22. 08. 2019 Ultimo Aggiornamento 11. 08. 2019

Il Coordinamento Precari Istat: per la stabilizzazione fermiamo la controriforma Giannini!

Categoria: Istat

precari istatAbbiamo ricevuto dal Coordinamento Precari Istat e volentieri pubblichiamo, in versione integrale, il resoconto dell’incontro con l’Amministrazione del 15 aprile scorso.

Venerdì 15 aprile si è svolto un incontro con l’Amministrazione che aveva come oggetto le problematiche del personale a tempo determinato. L’Usi, come già avvenuto in altre occasioni, ha scelto che la sua delegazione al tavolo fosse composta da lavoratori e lavoratrici del Coordinamento Precari, struttura auto organizzata che da anni rivendica la stabilizzazione del personale a TD.

Il tavolo è stato accompagnato da un partecipato presidio convocato per sottolineare la drammaticità del quadro politico e normativo con cui dovrà fare i conti nel breve periodo la vertenza dei precari. Un presidio che, dopo aver valutato negativamente l’esito del primo incontro, ha deciso di intervenire in massa alla successiva convocazione delle altre organizzazioni sindacali provocando il fastidio del Direttore Generale che ha abbandonato il tavolo.

Nel corso del primo incontro come lavoratori Precari, abbiamo fatto presente che i tempi per una positiva risoluzione della nostra vertenza saranno dettati dal prossimo varo della riforma degli EPR, che il governo si appresta ad approvare entro l’estate. Tale riforma, si abbatterà sul mondo degli EPR e ne sconvolgerà l’assetto ed il funzionamento attraverso l’abolizione del ruolo dei ricercatori e tecnologi di terzo livello e la marginalizzazione progressiva di tutti gli altri profili ad eccezione delle figure apicali. Persino l’introduzione della tenure track, strumento di per sé positivo, prevede l’immissione in ruolo solo per una quota compresa tra il 10% ed il 20% del personale a tempo determinato trasformandosi in un ulteriore meccanismo di espulsione. Per gli EPR si prospetta dunque una composizione formata da vertici de-contrattualizzati che gestiscono una massa crescente di lavoro precario regolato da contratti parasubordinati (tra cui la prestazione d’opera) attribuiti anche con la chiamata diretta.

Abbiamo espresso con forza il nostro disappunto per la mancata presa di posizione da parte dell’Amministrazione sulla bozza di riforma, che chiude ogni speranza di stabilizzazione per tutti i precari degli EPR, compresi quelli dell’Istat. Dalla controparte sono venute solo osservazioni generiche sul testo e l’ammissione colpevole di non avere ancora avviato una riflessione sufficiente ad una sua valutazione complessiva.

Alla nostra proposta di definire in tempi rapidi e certi le ipotesi normative per la stabilizzazione, e di congelare la procedura speciale di reclutamento riservata solo a pochi precari e precarie in attesa che venga chiarito il destino di tutti e tutte, l’Amministrazione, nella persona del Dott. Antonucci, ha replicato con l’aggiornamento del tavolo sulla stabilizzazione al 15 maggio e l’annuncio dell’imminente pubblicazione del bando D’Alia. A nostro avviso, in una situazione di emergenza offrire soluzioni solo ad una piccola porzione di dipendenti a TD, rivela la consapevolezza, anche da parte dell’amministrazione, del grave rischio rappresentato da questa Riforma: in assenza di una soluzione complessiva della vertenza, l’Amministrazione, che per garantire il corretto funzionamento dell’Istituto dovrebbe mantenere in servizio tutto il suo personale, sceglie di rinunciarvi accelerando sulla procedura speciale di reclutamento.

La strategia proposta dall’Amministrazione, riassumibile nella promessa di trattare con i Ministeri per ottenere una norma ad hoc che risparmi i precari dell’Istat dalla espulsione di massa, corre sul filo di un pericolosissimo rasoio: non si vede perché il governo dovrebbe creare un’eccezione quando la riforma ha come finalità risparmi e crescente precarizzazione.

La prima sfida che abbiamo di fronte è finalizzata al ritiro di questo testo che applica agli EPR il modello neo liberista di organizzazione della Ricerca che già tanti danni ha fatto all’Università. Per farlo con più forza abbiamo bisogno di rimanere uniti e rifiutare la logica del si salvi chi può, utile solo alle controparti.

Insieme fino alla stabilizzazione!

Coordinamento Precari Istat


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