15. 06. 2021 Ultimo Aggiornamento 15. 06. 2021

Rapporto di Amnesty International sullo sfruttamento dei lavoratori migranti nell'agricoltura

Comunicato di Amnesty International

L'Italia deve rivedere le politiche che contribuiscono allo sfruttamento dei lavoratori migranti e che violano il loro diritto a condizioni di lavoro giuste e favorevoli e all'accesso alla giustizia.

Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, pubblicando un rapporto sullo sfruttamento dei lavoratori migranti nel settore agricolo italiano. Il rapporto si concentra su gravi forme di sfruttamento dei lavoratori migranti provenienti da paesi dell'Africa subsahariana, dell'Africa del Nord e dell'Asia, impiegati in lavori poco qualificati, spesso stagionali o temporanei, per lo più nel settore agricolo delle province di Latina e Caserta.

Il rapporto sottolinea comunque che lo sfruttamento dei lavoratori migranti è diffuso in tutto il paese.

"Nell'ultimo decennio le autorità italiane hanno alimentato l'ansia dell'opinione pubblica sostenendo che la sicurezza del paese è minacciata da un'incontrollabile immigrazione 'clandestina', giustificando in questo modo l'adozione di rigide misure che hanno posto i lavoratori migranti in una situazione legale precaria, rendendoli facili prede dello sfruttamento" - ha dichiarato Francesca Pizzutelli, ricercatrice del Segretariato Internazionale di Amnesty International e autrice del rapporto.

"Il controllo dell'immigrazione può costituire un interesse legittimo di ogni stato, ma non dev'essere portato avanti a danno dei diritti umani di coloro che si trovano nel suo territorio, lavoratori migranti inclusi" - ha sottolineato Pizzutelli.

"L'esito di tutto questo, spesso, per i lavoratori migranti consiste in paghe ben al di sotto del salario concordato tra le parti sociali, riduzioni arbitrarie dei compensi, ritardato o mancato pagamento, lunghi orari di lavoro. Si tratta di un problema diffuso e sistematico" - ha aggiunto Pizzutelli.

Le attuali politiche italiane intendono controllare il numero dei migranti stabilendo delle quote d'ingresso per tipi diversi di lavoratori e rilasciando permessi sulla base di un contratto scritto. Queste quote, tuttavia, sono molto inferiori all'effettivo fabbisogno di lavoratori migranti. 

Questo sistema, oltre a essere inefficace e a prestarsi ad abusi, incrementa il rischio di sfruttamento del lavoro dei migranti.

I datori di lavoro preferiscono assumere lavoratori già presenti in Italia a prescindere dalle quote d'ingresso fissate dal governo. 

Alcuni lavoratori possono avere il permesso già scaduto mentre altri possono aver ottenuto il visto d'ingresso attraverso intermediari ma non riescono poi a ottenere il permesso di soggiorno.

In questo modo, molti lavoratori migranti finiscono per trovarsi senza documenti che ne attestino la presenza regolare in Italia e rischiano l'espulsione.

La legislazione italiana, inoltre, ha introdotto il reato di "ingresso e soggiorno illegale", stigmatizzando così i lavoratori migranti irregolari, alimentando la xenofobia e la discriminazione nei loro confronti.

Questa legislazione pone i lavoratori migranti nella condizione di non poter chiedere giustizia per salari inferiori a quanto concordato, per il mancato pagamento o per essere sottoposti a lunghi orari di lavoro. La prospettiva, per molti di loro, è che se denunciano lo sfruttamento vengono arrestati ed espulsi a causa del loro status irregolare.

"Le autorità italiane dovrebbero modificare le politiche in materia d'immigrazione concentrandosi prima e soprattutto sui diritti dei lavoratori migranti, indipendentemente dal loro status migratorio, garantendo loro un efficace accesso alla giustizia, istituendo meccanismi sicuri e accessibili per i lavoratori migranti che intendono presentare esposti e denunce contro i datori di lavoro, senza timore di essere arrestati ed espulsi" - ha concluso Pizzutelli.

Ulteriori informazioni

All'inizio del 2011 la presenza di cittadini stranieri in Italia era stimata intorno ai 5,4 milioni, circa l'8,9 per cento della popolazione. Circa 4,9 milioni di cittadini stranieri hanno documenti in regola che li autorizzano a stare in Italia. Si stima che vi sia circa mezzo milione di lavoratori migranti privi di documenti validi, ossia migranti irregolari.

Lo sfruttamento del lavoro dei lavoratori migranti nei settori dell'agricoltura e dell'edilizia in parecchie zone dell'Italia meridionale è diffuso. Essi ricevono paghe inferiori di circa il 40 per cento, a parità di lavoro, rispetto al salario italiano minimo concordato tra le parti sociali e lavorano un maggior numero di ore. Le vittime dello sfruttamento del lavoro sono migranti africani e asiatici e, in alcuni casi, cittadini dell'Unione europea (soprattutto bulgari e rumeni) e cittadini di paesi dell'Europa orientale che non fanno parte dell'Unione europea (tra cui gli albanesi).

Lavoratori migranti indiani e africani, impiegati nelle zone di Latina e Caserta, hanno parlato con Amnesty International in condizioni di anonimato:

"I primi quattro anni dopo essere arrivato in Italia ho lavorato in una fabbrica che confeziona cipolle e patate per l'esportazione. Mi pagavano 800 euro al mese per 12-14 ore di lavoro al giorno. Il datore di lavoro mi diceva sempre che se avessi lavorato duro e bene, mi avrebbe fatto avere i documenti, ma non l'ha mai fatto." ("Hari")

"Lavoro 9-10 ore al giorno dal lunedì al sabato, poi cinque ore la domenica mattina, per tre euro l'ora. Il datore di lavoro mi dovrebbe pagare 600-700 euro al mese; io contavo di mandare 500 euro al mese a mio padre in India. Negli ultimi sette mesi, però, il datore di lavoro non mi ha pagato il salario intero. Mi dà solo 100 euro al mese per le spese. Non posso andare alla polizia perché non ho documenti: mi prenderebbero le impronte e dovrei lasciare l'Italia." ("Sunny")

"Quando non hai i documenti ti danno solo 'lavoro nero', che è mal pagato. Prendiamo dai 25 ai 30 euro al giorno per otto o nove ore di lavoro [2.75-3.75 euro l'ora]. Ma quando ci facciamo male non prendiamo niente." ("Ismael")

"Quando il datore di lavoro non paga, che cosa puoi fare per avere il denaro? Senza documenti, come puoi andare alla polizia? Senza documenti, sei espulso. Ma non hai fatto niente di male...". ("Jean-Baptiste")

Dal 27 novembre al 18 dicembre, "Desideri all'asta"

Redazione

Dal 27 novembre al 18 dicembre 2012, con "Desideri all'asta" torna la possibilità di realizzare un sogno e dare così il proprio contributo ad Amnesty International, organizzazione non governativa indipendente che dal 1961 agisce in difesa dei diritti umani nel mondo. Su www.ebay.it sarà infatti possibile acquistare oggetti e situazioni che il denaro normalmente non può comprare per un unico grande desiderio: un mondo dove i diritti umani più elementari siano garantiti a tutte e a tutti. Giunta alla sua XII edizione, l'asta benefica online quest'anno raccoglie fondi per la campagna per i diritti delle donne in Medio Oriente e Africa del Nord. 

Negli ultimi due anni, nei paesi del Medio Oriente e dell'Africa del Nord, migliaia di donne hanno messo a repentaglio la loro vita per chiedere dignità, uguaglianza, giustizia e diritti umani. Amnesty International Italia ha scelto di lavorare al fianco di queste donne coraggiose, perché cessino le violazioni dei diritti umani nei loro confronti e siano adottate leggi che pongano fine alla discriminazione di genere.

In questi anni, molti "amici" del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport hanno sostenuto con entusiasmo "Desideri all'asta" e in tanti hanno rinnovato l'impegno per Amnesty International, offrendo il loro contributo: alcuni mettendo a disposizione un po' di tempo per incontrare il vincitore dell'asta, altri donando abiti o accessori indossati in occasioni speciali, strumenti musicali o opere d'arte. All'edizione 2012 di "Desideri all'asta" hanno già dato l'adesione: Luca Argentero, Carmen Consoli, il pittore Daniele Falanga, Dario Fo, l'artista Marco Lodola, il fotografo Filippo Mutani, Vasco Rossi, Claudio Santamaria, i Subsonica, i Litfiba e molti altri.

A partire da martedì 27 novembre, per una settimana, è online su eBay.it il primo lotto di Desideri all'asta: gli amanti della musica potranno aggiudicarsi un ingresso per il concerto inaugurale della stagione 2012/2013 della Filarmonica della Scala, già sold out, mentre per chi ama il teatro è in palio l'esclusiva possibilità di incontrare Claudio Santamaria nel backstage dello spettacolo "Occidente Solitario" nonché 2 biglietti per assistere alla rappresentazione del 7 febbraio al Teatro Menotti di Milano. Gli amanti dell'arte potranno scegliere tra un'opera unica del Maestro Dario Fo dal titolo "Gli innamorati volano alto", realizzata con tecnica mista su cartoncino; un'opera ispirata alla campagna per i diritti delle donne, realizzata appositamente per Amnesty International, dall'illustratore Francesco Poroli e la borsa realizzata da Marco Lodola in occasione dell'esposizione alla Ca' D'oro alla Biennale di Venezia del 2011.
Chi apprezza la fotografia, infine, troverà all'asta l'opportunità di farsi ritrarre in uno scatto di street photography per le vie di Milano dal fotografo Filippo Mutani

Per partecipare all'asta, basta collegarsi e iscriversi al sito www.ebay.it anche attraverso il sito www.amnesty.it e rilanciare sul prezzo di partenza, che per tutti i lotti è di €1.

Ufficio Stampa Aragorn

Sara Busnelli, Marcella Ubezio
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Tel. 02 465 467 39/58

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