23. 06. 2017 Ultimo Aggiornamento 18. 06. 2017

Ingv, stabilizzazioni e sentenza Tribunale di Bologna: l’ente di fronte a tre opzioni

Categoria: Ingv

iCon un articolo apparso su questo giornale il 13 aprile scorso, abbiamo dato notizia della decisione della Sezione Lavoro del Tribunale di Bologna che, accogliendo il ricorso proposto nel 2011 da alcuni dipendenti precari dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha riconosciuto per quattro di essi (tuttora alle dipendenze dell’ente con contratto a tempo determinato) il diritto ad essere stabilizzati ai sensi dell’art.1, commi 519 e segg. della legge 296/2006, con la conseguente condanna dell’Ingv a stipulare con i medesimi un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, con il riconoscimento ai fini giuridici ed economici dell’anzianità acquisita durante il servizio prestato con contratto a termine.

Il 27 aprile scorso, è stata depositata la sentenza n. 406/2017, contenente le motivazioni della decisione favorevole ai lavoratori.

Il Giudice - dopo aver rilevato che all’Ingv “il processo di stabilizzazione iniziato con le leggi N°296/2006 e N° 244/2007 si è riaperto, dapprima con il decreto legge N° 104/2013 convertito in Legge N°128/2013, che all’art. 24 ha previsto la stabilizzazione, nel quinquennio 2014-2018, di N° 200 unità di personale, stanziando i fondi occorrenti a tale operazione, sul presupposto dell’ampliamento della Pianta organica dell’Istituto, e con Dm del Miur N°300/2014, che ha previsto le norme attuative della Legge N°28/2013”, e che a marzo 2017 “la dotazione organica dell’Istituto convenuto prevede ancora N°100 posti di Vacanze Organiche, mentre la lista degli stabilizzandi … è di N°87 unità, attualmente in servizio presso le Sedi Ingv”- ha riconosciuto per i quattro ricorrenti ancora in servizio come precari presso l’ente il “diritto ad essere stabilizzati, poiché con l’ampliamento della pianta organica dell’Ingv, è venuto meno l’unico ostacolo alla stabilizzazione ex art. 1 comma 519 e seguenti Legge N°296/2006 ed ex art. 3 comma 90 della Legge N°244/2007”.

“A ciò – prosegue la sentenza – si aggiunge che la normativa sul reclutamento speciale transitorio di cui alla Legge N°128/2013, ha previsto una riserva di posti per coloro che sono in possesso dei requisiti di stabilizzazione di cui alle Leggi N°296/2006 e N°244/2007” e che “i ricorrenti sono inseriti nelle graduatorie di idoneità, a fronte di concorsi pubblici e prove selettive espletate da molti anni”.

Staremo ora a vedere quale sarà il comportamento dell’Amministrazione: se opterà per un’applicazione della predetta sentenza solo a favore dei quattro ricorrenti, aprendo un nuovo possibile contenzioso con altri precari storici, oppure se – come sono in tanti a chiedere e come sarebbe logico – delibererà la stabilizzazione anche per altri 83 dipendenti che versano nelle medesime condizioni di quelli che hanno ottenuto giustizia dal Tribunale, o se deciderà di presentare ricorso in appello.

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