08. 08. 2020 Ultimo Aggiornamento 08. 08. 2020

Il community organizing è esportabile in Italia? Intervista al community organizer Diego Galli

Il community organizing è un metodo delle organizzazioni delle comunità per il bene comune e la giustizia sociale, che ha l'obiettivo di dare potere ai cittadini attraverso il rafforzamento delle relazioni tra di essi, l'azione su interessi comuni di settori diversi della società e la formazione dei leader civici all'azione pubblica.

Questo metodo di intervento è stato sviluppato e testato dall’Industrial Areas Foundation (IAF) nel corso di oltre 75 anni di attività, in più di 60 città degli Stati Uniti e in 5 diversi paesi del mondo.

IAF è uno dei più grandi network di organizzazioni locali di community organizing, come  chiese, moschee, sindacati, associazioni di immigrati, comitati di quartiere, associazioni di disabili, scuole in grado di sostenere costantemente centinaia di persone per iniziative prolungate nel tempo su singole questioni. “Abbracciare la pluralità, coltivare deliberatamente una mescolanza di credi, etnie e classi, porta forza pubblica a un collettivo come nient’altro riesce a fare. Le organizzazioni a base allargata forti, si muovono sempre verso l’inclusione. Quando riescono, privano i politici della strategia del divide et impera”.

Diego Galli, che Il Foglietto ha intervistato, è un italiano che ha lavorato come community organizer per Common Ground, l'affiliata Metro-IAF di Milwaukee. Il suo obiettivo è ora quello di portare questa esperienza in Italia, con l'aiuto della IAF. Per farlo, sta cercando di visitare alcuni territori colpiti da problematiche e tensioni sociali e di capire quali possono essere i soggetti da coinvolgere.

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