26. 06. 2017 Ultimo Aggiornamento 26. 06. 2017

Fisco: Agenzia delle Entrate ed Equitalia evitino di inviare cartelle scadute o prescritte

Pochi giorni fa, uno dei tanti contribuenti che aveva ricevuto ingiunzioni di pagamento per 19.778 euro, dopo attenta disamina da parte degli esperti Adusbef, che avevano approfondito la genesi dei tributi richiesti, ha tirato un bel sospiro di sollievo dopo aver appreso che la maggior parte di essi erano scaduti, prescritti, nulli, o già pagati, per arrivare a meno di 2.000 euro, il 10% circa dell’ammontare di tasse effettivamente dovute, che il fisco aveva il diritto-dovere di reclamare.

Agenzia delle Entrate ed Equitalia, devono smetterla di vessare e molestare i cittadini onesti, derogando allo Statuto dei diritti del contribuente, andando a colpire i cittadini ligi al proprio dovere con la fiscalità, che si precipitano a pagare appena ricevono le cartelle esattoriali, creando così una forte ingiustizia e discriminazione con i professionisti dell’elusione ed evasione, assistiti da fior di consulenti, per schivare le trappole fiscali e non pagare.

Infatti, dei circa 21 milioni di contribuenti che risultano avere debiti a vario titolo con gli enti creditori che li hanno affidati a Equitalia per la riscossione, il 53% ha accumulato pendenze che non superano i mille euro, rispetto a 30,4 miliardi di euro la cui riscossione è sospesa per i provvedimenti di autotutela emessi da enti creditori o sentenze dell'autorità giudiziaria ed alla montagna dei carichi residui da riscuotere affidati a Equitalia dal 2000 al 2016 pari a 817 miliardi di euro, la cui quota di recupero potrà essere di 51,9 miliardi.

I numeri snocciolati in Parlamento qualche giorno fa dall’Ad di Equitalia, come 147,4 miliardi dovuti da soggetti falliti, 85 mld  da persone decedute e imprese cessate, 95 mld  da nullatenenti, con i restanti 459,2 miliardi, di cui oltre il 75%, 384,4 miliardi, si riferiscono a contribuenti rispetto ai quali Equitalia "ha già tentato invano in questi anni azione di riscossione", altri 26,2 miliardi sono pagati a rate e "l'effettivo magazzino residuo" su cui agire "si riduce a 84,6 miliardi, con 32,7 mld di euro riferiti a posizioni non lavorabili per effetto delle norme a favore dei contribuenti”, rappresentano una sconfitta degli esattori verso evasori ed elusori, che riescono quasi sempre, a farla franca.

L’ennesimo pubblico vanto di Ruffini, che afferma di aver recuperato quasi 17 mld di euro (16.996,2 milioni), il 16,85% in più rispetto al risultato registrato nel biennio precedente, quando gli incassi si erano fermati poco oltre i 14,5 miliardi (14.544,7 milioni), rappresenta l’ennesima post verità, analogamente alle dichiarazioni del ministro Padoan e dell’Agenzia delle Entrate, visto che, al netto della voluntary disclosure, il gettito derivante dalla lotta all'evasione fiscale, sarebbe stato di circa 14,9 miliardi di euro, altro che la più alta somma mai registrata nella lotta all'evasione fiscale.

Il gettito «record» dalla lotta all'evasione fiscale, propagandato dal ministro dell'Economia, e dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, per i risultati del 2016, e la propaganda di Governo ed esattori, che  in dieci anni «siamo passati dai 4,4 miliardi di euro recuperati nel 2006 ai 19 miliardi di euro recuperati lo scorso anno», con i dati presentati di recente in Parlamento, rappresentano l’ennesima sconfitta nella lotta all’evasione ed all’elusione fiscale di un fisco vessatorio, nei confronti dei contribuenti onesti.

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Presidente di Adusbef


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