17. 06. 2019 Ultimo Aggiornamento 21. 05. 2019

Come combattere l’influenza. Intervista a Vito Trinchieri, dirigente medico della Sapienza

InfluenzaInfluenza: da quanto si legge sul Rapporto Epidemiologico della sindrome influenzale InfluNet, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) da una ventina di giorni, è cominciata la fase del “picco stagionale”.

Durante la seconda settimana di gennaio, il livello di incidenza in Italia è stato pari a 2,54 casi per mille assistiti, nella fascia di età 0-4 anni l'incidenza è pari a 5,90 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 3,43 nella fascia 15-64 anni a 2,62 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 1,11 casi per mille assistiti. La provincia autonoma di Trento, le Regioni Marche, Lazio, Campania e Basilicata sono tra quelle maggiormente colpite, con un livello di incidenza che ha superato i quattro casi per mille assistiti.

Tutti pronti con vitamina C, integratori alimentari e probiotici, come i fermenti lattici. Spesso anche inutili corse agli antibiotici.  I fermenti lattici hanno un ruolo importante per riequilibrare la flora batterica. Secondo gli esperti, è importante che l’intestino funzioni bene perché è sede principale delle nostre difese, quindi dal suo equilibrio passa una risposta difensiva dura contro virus e batteri.

Su questo argomento abbiamo rivolto alcune domande a Vito Trinchieri, dirigente medico presso il Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie infettive e Tropicali dell’Università di Roma La Sapienza.

Dottor Trincheri, quali sono i principali effetti della flora batterica sulla funzione dell’organismo?

Per meglio comprendere l’importanza della flora batterica sulla funzione del nostro organismo dobbiamo fare una premessa molto importante: noi viviamo immersi nei batteri e soprattutto a differenza di quanto siamo generalmente portati a pensare esistono batteri “buoni”.

Uno studio pubblicato su “Nature” nel 2007 ha, infatti, dimostrato che esiste una stretta correlazione tra il corpo umano ed i batteri che vivono sulla superficie ed all’interno dello stesso, arrivando alle seguenti conclusioni: che durante la fase gestazionale il feto vive in un ambiente sterile, ma già durante il passaggio nel canale del parto viene colonizzato dai batteri presenti a livello della microflora vaginale, tale processo di colonizzazione continua con il contatto con l’ambiente esterno per cui in pochissimo tempo i batteri si localizzano a livello della cute, dell’orofaringe, dell’apparto gastroenterico e genito-urinario. Esistono almeno 10 batteri “buoni” per ogni cellula del nostro corpo.

I batteri a livello gastro-intestinale sono fondamentali per tutti i processi di assorbimento; i batteri presenti nel nostro organismo sono in grado di difenderci dalle infezioni contrastando i germi patogeni sia mediante un meccanismo di competizione sia grazie alla produzione di sostante ad attività antimicrobica (batteriocine). L’interazione tra i geni umani e quelli batterici influenza positivamente la nostra vita, in quanto i geni strettamente legati alle cellule del nostro corpo sono circa 20.000, mentre l’uomo è l’espressione di circa 200.000 geni, per cui l’interazione tra i geni cellulari ed i geni batterici fa si che noi siamo come siamo.

Il distretto del nostro corpo dove questi batteri “buoni” sono più numerosi è sicuramente l’Intestino. 

Perché è importante avere una flora intestinale che funzioni bene?

Fino a non molti anni fa l’intestino ricopriva un ruolo di scarsa importanza nella fisiopatologia umana e la sua principale funzione era quella di assorbire i nutrienti e di eliminare le sostanze di scarto dell’organismo. Oggi, invece, alla luce delle attuali conoscenze l’intestino viene invece considerato un vero e proprio organo, basti solo pensare che l’80% del sistema immunitario è localizzato nell’intestino.

Nel tratto gastroenterico sono presenti oltre 400 differenti specie batteriche, diversamente distribuite, che raggiungono la massima concentrazione a livello del colon.

La microflora intestinale gioca un ruolo fondamentale nel buon funzionamento dell’intestino ed esplica importanti azioni vitali per l’organismo quali, per esempio la sintesi di acidi grassi a catena corta che costituiscono la principale fonte di nutrimento per la mucosa del colon (il sangue la nutre solo per il 20%), la sintesi delle vitamine (K, B1, B6, B12, PP, acido folico, acido pantotenico, etc.), la regolazione del metabolismo lipidico (influenza i livelli ematici di colesterolo e trigligeridi), la modulazione del sistema immunitario  (attività su linfociti T e macrofagi, aumentata produzione di IgA secretorie, produzione di citochine anti-infiammatorie), antagonizza l’adesione dei microrganismi patogeni alla mucosa intestinale (meccanismo di competizione per i siti recettoriali, produzione di “batteriocine”, ovvero sostanze in grado di combatterei batteri “cattivi”.

I probiotici essendo costituiti da batteri sono prodotti sicuri?

La risposta è sì, in quanto nella maggior parte dei casi questi prodotti sono costituiti da Lattobacilli e Bifidobatteri di provenienza umana, che normalmente colonizzano la cavità orale, l’intestino e la vagina. Inoltre con l’alimentazione ingeriamo questi batteri in grandi quantità (yogurt, formaggi, cibi fermentati). Un altro dato a favore della sicurezza dei probiotici è dato dal fatto che infezioni sistemiche dovute a Lactobacilli e Bifidobatteri sono rarissime e sono state osservate solo ed esclusivamente in soggetti fortemente immunodepressi.

I probiotici sono tutti uguali?

La risposta e certamente no, infatti parlare di Lactobacilli non è la stessa cosa che parlare di Bifidobatteri o di Streptococchi, ma anche nell’ambito della stessa specie parlare di Lactobacillus brevis non è la stessa cosa che parlare di Lactobacillus acidophilus o di  Lactobacillus reuteri.

Per semplificare le faccio un esempio: prendiamo un Husky, un Pastore tedesco ed un Bracco, sono tutti e tre cani che hanno caratteristiche completamente diverse, infatti il primo è un cane da slitta, resistente al freddo con buona resistenza alla fatica, il secondo è un cane da guardia, protettivo e coraggioso, il terzo è un cane da caccia, bocca morbida e buon nuotatore.

Come scegliere un probiotico?

Nella scelta di un probiotico bisogna sempre tenere in considerazione il numero di batteri contenuti nel colon, per cui è preferibile un probiotico ad alta concentrazione (almeno 100 miliardi).

Il numero di specie batteriche presenti, ricordando che nel nostro intestino sono presenti oltre 400 differenti specie batteriche, perciò bisogna scegliere un probiotico con più ceppi rispetto ad uno mono ceppo. Le peculiari attività batteriche del probiotico (metaboliche, immunitarie, etc). 

Dalla dimostrazione scientifica dell’efficacia clinica si evince che esistono batteri cosiddetti “buoni”, che sono fondamentali per il benessere del nostro organismo (studi clinici pubblicati su riviste scientifiche).

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