15. 12. 2018 Ultimo Aggiornamento 16. 11. 2018

"Clima, inquinamento atmosferico e salute", dalla Conferenza nazionale di Taranto il grido d'allarme della scienza

Il bilancio della Conferenza nazionale “Clima, inquinamento atmosferico e salute”, svoltasi a Taranto il 15 e 16 maggio, è stato oltremodo positivo sia per il successo riscosso, sia perchè si è conclusa con il lancio di una campagna nazionale su Clima e Salute, che vede gli Ordini dei Medici in Italia protagonisti delle tematiche ambiente-salute-democrazia.

L’iniziativa è nata grazie alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), all’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE) e all’Ordine dei Medici di Taranto, con la collaborazione del Ministero della Salute, il supporto tecnico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il patrocinio del Comune di Taranto. Per due giorni Taranto, città simbolo di un rapporto troppo spesso conflittuale fra ambiente e salute, è diventata l’emblema dell’impegno a favore della Salute e contro l’inquinamento atmosferico e i cambiamenti climatici.

La prima giornata ha visto protagonisti gli studenti e le studentesse della provincia di Taranto. In particolar modo, gli Istituti tarantini Archita, Aristosseno, Battaglini, Cabrini e Mondelli di Massafra, che hanno tutti partecipato al percorso scolastico coordinato dalla referente nazionale del progetto scuola di ISDE, la dottoressa Maria Grazia Serra.

I giovani, coinvolti in prima persona in progetti alternativi rispetto all’economia dell’acciaio, hanno presentato quanto da loro stessi realizzato: dagli orti nelle scuole, al mercatino BIO, dalla produzione di energia pedalando a turno su vecchie biciclette, fino al riscaldamento gratuito dell'acqua per la scuola grazie a contenitori verniciati di nero in cui essa viene fatta circolare. Gli aspetti strettamente sanitari sono stati affrontati dal dottor Di Ciaula che ha illustrato le ricadute per la salute umana derivanti dai cambiamenti climatici, ormai ben chiari alla comunità scientifica.

Secondo un recente studio pubblicato su “Nature Climate Change”, il 30 per cento circa della popolazione mondiale è attualmente esposta a un livello di caldo potenzialmente letale per 20 giorni o più all’anno e l’Italia è tra i paesi al mondo a più alto rischio di mortalità per ondate di calore.

I cambiamenti climatici stanno già influenzando la diffusione dei vettori di alcune malattie, rappresentano un grave pericolo per le produzioni agricole, la sicurezza alimentare e idrica ed agiscono come “amplificatori” delle criticità socio-economiche già esistenti, con conseguenze che vanno dall’aggravamento degli effetti di disuguaglianze e iniquità, alle ondate migratorie e ai conflitti.

Il dottor Laghi ha messo in luce come l’inquinamento dell’aria conseguente a processi di combustione di biomasse, contribuisca non solo alle modificazioni climatiche, ma rappresenti un indiscusso fattore di rischio per malattie cardiovascolari, bronco-pneumopatie, tumori e numerose altre patologie specie nelle frange più suscettibili della popolazione.

A chi scrive era stato affidato il tema: “Cambiamenti climatici e contributi di una nuova agricoltura” ed ho premesso che non ci si deve stupire se un medico parla di temi in apparenza così lontani dalle proprie competenze: se prendiamo sul serio l’art.5 del nostro Codice Deontologico, ci rendiamo conto che non c'è alcun ambito che non comporti ricadute sulla salute e che quindi un medico non abbia il diritto/dovere di affrontare.

L'agricoltura - responsabile di circa 1/4 di tutte le emissioni di gas climalteranti - può diventare la chiave per la risoluzione del problema se abbandoniamo il modello dell'agricoltura industriale e imbocchiamo la strada dell'agricoltura conservativa/biologica/biodinamica ( i nomi sono tanti, ma il concetto uno solo). Quell' Agricoltura in cui ognuno fa il suo mestiere: gli uomini non si devono sostituire alle api per impollinare (come sta succedendo in Cina) e che vede l’aumento della fertilità dei suoli e del sequestro di carbonio organico, essenziale per contrastare in modo altamente efficace i cambiamenti climatici.

Sempre chi scrive non ha mancato di ricordare che ancora una volta, purtroppo, le cure sono peggiori del male. Considerare energia da “fonti rinnovabili” quella derivante da biomasse, biocarburanti, biogas da colture dedicate è “aria fritta”, perché si tratta di processi altamente inefficienti, che peggiorano, tramite le combustioni, la qualità dell’aria e quindi la salute. Tali colture entrano in competizione con la produzione di cibo, sono fortemente energivore, richiedono grandi quantità di prodotti chimici (fertilizzanti/pesticidi) e di acqua.

La seconda giornata, tenutasi presso il Comune di Taranto, è stata l’occasione per il lancio della campagna nazionale su Clima, Inquinamento atmosferico e Salute. Una campagna realizzata con la collaborazione dell’OMS che intende lanciare un appello nazionale in vista sia della COP24 di Katowice che della prima conferenza internazionale dell’OMS su inquinamento atmosferico e salute. Essa punta anche a costruire una strategia di formazione per i medici italiani sulle correlazioni tra salute, ambiente e cambiamenti climatici.

Il percorso formativo troverà le sue basi scientifiche nel Position Paper di ISDE, anticipato nel corso della giornata, su cambiamenti climatici, salute, agricoltura e alimentazione.

I medici formati potranno così essere a loro volta formatori su queste stesse tematiche nei confronti dei colleghi e svolgere un ruolo di raccolta di segnalazioni inerenti criticità sanitarie ambiente-correlate, e coinvolgere i cittadini assistiti nelle informazioni su ambiente e salute.

“Gli Ordini dei Medici in Italia - ha dichiarato Filippo Anelli, Presidente della FNOMCeO - dovranno lavorare per essere il punto di riferimento degli Enti Locali per tutto ciò che riguarda le tematiche ambiente-salute e la loro correlazione con la democrazia”.

Patrizia Gentilini ISDE Italia
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La redazione del Foglietto ringrazia la dottoressa Gentilini, Oncologa ed Ematologa di chiara fama, per il suo articolo e per le sue tante battaglie contro gli inceneritori, l'ìnquinamento delle falde acquifere e molto altro, sempre a difesa del diritto costituzionale alla salute dei cittadini, scontrandosi anche con potenti personaggi, come l'ex presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, poi divenuto anche Presidente del Consiglio.

 

 


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