03. 08. 2020 Ultimo Aggiornamento 01. 08. 2020

“Vivere il presente è il segreto della vita”: intervista a Giorgio Albertazzi

Nei giorni scorsi abbiamo disturbato Giorgio Albertazzi, tra i più grandi attori di teatro, attivo da decenni sul palcoscenico, per chiedergli un’intervista per il nostro settimanale e lui, molto gentilmente, ha accettato e, per questo, lo ringraziamo molto.

Albertazzi, per quasi tutta la sua vita, lei non ha avuto un alloggio fisso, nel senso che ha sempre vissuto in albergo. Cosa vuol dire per lei la parola "casa"

I luoghi sono posti dove hai vissuto e ci stai, dove sei autoctono. Se andiamo a vedere, però, per me il luogo è il posto dove sono nato: Fiesole e dintorni, mio nonno e mia nonna, San Martino a Mensola il fiume, l'affluente dell'Arno, la Chiesa dell'anno 1000, il prete, quello che i fiorentini chiamavano "frustapassere". Lui, il prete, svolazzava con questa tonaca nera e non seppi mai se fosse un castigatore di costumi o c'era una componente sadica. Però un bell'uomo disinvolto. Non andavo mai in chiesa, ma andavo a fare il presepe perché da bambino mi sentivo un po’ architetto. Poi si giocava a pallone nel sagrato. Ecco, questo è il luogo. Molte case le ho regalate, sì perché quando io me ne andavo da una mia donna amata (però sono stato più amato di quanto io abbia amato, anche se io ce l'ho messa tutta), andavo via e lasciavo in eredità la casa. Al massimo, andavo a recuperare i libri.

Non ha forte il senso del possesso con le cose. Con le persone?

No, nemmeno quello della gelosia, cioè la gelosia è un fatto interessante perché invidi la tua donna, anche se non esiste che lei è tua. A me invece piace se so che a lei piace un uomo, mettiamola così, mentre sta con me; io in questi casi incoraggio la cosa, non la impedisco. Cerco, molto cautamente, senza volgarità, di aiutare lo sviluppo della storia. Poi dentro sento anche un senso di perdita e tra la perdita e il guadagno c'è una specie di stimolo, di eccitazione. Ho degli amici che vivono questo stato di gelosia "armata" ... "mi ha tradito", ma cosa vuol dire che ti ha tradito? Tradire viene dal latino tradere e significa spostarsi da un posto all'altro. E' la vita che è così, perché prendersela? La cosa bella dell'uomo è che tutto ciò che inizia, finisce. Tutto è relativo, salvo una cosa, forse, la morte. E' questo è anche il fascino. C'è un racconto di Borges: un uomo beve un'acqua misteriosa e diviene immortale e a questo punto sente un'angoscia terribile perché non gode più di niente. Tutto ciò che ha si può ripetere all'infinito. Quindi è vero che sapere che quella cosa che inizia e finisce è terribile, ma è anche di una seduzione tremenda. Una foto è il ritratto della morte, perché quello della fotografia, cinque minuti dopo, non sei più tu. Come dice Antinoo di Adriano? Il fanciullo cresceva, si faceva grande, si faceva sempre più bello e quando raggiunge l'acme lì inizia a decadere. Tu lo sai, questo è terribile per l'uomo, ma forse, gli Dei ci invidiano questo.

Il ricordo è l'unico elemento che nella vita non ha né tempo e né spazio. Ce lo trasciniamo fino alla vecchiaia. Non è forse una forma di inganno, che a volte non ci fa vivere a pieno il presente?

Vivere il presente è il segreto della vita e non è facilissimo perché c'è un passato che continuamente germoglia e poi c'è il futuro minaccioso. Devo dire che in questo senso il buddhismo ha fatto dei grandi passi. La concentrazione buddhica è essere proprio nel presente. Il Buddha che sorride. Il sorriso è l'umano. La risata è invece la volgarizzazione del sorriso.

Lei è buddhista?

No, per niente, però mi sono documentato.

E’ ateo?

Essere ateo è un'affermazione un po’ gratuita ed è un po’ uguale a dire che Dio c'è. E' un atto di fede.

Affermare di non credere perché si è atei, vuol dire negare qualcosa che esiste?

No, perché può essere una cosa fantastica. Ne Il grande inquisitore dei fratelli Karamazof, lì c'è Gesù che ritorna e fa il miracolo e il grande inquisitore dice: "ma perché sei venuto fin qui a rompere le balle, sei una turbativa, non devi venire a fare quel che hai fatto". L'uomo è la precarietà. Vive su questo. Dio, se c'è , non ci appartiene. Dire che Dio c'è, è un'affermazione gratuita. Come dire il suo contrario. Una mia amica evangelista, che è anche una grande cantante, mi ha detto che tutti i giorni lei parla con Gesù. E io gli ho chiesto cosa gli dice.

Non crede che potrebbe rispondere attraverso l'estasi? E' umano

E sì, ma io non lo so.

Da quando ha iniziato la sua carriera è sempre stato il numero Uno tra gli attori da palcoscenico. Quanto le crea disagio e quanto le fa piacere?

Questo Paese è pieno di numeri Uno. Non c'è persona in tv che non venga presentata con aggettivi grandiosi.

Lei ha girato, a differenza di altri attori, ad esempio negli anni '80, dei film commerciali, parlo dei gialli e anche dei polizieschi. Ma ne è sempre uscito con un'etichetta più alta. Il teatro l'ha molto aiutata?

Secondo me, mi ha aiutato il teatro, ma anche la tv, molte cose significative le ho fatte in televisione. "L'Idiota", "Delitto e castigo", "Jekill"

La Rai con Jekill ha iniziato i primi serial. E alcune cose sono state copiate da Hollywood. Vero?

Sì, l'ho scritto ambientandolo nell'ambito della biologia molecolare. Un anno prima James Watson e Francis Crick avevano vinto il Nobel per la scala genetica e io mi attaccai a quella scoperta, come per dire che la fantascienza è dentro l'uomo, non fuori. La mutazione avviene nel cervello, che è una macchina misteriosa. E vede, l'uomo è fermo. Se non fosse fermo non ci sarebbe il femminicidio.

Cioè?

Il maschio è torvo, adopera sempre meno testa. Blindato nella sua muscolarità e legato alla sua erezione, che secondo me è una stupidaggine. Però è così. Ci sono poi tutte queste cose, il viagra, le pompette. Dopo quella d'ottobre russa, io direi che l'emancipazione femminile e il femminismo sono la più grande rivoluzione. "Vogliamo essere come te", poi però la donna ha preso coscienza, ha raggiunto una indipendenza economica, dice la sua, fa delle scelte. Come reagisce il maschio? Uccidendola. Non è in grado di reggere questo confronto, questa parità, che forse è a vantaggio della donna. Se dovessi fare un progetto politico, darei il potere alle donne. Ma c'è una debolezza femminile: le donne litigano tra loro. Mentre i maschi sono più ipocriti, in fondo si coalizzano fra loro e poi, come diceva Giulio Cesare, la donna è molto sensibile all'uomo di potere.

Quanto sono importanti le persone per lei?

Sono importantissime, ma poi anche non lo sono. Ho scritto un testo su questo: "Uomo e sottosuolo". La vita è soprattutto desiderio. L'attuazione del desiderio riserba delle delusioni. Adriano dice una cosa importante: "ringrazio il male che mi ha lasciato la lucidità fino all'ultimo, di non aver subito l'oltraggio dell'estrema vecchiezza, quella mancanza atroce di desiderio".

La negazione provoca desiderio?

Bisogna vedere come si fa, da una parte dai, da una parte togli, ma bisogna dare, però.

L'amore platonico?

L'amore platonico è che ti innamori dell'idea dell'amore, l'amore dantesco è invece nella carne. Ti innamori di lei o di lui per quello che piace a te. Ti piace il colore viola? E allora lo vedi viola, ti piacciono le ciliege? Il male? Lui/lei sono queste cose. Cristallizzazione. Poi un giorno ti svegli ...

Chi è il genio?

Il genio è colui che copia, il mediocre è quello che imita.

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