03. 08. 2020 Ultimo Aggiornamento 01. 08. 2020

Sede unica Istat, sempre più un’Araba Fenice

Categoria: Istat

altGiorgio Alleva è il quarto presidente dell’Istat che prova a realizzare a Roma la sede unica dell’ente.

Il primo, Alberto Zuliani, nel 1994 stette a un passo dal riuscirci con l’acquisizione di un grosso immobile sulla via Anagnina, meglio noto come “serpentone”, al di là del Grande raccordo anulare, ma, poi, a causa di una forte mobilitazione del personale, caratterizzata, tra l'altro, da una storica giornata di sciopero indetta dall’Usi-Ricerca, con manifestazione fino a piazza del Campidoglio, dovette desistere.

Nel 2007, il suo successore, Luigi Biggeri, optò per l’acquisto dal Comune di Roma di un terreno nell’area dello Sdo di Pietralata (circa 16 mila mq., con una edificabilità di 60 mila mq., costata fino a oggi circa 14 milioni di euro), ottenne un consistente mutuo (quasi 100 milioni di euro) dalla Cassa Depositi e Prestiti, a condizioni davvero vantaggiose, e bandì anche la gara per la progettazione.

Una serie di ricorsi alla giustizia amministrativa da parte di alcune società bloccò di fatto l’operazione sede unica.

Dopo la decisione assunta il 14 dicembre 2011 dal cda dell’ente, presieduto da Enrico Giovannini, di “sospendere l’attuazione del progetto di realizzazione della nuova sede, considerate la situazione economico-finanziaria dell’ente e la risposta negativa ricevuta dai ministeri competenti alla richiesta di risorse aggiuntive destinate a tale scopo”, sulla vicenda sembrò calato il sipario.

Alleva, però, ha inteso rilanciare il progetto, mettendolo addirittura nel suo programma che, prima della nomina a presidente, ha presentato al ministro vigilante e alle commissioni parlamentari. A distanza di quasi un anno dalla sua ascesa al soglio statistico, di atti concreti sul tema se ne sono visti ben pochi e, comunque, non proprio significativi.

Le voci all’interno dell’ente continuano ad essere incontrollate e, spesso, contraddittorie, agevolate dal silenzio dell’amministrazione, che non chiarisce la sua strategia.

Lunedì della scorsa settimana era stata preannunciata (non dall’Istat) una riunione in Campidoglio, alla quale avrebbero dovuto partecipare due assessori capitolini: quello all’urbanistica e quello ai lavori pubblici. Invitati tutti i soggetti istituzionali, come Istat e Università la Sapienza, proprietari da anni di terreni nell’area dello Sdo.

Alla vigilia, sempre voci non confermate, riferivano che il Campidoglio in occasione della riunione avrebbe comunicato ufficialmente il proprio “disinteresse” allo Sdo, con la conseguenza che sulle aree coinvolte si sarebbero potute realizzare costruzioni non più esclusivamente direzionali.

L’incontro, però, all’ultimo momento è stato disertato dai due assessori, forse - come riferiscono le solite voci - per mancanza di una linea comune sulla specifica materia.

Sia come sia, il buio è sempre più fitto e Giorgio Alleva rischia di finire il suo mandato come i suoi predecessori: con un nulla di fatto sulla sede unica, che appare così sempre più un’Araba Fenice.


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