10. 07. 2020 Ultimo Aggiornamento 08. 07. 2020

Istat, la rivoluzione mancata dell’indagine sui redditi Eu-Silc

Categoria: Istat

altSon circa dieci anni che l’ente di via Balbo è alle prese con ristrutturazioni o presunte tali. Comune denominatore ai vari progetti di cambiamento sono i concetti di modernizzazione e innovazione; obiettivi che, una volta raggiunti, avrebbero generato, a detta degli autori, miglioramenti generalizzati sia in termini di tempestività che di qualità delle indagini. Una panacea.

Tra le indagini che maggiormente avrebbero tratto beneficio dall’uso di piante miracolose vanno annoverate quelle afferenti alle strutture delle statistiche sociali. E’ sufficiente, infatti, dare una lettura ai vari piani e programmi (Piano Strategico TriennalePiano Triennale delle AttivitàPiano delle Performance – Piano Annuale delle attività) per comprendere l’entità delle aspettative.

Nel Piano Strategico Triennale 2012-2014, ad esempio, nel paragrafo "Principali innovazioni e variazioni", dell’allora Direzione Centrale su condizioni e qualità della vita, si legge: “il triennio rappresenterà una vera e propria rivoluzione per i processi di produzione” e “l’anticipazione della rilevazione EU-SILC permetterà di fornire risultati con molto anticipo anche rispetto agli obiettivi europei. Questo sarà reso possibile dal passaggio a CAPI dell’indagine e dall’anticipo della rilevazione all’inizio dell’anno a partire dal 2013”.

La convinzione di realizzare tale rivoluzione, o forse la certezza di poter convincere di averla realizzata, ha fatto sì che la transizione a Capi (Computer assisted personal interview) dell’indagine sui redditi Eu-Silc fosse inserita tra i tre obiettivi individuali di performance, assegnati nel 2013 al Direttore centrale delle statistiche socio-economiche (vedasi Piano della performance 2013-2015, approvato dal Consiglio nella seduta del 8 febbraio 2013). Obiettivi ai quali sono associati gli indicatori per la misurazione del risultato, necessari alla determinazione della parte premiale della retribuzione.

Ma le cose per l’indagine sui redditi non sono andate esattamente come preventivato.

Le ventilate innovazioni, infatti, non sembrano aver portato miglioramenti, anzi. Rispetto a quando la rilevazione era effettuata con questionario cartaceo e con il coinvolgimento degli uffici di statistica dei Comuni, si è verificato un peggioramento della qualità del dato (maggior tasso di non risposta totale e parziale); un incremento dei costi e una minore tempestività (la fase di raccolta si è protratta sino al 31 dicembre, termine ultimo imposto dal regolamento europeo).

Per il 2015, le cose, se possibile, sembrano andare anche peggio. Alla data odierna, infatti, non risulta ancora pubblicata l’assegnazione definitiva della gara di appalto, per il prossimo triennio, della rilevazione Eu-Silc con tecnica mista Capi-Cati.

In attesa che ciò avvenga, c’è chi si pone qualche interrogativo in merito ad alcuni aspetti della vicenda:

1) può ritenersi raggiunto, per il 2013, l’obiettivo di performance individuale del passaggio a tecnica Capi dell’indagine Eu-Silc dal momento che la fase di raccolta dati anziché essere anticipata all’inizio dell’anno (PAA 2013) si è protratta sino al 31 dicembre? E la parte premiale della retribuzione del direttore competente è stata calcolata tenendo in considerazione tale circostanza, che appare tutt’altro che trascurabile?

2) è conforme ai dettami della normativa che disciplina l’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni (d.lgs. 150/2009 e delibera CiVIT n. 114 del 2010) il riproporre per più anni lo stesso obiettivo? Risulta, infatti, che il passaggio da tecnica Papi a Capi dell’Indagine Eu-Silc è tra gli obiettivi 2013 (Piano delle performance 2013-2015) e, con l’aggiunta della componente Cati, tra gli obiettivi 2014 (Piano delle performance 2014-2016). E, come se non bastasse, compare ancora nel Piano strategico triennale 2015-2017!

Ma se l’obiettivo prefissato risulta, come da relazione approvata, essere raggiunto, come è possibile che venga riproposto? Questa ripetitività non sembra essere sfuggita anche all’Organismo indipendente di valutazione della performance nel suo documento di validazione;

3) è rispettoso della normativa di cui sopra il prefissare degli obiettivi di performance senza l’indicazione dei livelli qualitativi e temporali ottenuti, i quali (gli stessi) possono ritenersi raggiunti?

E’ come se l’obiettivo di uno studente fosse solo quello di presentarsi a sostenere gli esami e non quello di superarli, possibilmente nei tempi stabiliti.


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