02. 06. 2020 Ultimo Aggiornamento 02. 06. 2020

Ingv. Con una transazione, cala il sipario sul commissariamento dell’Osservatorio Vesuviano

Categoria: Ingv

La vicenda ebbe inizio un anno fa, esattamente il 17 febbraio 2016, quando il consiglio di amministrazione dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), presieduto da Stefano Gresta (che di lì a poco avrebbe lasciato lo scranno a Carlo Doglioni), deliberò all’unanimità e con effetto immediato il commissariamento dell’Osservatorio Vesuviano (Sezione di Napoli dello stesso Ingv), diretto dal dirigente di ricerca Giuseppe De Natale.

Ai motivi del drastico provvedimento e ai successivi sviluppi, Il Foglietto ha dedicato numerosi articoli [1, 2, 3 , 4], sostenendo sempre l’illegittimità della decisione assunta dal massimo consesso dell’ente di via di Vigna Murata.

Dopo la sospensione cautelare del provvedimento disposta dal Tar Campania, l’amministrazione Ingv non si perse d’animo e si appellò al Consiglio di Stato che, con ordinanza del 28 aprile 2016, annullò la sospensione del commissariamento.

Chiamato a decidere nel merito il ricorso, il Tar Campania, con sentenza n. 929, depositata il 22 novembre 2016, lo accoglieva, riconoscendo l’illegittimità della deliberazione adottata dal cda dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia il 17 febbraio 2016, sostanzialmente con le motivazioni svolte dal Foglietto nel primo dei quattro articoli.

La decisione, però, non ha consentito al dottor De Natale di “riprendersi” la direzione dell’Osservatorio in quanto, a seguito della scadenza – medio tempore sopravvenuta - del mandato triennale conferitogli l’11 luglio 2013, l’incarico era stato affidato sempre dal cda ad altro dirigente.

All’ormai ex direttore residuava la possibilità di chiedere un congruo risarcimento danni, conseguente alla dichiarata illegittimità dell’atto di commissariamento.

All’amministrazione, invece, la possibilità di appellare la sentenza del Tar Campania innanzi al Consiglio di Stato.

Stando al contenuto di una deliberazione del cda dell’Ingv del 29 novembre 2016, di cui Il Foglietto ha avuto notizia qualche giorno fa, entrambe le ipotesi sarebbero state messe da parte, per fare posto ad una sorta di pax tra le parti in causa, nel senso che l’ex direttore si è dichiarato disposto a chiudere definitivamente il contenzioso, rinunciando all’azione risarcitoria, a condizione, però, che l’amministrazione Ingv non presentasse ricorso avverso la sentenza del Tar Campania che, come dianzi evidenziato, aveva dichiarato l’illegittimità del commissariamento de quo.

Una mossa, quella dell’ex direttore De Natale, che ha spiazzato quanti seguivano la vicenda, forse perché, ai più, apparsa di non facile comprensione, tant’è che all’interno del cda ci sarebbe stato un ampio dibattito, alla fine del quale sarebbe stato dato mandato al presidente Doglioni di sottoscrivere un atto transattivo con l’ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano, con il quale quest’ultimo rinunciava ad esperire qualsiasi azione risarcitoria e l’Ingv si impegnava a non proporre appello avverso la ridetta sentenza del Tar Campania.

Un epilogo senza vinti né vincitori? Non proprio.

La sentenza del Tar, infatti, se non è stata impugnata, è diventata definitiva ed attesta, senza ombra di dubbio, l’illegittimità del provvedimento adottato dal cda dell’Ingv a febbraio del 2016, i cui componenti, escluso Gresta, sono gli stessi che oggi siedono nel massimo consesso di via di Vigna Murata.

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