29. 04. 2017 Ultimo Aggiornamento 21. 04. 2017

Cnr e Ingv, sulla nomina dei capi uffici stampa interrogazione del Movimento 5 Stelle

Categoria: Il Foglietto

Nell’Allegato B al resoconto della seduta del Senato della Repubblica di ieri, 12 aprile 2017, è stato pubblicato l'Atto di sindacato ispettivo n.4-073574-07357, rivolto da 8 senatori del Movimento 5 Stelle (primo firmatario, Nicola Morra) alla Ministra dell’Istruzione, università e ricerca e al Ministro dell'economia e delle finanze.

L’iniziativa dei parlamentari, che fa riferimento anche un articolo del Foglietto, ha per oggetto le modalità di conferimento degli incarichi di capo ufficio stampa sia presso il Cnr che presso l’Ingv.

Di seguito, il testo integrale del predetto Atto.

“MORRA, GIARRUSSO, CAPPELLETTI, PUGLIA, CASTALDI, ENDRIZZI, SERRA, MORONESE - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze - Premesso che per quanto risulta agli interroganti:

il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), si avvale delle prestazioni di un capo ufficio stampa, incarico che, dal 23 febbraio 2005 al 31 dicembre 2011, è stato ricoperto dal dottor Marco Ferrazzoli, già redattore del quotidiano "Libero" e attuale segretario dell'associazione di giornalisti "Lettera 22", sostenuta da diciotto esponenti politici del centro-destra. L'incarico professionale, per chiamata diretta, fu conferito dal presidente pro tempore dell'ente Fabio Pistella, con contratto di tipo privatistico;

per statuto del Cnr, il capo dell'ufficio stampa resta in carica fino alla scadenza del mandato del presidente;

l'incarico al dottor Ferrazzoli, scaduto con l'uscita di scena di Pistella, nel 2007 è stato confermato dal nuovo presidente Luciano Maiani che, a settembre 2011, è stato sostituito da Francesco Profumo (diventato Ministro dell'istruzione il 16 novembre 2011, il quale, dopo essersi autosospeso dalla carica di presidente del Cnr, ha rassegnato le dimissioni il 30 gennaio 2012, per incompatibilità, come previsto dal decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2001);

il dottor Ferrazzoli, dopo l'insediamento di Profumo alla presidenza del Cnr, avvenuto ad agosto 2011, è stato nuovamente prorogato nell'incarico fino al 31 dicembre 2011, in attesa della nomina di un nuovo capo ufficio stampa, da scegliersi tra il personale dipendente del Cnr, come previsto dalla legge n. 150 del 2000;

il 2 gennaio 2012 il dottor Ferrazzoli è stato assunto per chiamata diretta dal Cnr, come dipendente a tempo determinato, con la qualifica apicale di dirigente tecnologo - I livello, ai sensi dell'art. 23 del decreto Presidente della Repubblica 12 febbraio 1991, n. 171, recante "Recepimento delle norme risultanti dalla disciplina prevista dall'accordo per il triennio 1988-1990 concernente il personale delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione di cui all'art. 9 della legge 9 maggio 1989, n. 168";

a distanza di qualche giorno, l'11 gennaio 2012, il Cnr ha pubblicato un avviso interno per la ricerca tra i propri dipendenti di un capo ufficio stampa, richiedendo requisiti molto particolari e, comunque, non previsti dal "Regolamento recante norme per l'individuazione dei titoli professionali del personale da utilizzare presso le pubbliche amministrazioni per le attività di informazione e di comunicazione e disciplina degli interventi formativi di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 422 del 2001";

con provvedimento del 19 marzo 2012, il direttore generale in prorogatio del Cnr, dottor Fabrizio Tuzi, ha nominato la commissione esaminatrice della selezione interna per l'affidamento dell'incarico di capo ufficio stampa dell'ente;

della predetta commissione non faceva parte alcun membro esterno, esperto della comunicazione, bensì il direttore dell'istituto di ricerca del Cnr sull'impresa e lo sviluppo, il direttore dell'istituto di ricerche del Cnr sulla popolazione e le politiche sociali e, infine, un primo tecnologo, in forza alla direzione generale affidata, come detto, in regime di prorogatio al dottor Tuzi;

con provvedimento del 10 aprile 2012, il predetto direttore generale in prorogatio, visto il verbale della commissione esaminatrice, ha disposto la nomina del dottor Ferrazzoli a direttore dell'ufficio stampa del Cnr;

inoltre, risulta agli interroganti che il dottor Ferrazzoli abbia continuato a ricoprire l'incarico di capo ufficio stampa del Cnr fino al 1° gennaio 2017, data in cui veniva a scadenza definitiva e senza possibilità, né di proroga, né di rinnovo il contratto a tempo determinato di dirigente tecnologo della durata massima di 5 anni, conferito allo stesso dottor Ferrazzoli per chiamata diretta il 2 gennaio 2012;

la suddetta assunzione aveva consentito a Ferrazzoli di partecipare alla selezione interna, in quanto dipendente (anche se a tempo determinato) del Cnr, e di risultare vincitore, così ottenendo l'incarico di capo ufficio stampa;

il 2 gennaio 2017, alla scadenza del contratto quinquennale di dirigente tecnologo, il dottor Ferrazzoli avrebbe dovuto lasciare l'incarico di capo ufficio stampa e il Cnr avrebbe dovuto bandire una nuova selezione, riservata al personale dipendente, per individuare il successore;

nonostante ciò, il dottor Ferrazzoli ha continuato ad essere dipendente a tempo determinato del Cnr con il profilo di "dirigente tecnologo" di I livello professionale e lo stesso Cnr ha prorogato al medesimo, con provvedimento n. 3 del 13 gennaio 2017, l'incarico di capo ufficio stampa per sei mesi, con scadenza 30 giugno 2017, e, dopo alcuni giorni con un nuovo provvedimento (n. 13 del 21 gennaio 2017), addirittura fino al 31 dicembre 2017;

a motivo di tale doppia proroga veniva richiamata, dal direttore generale Massimiliano Di Bitetto, firmatario di entrambi i provvedimenti, una non meglio specificata "prossima riorganizzazione dell'Amministrazione Centrale";

da un articolo dal titolo "Il Cnr autorizza un comando all'Ingv per fare il portavoce. Che non c'è", pubblicato sul notiziario on line "Il Foglietto della Ricerca" del 19 gennaio 2017, si apprende che quasi coevamente alla estemporanea doppia proroga da parte del Cnr dell'incarico di capo ufficio stampa giungeva al Cnr richiesta dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di proroga del comando di una dipendente di ruolo del Cnr nel profilo di tecnologo giornalista;

risulta agli interroganti che la retribuzione annua, compresi gli oneri riflessi, del dottor Ferrazzoli sarebbe di circa 90.000 euro e che il comando della dottoressa Mattoni era stato attivato in data 16 novembre 2013 per ricoprire l'incarico di capo ufficio stampa presso lo stesso Ingv, nonostante il fatto che lo stesso Ingv aveva ed ha tuttora nei propri ruoli una dipendente, giornalista, che per oltre un decennio ha ricoperto proprio l'incarico di capo ufficio stampa;

trattandosi del quarto anno di comando, il direttore del personale del Cnr, dottor Alessandro Preti, comunicava all'Ingv, con una apposita nota in data 19 ottobre 2016, il diniego alla proroga, a motivo che il regolamento di disciplina dei comandi, approvato dal consiglio di amministrazione dello stesso Cnr, con delibera n. 93/2012, fissava in 3 anni improrogabili il limite massimo di durata dei comandi di propri dipendenti presso altri enti;

l'Ingv, con una nota a firma del presidente Carlo Doglioni del 10 novembre 2016, reiterava la richiesta direttamente al presidente del Cnr, motivando che la proroga del comando della dottoressa Mattoni era determinata dal fatto che alla medesima l'ente avrebbe attribuito l'incarico di "Portavoce del Presidente", figura, a suo dire, in imminente istituzione; a "stretto giro" gli uffici del Cnr mutavano atteggiamento e, in contrasto al citato regolamento, approvato con delibera del consiglio d'amministrazione n. 93/2012, davano il loro placet al comando della dottoressa Mattoni presso l'Ingv per un ulteriore anno;

la suddetta autorizzazione veniva concessa con deliberazione del Cnr del 28 novembre 2016, nella quale si afferma, tra l'altro, che con la concessione della nuova proroga la durata complessiva del comando non supererebbe il limite massimo improrogabile di 3 anni, con ciò omettendo, di specificare che il primo comando era stato autorizzato a novembre 2013, già poi prorogato a novembre 2014 ed a novembre 2015, per cui si sarebbe trattato, come in effetti si è trattato, del quarto anno (e non del terzo) consecutivo di comando della dipendente Mattoni presso l'Ingv;

considerato infine che a supporto del provvedimento adottato dal consiglio di amministrazione, evidentemente nella convinzione che si trattasse di un comando la cui durata complessiva non superava il triennio, figurava una relazione redatta dalla direzione generale del Cnr, nella quale si afferma che il capo ufficio stampa dello stesso Cnr (il dottor Marco Ferrazzoli), presso il quale la dottoressa Mattoni risultava in forza prima di approdare all'Ingv, aveva espresso in data 11 novembre 2016 il proprio nulla osta al rinnovo del comando richiesto dal presidente dell'Ingv,

si chiede di sapere:

se risulti ai Ministri in indirizzo che l'assunzione con contratto a tempo determinato del dottor Ferrazzoli come dirigente tecnologo, a far data dal 2 gennaio 2012, sia stata adottata previa deliberazione del consiglio di amministrazione del Cnr e quali siano i motivi per cui si sia proceduto all'assunzione per chiamata diretta, in luogo di bando pubblico al fine di effettuare, come previsto dalla legislazione vigente, una comparazione con altri possibili candidati;

se la struttura alla quale il dottor Ferrazzoli è stato preposto (ufficio stampa) dopo l'assunzione come dirigente tecnologo, poteva essere resa funzionante solo ed esclusivamente dallo stesso e non da altri giornalisti alle dipendenze del Cnr, tanto da giustificarne la chiamata diretta;

se risulti che alle dipendenze del Cnr, alla data del 2 gennaio 2012, vi fossero giornalisti dipendenti di ruolo dell'ente, tra i quali il dottor Pio Cerocchi, dirigente tecnologo di lungo corso, ora in quiescenza, già direttore del "Popolo" e del quotidiano "Europa";

se risulti che la selezione interna bandita l'11 gennaio 2012 per l'individuazione del direttore dell'ufficio stampa del Cnr, avrebbe limitato la partecipazione del personale prevedendo requisiti specifici non previsti dal regolamento, di cui al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 422 del 2001;

se la partecipazione del dottor Ferrazzoli alla selezione, riservata al personale dipendente dell'ente, per il conferimento dell'incarico di direttore dell'ufficio stampa, bandita con avviso dell'11 gennaio 2012, sia stata possibile esclusivamente grazie alla predetta assunzione per chiamata diretta come dirigente tecnologo a tempo determinato disposta dal direttore generale del Cnr il 2 gennaio 2012;

se corrisponda al vero che il provvedimento di assunzione per chiamata diretta del dottor Ferrazzoli non sia mai stato affisso all'albo del Cnr e che numerose richieste di acquisizione del medesimo provvedimento inviate al direttore generale dell'ente dal sindacato Usi-Ricerca sarebbero state disattese;

se la proroga dell'incarico di capo ufficio stampa del Cnr fino al 31 dicembre 2017, disposta dall'attuale direttore generale del Cnr, Massimiliano Di Bitetto, con provvedimenti n. 3 e 13 del 13 e 21 gennaio 2017, sia da ritenersi illegittima, atteso che il contratto di lavoro a tempo determinato con la qualifica di dirigente tecnologo, attivato con chiamata diretta a far data dal 2 gennaio 2012 con le modalità descritte in premessa, era da considerarsi definitivamente e improrogabilmente scaduto dalla data del 2 gennaio 2017, giusta il disposto dell'art. 23 del decreto del Presidente della Repubblica n. 171 del 1991;

se i provvedimenti di proroga nn. 3 e 13 del 13 e 21 gennaio 2017 dell'incarico di direttore dell'ufficio stampa del Cnr al pari della proroga del contratto di lavoro a tempo determinato di dirigente tecnologo - I livello, ai sensi dell'art. 23 del decreto del Presidente della Repubblica n. 171 del 1991, di cui è titolare il dottor Marco Ferrazzoli siano stati portati preventivamente a conoscenza del presidente dello stesso Cnr, Massimo Inguscio, del consiglio di amministrazione, del collegio dei revisori dei conti e del rappresentante della Corte dei conti all'interno del medesimo consiglio di amministrazione;

se non ritengano che la procedura per l'autorizzazione del quarto anno di comando della giornalista Silvia Mattoni presso l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) sia stata disposta dal consiglio di amministrazione in aperta violazione del regolamento approvato con deliberazione n. 93/2012 e sull'erroneo presupposto che si trattasse del terzo anno di comando;

se non considerino che il parere positivo alla suddetta proroga della giornalista Mattoni presso l'Ingv, per il quarto anno consecutivo, espresso dal dottor Ferrazzoli, possa considerarsi manifestato in palese conflitto di interessi, considerato che la medesima dipendente, qualora fosse rientrata, come avrebbe dovuto a norma di regolamento, in servizio presso il Cnr, ben avrebbe potuto rivestire l'incarico di capo ufficio stampa dallo stesso Cnr a far data dal 2 gennaio 2017, data di scadenza definitiva e improrogabile del contratto di lavoro a tempo determinato concesso per chiamata diretta a Ferrazzoli nel 2012;

se risulti che l'Ingv abbia istituito la figura di "Portavoce del Presidente" o se la dottoressa Mattoni continui a svolgere l'incarico di capo ufficio stampa dello stesso Ingv e se i Ministri in indirizzo non ritengano, al riguardo, che la motivazione addotta il 10 novembre 2016 dal presidente Doglioni nella richiesta inviata al presidente del Cnr potrebbe essere stata del tutto pretestuosa ancorché priva di consistenza giuridica e quindi inidonea a giustificare la richiesta stessa;

se risulti che il Cnr, con avviso pubblicato sul proprio sito in data 15 marzo 2017, abbia indetto una call interna per la ricerca della figura del "Portavoce del Presidente" dello stesso Cnr, e che tale call sia andata deserta, per cui il presidente dell'ente, ha conferito l'incarico, con decreto n. 29 in data 24 marzo 2017, a soggetto esterno all'ente con contratto di tipo privatistico, con un compenso annuo di circa 90.000 euro, mentre la dottoressa Silvia Mattoni, veniva comandata, con le evidenziate modalità, presso l'Ingv per l'espletamento di analogo incarico, che peraltro sembrerebbe non esserle stato affidatole dal presidente dello stesso Ingv;

se possa essere considerato legittimo il comportamento del Cnr, che da anni presenta consistenti disavanzi di competenza, nel comandare presso altri enti un proprio dipendente in possesso di titoli e requisiti per svolgere l'incarico di capo ufficio stampa e di portavoce del presidente, anziché affidare tali incarichi a soggetti esterni all'ente;

quali provvedimenti di competenza intendano adottare, qualora i fatti descritti corrispondano al vero.

(4-07357)”

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