pericle il nero filmPericle il nero, di Stefano Mordini, con Riccardo Scamarcio, Marina Foïs, Valentina Acca, Gigio Morra, Maria Luisa Santella, Lucia Ragni, durata 105’, nelle sale dal 12 maggio 2016, distribuito da BIM.

Recensione di Luca Marchetti

Mi chiamo Pericle Scalzone …”. Arriva finalmente al cinema dopo una gestazione di quasi venti anni (di questo film si parla dal 1993 e per lungo tempo sembrava dovesse essere diretto da Abel Ferrara) Pericle il nero, la pellicola tratta dal romanzo cult di Giuseppe Ferrandino.

E’ stato solo grazie alla passione di Riccardo Scamarcio, qui protagonista e, soprattutto, produttore, che il progetto ha preso corpo ed è finalmente stato ultimato, arrivando persino ad essere selezionato per la sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes (dove la pellicola è passata in anteprima mondiale proprio in questi giorni).

Scamarcio si è, dunque, gettato con tutto se stesso in questa sfida, scegliendo Stefano Mordini (Provincia Meccanica, Acciaio) come regista e compagno d’avventura.

Il romanzo Pericle il nero, infatti, non è un’opera facile da adattare per il cinema. Un avvolgente e, alle volte, delirante flusso di coscienza con cui Pericle, “soldato” fedele di una famiglia camorristica, racconta la sua esistenza. Con un plot noir semplicemente accennato e immagini visive più evocate che esplicitate, il libro di Ferrandino si basa, quasi completamente, sul ritratto di questo reietto, di questo automa tossico, che attraverso i propri pensieri, riesce a svelare il proprio cuore fragile e turbato dietro la maschera del sicario animalesco.

Scamarcio e Mordini, dopo aver fatto importanti e decisive scelte narrative indipendenti (il film è ambientato tra le famiglie camorristiche emigrate in Belgio, non c’è Napoli ma Liegi e Calais), cercano di portare sullo schermo tutta l’istintiva forza e la profonda caratterizzazione di questo personaggio. L’attore pugliese crede nel suo lavoro e regala, come ormai ci ha abituato, una grande prova recitativa, destreggiandosi non solo tra due lingue, il francese e il dialetto napoletano, ma anche fra vari registri, diventando alle volte un tenero amante in cerca di una famiglia, altre una macchina violenta priva di freni.

L’ottima interpretazione di Scamarcio, emotivamente straziante nella parte centrale del film (la breve scena della passeggiata sulla riva del mare è un momento straordinario), diventa così il cuore e il senso ultimo di un film che, purtroppo, dopo le ottime promesse, non va lontano.

Probabilmente, il nostro giudizio è compromesso dalle aspettative altissime, ma la pellicola di Mordini, alla sua conclusione, lascia un po’ di amaro in bocca. Il regista, sia chiaro, ha un talento visivo oggettivamente importante, le immagini e l’estetica nera del film, la fotografia mortifera, con cui sono ripresi le strade belghe e i paesaggi atlantici, è coinvolgente e riempie gli occhi.

Purtroppo, dal punto di vista narrativo il film si perde dietro i bei monologhi in voice over di Scamarcio, trasformando la trama (che qui ha, per forza di cose, un peso) in una disordinata e poco credibile sequenza di avvenimenti, senza un degno finale risolutivo.

Pericle, un personaggio talmente imprevedibile, un antieroe così abituato a fare sempre la scelta sbagliata, è un ruolo raro da vedersi nel nostro accomodante cinema italiano e, probabilmente, avrebbe meritato uno sviluppo più audace.

Detto questo, Pericle il nero rimane, comunque, un’opera importante che, a mente fredda, non può non essere difesa.

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