25. 05. 2017 Ultimo Aggiornamento 25. 05. 2017

Aiuti alle Banche e debito pubblico record: sacrosanta mozione di sfiducia contro Padoan

I gravosi oneri di 16 provvedimenti a favore delle banche - stimati da Adusbef in 80,88 mld di euro - i primi 4 di Letta, ben 9 del Governo Renzi, gli ultimi 3 di Gentiloni, gravano sulle spalle di cittadini, famiglie, PMI e fiscalità generale, anche con l’aumento del debito pubblico, arrivato a 2.260,3 mld di euro.

I suddetti provvedimenti vanno dalla fiscalità di vantaggio sulle perdite, 23,5 mld di euro (19,8 + 3,7), alla rivalutazione delle quote di Bankitalia (7,5 mld + 1,060 mld di cedole pagate alle banche socie); dall’anatocismo resuscitato (3,4 mld) al salvataggio delle banche (20 mld di aumento del debito pubblico); dagli ulteriori sconti fiscali per le banche decotte, camuffati nei  parametri di Aiuto alla crescita economica Ace (1,3 mld di euro), alla Gacs (120 milioni), e dulcis in fondo agli esborsi Mef sui derivati tossici, quantificati in 24 mld.

Per Eurostat, infatti, i derivati hanno avuto sul bilancio pubblico italiano un impatto negativo di oltre 8,3 miliardi nel 2016, con esborsi di 4,250 miliardi ma, considerando anche gli aggiustamenti contabili che incidono sul debito pubblico, il totale sale a 8,324 miliardi, con l’effetto cumulato di 24 miliardi di euro tra il 2013 ed il 2016.

Poi ci sono quelli difficilmente quantificabili, come l’Ape; il prestito vitalizio ipotecario, lo sconto per i trasferimenti immobiliari nell’ambito di vendite giudiziarie con l’imposta di registro, ipotecaria e catastale, non più assoggettata da un’aliquota del 9%, ma nella misura fissa di 200 euro; il mercato dei lavori appaltati alle banche, con la possibilità di aprirsi le loro società di ingegneria e monopolizzare l’intero mercato delle abitazioni private in unico pacchetto, mutuo, assicurazione, agenzia immobiliare e ristrutturazione della casa.  

I Governi, che si sono succeduti, non hanno trovato convergenze su alcuni temi a favore dei cittadini e delle famiglie espropriate, tartassate e saccheggiate, ma hanno avuto l’unico comune denominatore di convergere verso gli esclusivi interessi dei banchieri. Perciò la mozione di sfiducia presentata dal M5S verso il ministro Padoan, che ha cambiato le carte in tavola per nominare Profumo a Leonardo, oltre ad essere condivisibile è sacrosanta.     

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Presidente di Adusbef         


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