21. 10. 2020 Ultimo Aggiornamento 21. 10. 2020

Istat, ecco la nuova sede. La realizzerà l'Inail

Categoria: Istat

E’ fatta, almeno sulla carta. L’Istat avrà, probabilmente nel giro di 18/24 mesi, la sede unica, sul terreno di Pietralata. A realizzarla sarà l’Inail, sì proprio l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, che diventerà proprietario dell’edificando immobile.

Il Foglietto è in grado di svelare tutte le tappe di questa operazione, che la gestione Alleva, salvo prova contraria, si è ben guardata dal comunicare preventivamente al personale e ai sindacati.

Tutto inizia con la legge di stabilità per l’anno 2015 (n. 190 del 23 dicembre 2014), che al comma 317 dell’art. 1, recita: “Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro il 31 marzo 2015, sono individuate le iniziative di elevata utilità sociale valutabili nell'ambito dei piani triennali di investimento dell'Inail da finanziare, a valere sulle risorse autorizzate nei predetti piani triennali, con l'impiego di quota parte delle somme detenute dal medesimo Istituto presso la tesoreria centrale dello Stato. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

Una disposizione alla quale a distanza di sei mesi, esattamente il 13 luglio 2015, ha fatto seguito la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un avviso per la raccolta di manifestazioni di interesse, rivolto ad amministrazioni ed enti locali, per realizzare iniziative immobiliari di elevata utilità sociale tramite investimenti Inail: residenze universitarie, strutture sanitarie e assistenziali, uffici pubblici, scuole e altri immobili destinati a utilizzo con finalità sociali.

Il termine per la manifestazione di interesse da parte delle amministrazioni pubbliche andava a scadere il 15 settembre successivo.

Pur in assenza del cda, l’Istat, che da quasi trent’anni cerca di dotarsi di una sede unica – tant’è che nel 2007 ha acquistato dal Comune di Roma un terreno ad hoc nel quartiere di Pietralata (circa 16 mila mq., con una edificabilità di 60 mila mq., costata fino a oggi circa 14 milioni di euro) – ha risposto, assieme a numerose altre amministrazioni pubbliche, all’avviso dell’Inail che, dopo aver esaminato e relazionato su tutte le istanze, il 23 dicembre scorso ha consentito la emanazione di un Dpcm, vistato dalla Corte dei conti il 20 gennaio, contenente l’elenco delle amministrazioni, le cui proposte sono state ritenute di elevata utilità sociale e, pertanto, valutabili nell'ambito dei piani triennali di investimento dello stesso Inail.

In totale, si tratta di 201 richieste, tra le quali figura anche quella dell’ente statistico che, per valore presunto dell’opera da realizzare (125 milioni di euro), è preceduto soltanto dall’Azienda ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria, con 180 milioni di euro per strutture sanitarie e uffici.

Ma in che modo e a quale prezzo l’Inail realizzerà gli immobili che verranno consegnati chiavi in mano all’Istat e alle altre 200 amministrazioni?

I lavori saranno realizzati a cura e spese dall’Inail, attraverso imprese scelte con gare pubbliche, sulla base di progetti proposti e approvati dagli enti richiedenti, ai quali i medesimi immobili verranno dati in locazione ad un “canone determinato – a titolo indicativo – nella misura del 3% del costo complessivo dell’opera”. I rapporti tra Inail e amministrazioni locatarie saranno, comunque, oggetto di successiva regolamentazione.

Nel caso dell’Istat, che già dispone di un terreno edificabile, il medesimo potrebbe diventare anch’esso di proprietà dell’Inail, con conseguente riduzione del costo complessivo dell’opera, il cui 3%, come detto, rappresenterebbe il canone di locazione.

In pratica, l’ente presieduto da Giorgio Alleva dovrebbe versare annualmente all’Inail poco più di 3 milioni di euro, qualora il costo dell’immobile non subisse variazioni in corso d’opera.

Non è chiara, almeno a noi, ma all’Istat sicuramente sì, quale sarà la durata massima del contratto di locazione e se l’Inail potrà in qualsiasi momento alienare a privati gli immobili de quibus.

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