17. 08. 2017 Ultimo Aggiornamento 15. 08. 2017

Per rinvigorire il “vecchio” Istat, due ddl giacciono in Parlamento

Categoria: Istat

Inizialmente affidata all’Istat, istituito nel 1926, la statistica ufficiale è stata riorganizzata soltanto nel 1989, col dlgs n.322, attuativo della legge n.400 del 1988, che, da un lato, ha riformato l’ente statistico centrale e, dall’altro, ha istituito il Sistema statistico nazionale (Sistan).

Avendo l’esperienza di quasi trenta anni mostrato l’esistenza di alcuni punti critici del Sistan, al fine di migliorarlo e renderlo più efficiente sono stati presentati in questa legislatura in Parlamento ben due disegni di legge, ad iniziativa di Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato: il primo (n.1909), recante proprio modifiche al dlgs. 322 sopra citato, così da renderlo più aggiornato; il secondo (n.2001), volto a istituire l’albo degli statistici e a regolare l’esercizio della professione di statistico, fortemente voluto dall’Associazione nazionale degli statistici (Anastat).

Punti salienti del primo ddl sono i seguenti: 1) l’obbligo di istituire l’ufficio di statistica al proprio interno per tutti gli enti e le amministrazioni; 2) l’affidamento a detto ufficio del controllo statistico di gestione delle entrate e uscite del bilancio di ogni ente, con un ruolo anche di supporto dei nuclei di valutazione esterni; 3) una più rigorosa selezione dei responsabili degli uffici di statistica stessi, da individuare tra laureati e diplomati specificamente in materia statistica, tenuti poi a seguire specifici corsi di formazione e aggiornamento; 4) organizzazione in forma consortile degli uffici di statistica nei comuni con meno di 10.000 abitanti; 5) obbligo per ciascun ente di provvedere alla gestione e al funzionamento dell’ufficio di statistica con uno stanziamento pari al due per cento del proprio bilancio annuale.

Quanto al secondo ddl, sono quasi cinquanta anni che i laureati in statistica stanno invano chiedendo l’istituzione dell’ordinamento della loro professione, a favore del quale si sono espressi tutti gli esperti del settore, dai presidenti dell’Istat a quelli della Sis (Società italiana di statistica) e dell’Anastat, ma anche di altre associazioni di materie affini.

Nello specifico, le disposizioni del ddl per l’istituzione, lo scopo e l’organizzazione dell’albo nazionale professionale degli statistici riguardano l’accertamento della professione, delle competenze metodologiche, della qualità dell’attività, della professione legalmente riconosciuta con il fine di tutelare il cittadino che fruisce dei dati. L’albo è definito a livello nazionale e depositato presso il Ministero della Giustizia. Per l’esercizio della professione di statistico sarebbe necessaria l’iscrizione all’albo anche per gli incarichi presso gli uffici di statistica di cui si tratta nel ddl.1909 sopra illustrato, sicché le attuali direttive Sistan dovranno essere adeguate a quanto ivi stabilito. Nel ddl n.2001 sono altresì puntualmente indicate le particolari attività che può svolgere lo statistico professionista.

Nel complesso, si tratta di due proposte, tra loro complementari che - nelle intenzioni del senatore proponente - mirerebbero a migliorare la qualità della statistica in generale, sia ufficiale che non, sempre nell’interesse dell’intera collettività, ormai sempre più incline a utilizzare l’informazione statistica.

Ad avviso di chi scrive, invece, in particolare, la seconda proposta del senatore Sacconi (già ministro del lavoro e delle politiche sociali del IV governo Berlusconi, in passato esponente del Psi, poi in Forza Italia, Pdl, Ncd, da qualche mese passato al movimento politico Energie per l'Italia, fondato da Stefano Parisi) si appalesa figlia di una visione arcaica della società, tutta italiana, che si incardina ancora su corporazioni, leggasi ordini professionali, che permangono solitariamente solo nel nostro paese.

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