19. 10. 2018 Ultimo Aggiornamento 18. 10. 2018

Le dimissioni della direttrice del Dipartimento Terremoti scuotono l’Ingv

Categoria: Ingv

centro terremoti ingv 2Con una lettera datata 6 settembre, inviata agli oltre 300 afferenti al Dipartimento Terremoti, il più grande e, storicamente, il più rappresentativo dell'Ingv, Daniela Pantosti, direttrice del Dipartimento stesso, ha comunicato di essersi dimessa dall’incarico.

La lettera contiene alcune affermazioni che non possono lasciare indifferenti, laddove, ad esempio, si fa riferimento a "... un sistema confuso, arrugginito, poco trasparente e non inclusivo che mette in seria difficoltà la ricerca".

Parole forti, che meriterebbero un approfondimento da parte del Consiglio di Amministrazione, del Consiglio Scientifico e del Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza dell'Ingv.

Intanto, c'è stata la rapida sostituzione della direttrice dimissionaria con un incarico ad interim conferito dal presidente dell’Ingv alla dirigente di ricerca Rita Digiovanbattista, con un decreto del 10 settembre, ai sensi dell'art. 9, comma 3, del Regolamento di Organizzazione e Funzionamento (ROF), dell'ente che, testualmente, recita: "In caso di dimissioni, decesso o revoca dall'incarico prima del termine del triennio e in attesa della nuova nomina, secondo quanto stabilito nel precedente articolo 8, le funzioni del Direttore sono svolte ad interim da un Dirigente di Ricerca dell'INGV scelto dal Presidente".

Al presidente dell’ente di ricerca di via di Vigna Murata certamente non può essere sfuggito il significato della locuzione ad interim, peraltro ben chiarito anche dal comma appena richiamato laddove si precisa che lo stesso incarico ad interim è valido "in attesa della nuova nomina", per cui riesce difficile comprendere come mai nel predetto decreto di nomina della nuova direttrice sia stato scritto che l'incarico durerà " ... fino al termine del mandato del precedente Direttore ...", vale a dire sino al 31 luglio 2019.

E' di tutta evidenza che fissare a priori la durata di un incarico ad interim si appalesa illegittimo. E lo è a maggior ragione se si considera che l'art. 16, comma 3 del vigente Statuto dell'Ingv stabilisce inequivocabilmente che "A ciascun Dipartimento è posto (forse, meglio: preposto) un Direttore scelto tra persone di alta qualificazione ed esperienza scientifica del settore di attività dell'Ingv e nominato dal Consiglio di Amministrazione, secondo le modalità stabilite nel ROF".

Il ricorso alla nomina diretta presidenziale è uno strumento d'emergenza opportuno e certamente legittimo per scongiurare pericolosi vuoti di potere, al quale deve, però, seguire, senza indugio, l'iter di nomina del Direttore di Dipartimento pleno jure, secondo precise regole che mirano a consentire a tutti coloro che hanno i titoli richiesti di candidarsi.

Un incarico - è quasi superfluo ricordarlo - reso oggi ancora più delicato dalle motivazioni che hanno determinato le dimissioni della direttrice Pantosti.

Bandire al più presto la selezione per individuare il nuovo Direttore è la strada maestra da seguire e non si riesce proprio a capire sulla base di quale ragionamento logico-giuridico si debba attendere la scadenza del mandato triennale conferito alla direttrice dimissionaria.

Nel tardo pomeriggio di ieri, ad una settimana dalle dimissioni rassegnate dall’ex direttrice del Dipartimento Terremoti, e pochi attimi prima della chiusura di questo numero del Foglietto, è giunta via mail al personale dell’Ingv una lunga replica dei vertici dell’ente (presidente e direttrice generale).

Dopo aver espresso “rammarico” per la “decisione di rassegnare le dimissioni dall’incarico di Direttore del Dipartimento Terremoti … da parte della Dott.ssa Daniela Pantosti”, e richiamate le numerose riunioni del “Collegio dei Direttori per stabilire una costante sinergia tra tutte le anime scientifiche e amministrative dell’Istituto”, i vertici dell’Ingv hanno respinto in toto le criticità poste dalla stessa Pantosti a base delle sue dimissioni, anche perché “gli altri Direttori di Dipartimento non hanno sollevato tali criticità”, per cui “quelle che vengono chiamate serie ragioni delle dimissioni, rimangono motivazioni personali che nulla hanno a che fare con l’organizzazione e la funzionalità dell’INGV”.

Per quanto attiene all’accusa di scarsa trasparenza, presidente e dg l’hanno definita “difficilmente sostenibile, per non dire inaccettabile” mentre le “gravi mancanze nell’organizzazione dell’ente”, evocate dall’ex direttrice nella sua lettera, sono state liquidate con “Non sappiamo sinceramente a cosa ci si riferisca, visto che non ci risulta nulla di tutto ciò”.

La replica dei vertici dell’Ingv contiene anche un giudizio severo sull’iniziativa dell’ex direttrice poiché “E' stato quanto meno inopportuno generare questa situazione di disagio che tende inevitabilmente a indebolire l’INGV dentro e fuori, in un momento così delicato come quello delle stabilizzazioni”, richiamo, quest’ultimo, che però - a nostro avviso - appare del tutto inconferente con la vicenda de qua.

I vertici dell’Ingv, infine, hanno così motivato la durata della nomina della dirigente di ricerca chiamata a rivestire ad interim l’incarico di direttrice del Dipartimento Terremoti: “considerata la necessità e l’importanza funzionale del Dipartimento Terremoti, il mandato non può che essere pieno fino alla scadenza del triennio a fine luglio 2019, allorquando dovranno essere rinnovate tutte le cariche dei Direttori di Dipartimento”.

Tale motivazione, però, si appalesa priva di pregio giuridico epperciò non sposta di una sola virgola quanto da noi sopra argomentato al riguardo.

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