22. 08. 2019 Ultimo Aggiornamento 11. 08. 2019

"Il grande e potente Oz": il film visto per Il Foglietto da Luca Marchetti

Il grande e potente Oz, di Sam Raimi, con James Franco, Michelle Williams, Mila Kunis, Rachel Weisz, Zach Braff, Bill Cobbs, Joey King, Abigail Spencer, Tony Cox, durata 130’, nelle sale dal 7 marzo distribuito da Walt Disney Pictures

di Luca Marchetti

Il mago di Oz, scritto nel lontano 1900 da L. Frank Baum, è un libro che ha avuto, e tuttora ha, un enorme peso nella cultura e nell’immaginario collettivo statunitense. Non è un caso che si facciano ancora oggi innumerevoli citazioni, parodie o nuove interpretazioni di quest’opera, alcune anche decisamente originali come il musical Wicked, incentrato sulla storia della malvagia Strega dell’Ovest, o il meraviglioso Cuore Selvaggio di David Lynch, personale adattamento della storia dell’autore di Velluto Blu. A contribuire alla fortuna (soprattutto internazionale) del romanzo è stato anche il famosissimo film omonimo di Victor Fleming (1939) nel quale Judy Garland cantava la mitica Over the Rainbow.  Il libro, dunque, per gli Usa ha un ruolo importante, lo stesso che potrebbe essere occupato da Pinocchio rispetto alla nostra storia culturale, e, grazie a chiavi di lettura originali, ha saputo presto liberarsi dalla restrittiva etichetta di “letteratura per ragazzi”.

La Disney, proprietaria dei diritti dell’opera, da anni voleva realizzare, con successo, qualcosa che potesse sfruttare i personaggi e i mondi di L. Frank Baum. E’ nata cosi l’idea di creare Il grande e potente Oz, una sorta di prequel che, ispirandosi molto liberamente ai libri dello scrittore americano, raccontasse l’arrivo del famoso Mago nella Città di Smeraldo e della sua guerra contro le due malvagie streghe dell’Est e dell’Ovest. Reduci dal successo di botteghino di Alice nel paese delle meraviglie di Tim Burton (pellicola, a dir la verità,  incapace di trattare con giustizia i personaggi di Lewis Carroll), i produttori hanno deciso di affidare questo lavoro ad un altro regista “visionario” (termine inflazionato a Hollywood) come Sam Raimi. Famoso per una carriera passata tra piccoli horror e la trilogia di Spiderman, il regista prometteva di avere nelle sue corde sia una sensibilità artistica personale, sia la capacità, non trascurabile, di gestire dei grandi budget, doti entrambe utili per realizzare al meglio un film del genere. Dopo aver visto la pellicola, possiamo dire che le aspettative della Disney e del pubblico non sono state disattese.

Raimi, infatti, non si è lasciato intimorire né dall’enormità del progetto, né dalla precoce perdita del suo protagonista carismatico (nel ruolo del mago era stata già scritturata la star Robert Downey Jr),  creando un kolossal per famiglie visivamente incredibile, adatto al gusto commerciale di un vastissimo pubblico e, allo stesso tempo, traboccante di tutte le caratteristiche della sua visione di Cinema.

Il grande e potente Oz è, appunto, un’opera in cui Raimi mette tutto se stesso, dalle scelte registiche estreme ai tanti piccoli espedienti horror che impreziosiscono l’esperienza della visione (la “nascita” della strega dell’ovest, ad esempio, è impressionante anche per un pubblico adulto), e dimostra quanto il regista abbia saputo adattare alla sua sensibilità il mondo classico disneyano.

La riuscita del binomio “regista-tema trattato”, in un film su commissione, è molto rara e in questo caso è stata possibile grazie all’aderenza di Raimi con il suo protagonista. Come il regista, il protagonista Oscar Diggs non è altro che un prestigiatore da fiera il cui unico scopo è di stupire il proprio pubblico pagante con trucchi di magia, illusioni pirotecniche e con la propria maestria da saltimbanco. Entrambi, infatti, sconfiggono i propri nemici (o critici) usando mezzi (cinematografici) tali da stupire, riempiendo gli occhi di fantasia. A fronte anche di una sceneggiatura alquanto zoppicante e non priva di scivoloni narrativi, questo luminoso risultato finale è stupefacente. Ottime, poi, le performance del cast, dove James Franco la fa da padrone. L’attore, come abbiamo già detto in altre occasioni, dimostra a ogni pellicola di essere un artista a tutto tondo, capace di gestire con prontezza e intelligenza anche i panni dell’eroe mainstream (anche se sui generis come in questo caso). Interessante, inoltre, il lavoro delle tre co-protagoniste, dove tra la buona Michelle Williams e la malefica Rachel Weisz va sottolineato il lavoro difficile e imperfetto della giovanissima Mila Kunis alle prese con un ruolo caricatissimo, che tratta comunque con bravura.

Impreziosito anche dalla meravigliosa colonna sonora di Danny Elfman e dalla fotografia incredibile (efficace sia con il bianco e nero nel mondo reale sia con i coloratissimi paesaggi del mondo di Oz) di Peter Deming, Il grande e potente Oz è, in conclusione, un film che riempie gli occhi e il cuore, capace di diventare da subito un classico del suo genere.

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