16. 09. 2019 Ultimo Aggiornamento 10. 09. 2019

Istat, dopo 5 anni e 8 rinvii, al giro di boa un concorso per ricercatore. Ma scoppia la polemica

Categoria: Istat

Era il 30 dicembre 2011 quando all'Istat pubblicò la delibera n. 1060, relativa al bando concorso pubblico, per titoli ed esami, a 30 posti di ricercatore di 3° livello. Tale procedura di selezione ha stentato, e non poco, nella fase di avvio; ben otto, quasi un record, sono stati i rinvii delle date delle prove scritte, che si sono svolte soltanto nei giorni 30 e 31 ottobre 2014.

Nonostante l’esiguo numero dei posti messi a bando, forte è stata l’aspettativa dei concorrenti tutti, che, in periodi di scarse opportunità lavorative, vedevano nell’Istat la via per realizzarsi professionalmente.

La speranza era non solo quella di rientrare tra i primi 30, tra i vincitori, ma anche quella di essere dichiarati idonei, cosa che avrebbe potuto offrire, nel tempo, la possibilità di accedere ai ruoli dell’Istituto e di sfoltire, in parte, l’ampia rosa dei precari che lavorano da anni all’Istat.

Grande è stata la sorpresa quando il 26 ottobre 2016, giorno di pubblicazione dell’elenco degli ammessi alle prove orali, ci si è accorti che soltanto in 46 avevano superato il primo ostacolo, tra gli oltre 700 ammessi agli scritti. Dunque, oltre ai 30 che, si presume, verranno dichiarati vincitori, al massimo in 16 potranno fregiarsi della idoneità, utile forse un giorno per essere dichiarati vincitori per scorrimento di graduatoria ed immessi nei ruoli dell'ente di via Balbo.

Alla delusione degli esclusi ed alla felicità degli ammessi si sono uniti rabbia e sgomento. Sembrerebbe, infatti, che già il 18 ottobre, 8 giorni prima della pubblicazione ufficiale degli ammessi alla prova orale, un gruppo limitato ma non esiguo di partecipanti al concorso, sia stato messo a conoscenza, non si sa bene da chi e come, dell’esito delle prove scritte. Della questione sarebbe stato informato, in un incontro con una delegazione di partecipanti al concorso, anche il direttore del personale.

Se quella che si appalesa una “scorrettezza” trovasse conferma, si tratterebbe indubbiamente di una grave violazione degli obblighi di riservatezza e di imparzialità dell’azione amministrativa, visto che la conoscenza dell’esito del concorso prima della pubblicazione della graduatoria ufficiale, potrebbe aver danneggiato quanti hanno appreso della loro ammissione solo dalla pubblicazione della graduatoria, con la conseguenza di aver avuto meno tempo per prepararsi al colloquio, rispetto a chi sarebbe stato informato “fuori sacco”.

Staremo a vedere se ci saranno sviluppi, che non mancheremo di commentare.

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