosciuto dall'amministrazione di appartenenza, non può ricevere a titolo di retribuzione o di indennità, o anche soltanto a titolo di rimborso delle spese, per l'incarico ricoperto, più del 25 per cento dell'ammontare complessivo del trattamento economico percepito a carico dell'amministrazione di appartenenza",

si chiede di sapere:

se i fatti esposti corrispondano al vero;

quali provvedimenti di competenza intenda adottare il Ministro in indirizzo per evitare che il presidente dell'Ingv continui ad operare in dispregio di norme cogenti, in particolare cumulando i redditi evidenziati, considerando che tale operazione non è consentita dall'art. 4, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo 2012.

(4-05492)”.


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