23. 10. 2017 Ultimo Aggiornamento 20. 10. 2017

Per Adusbef, le condanne definitive in cassazione per il crac Cirio aprono la strada ai risarcimenti civili

Il presidente di Adusbef, avv. Antonio Tanza, nei giorni scorsi ha diffuso un comunicato in merito alla recente sentenza della Cassazione sul Crac Cirio.

“La Cassazione – scrive Adusbef – ha condannato definitivamente, per il crac della Cirio, l’ex presidente della Banca di Roma, Cesare Geronzi, a 4 anni di reclusione (tre coperti da indulto) e chiesto un nuovo processo per Sergio Cragnotti, dopo che i giudici supremi hanno annullato con rinvio la sua condanna in secondo grado, in relazione al capo d’accusa più grave per la vicenda ‘Bombril‘, che era costata all’imprenditore una pena di sette anni di reclusione, mentre in totale Cragnotti era stato condannato a otto anni e otto mesi”.

“I giudici di Cassazione – continua la nota – si sono espressi anche su tutte le altre pendenze giudiziarie del crac, confermando definitivamente le condanne per il figlio di Cragnotti, Andrea, che aveva 2 anni e 4 mesi di reclusione coperti da indulto, così come la prescrizione definitiva per bancarotta preferenziale degli altri due figli di Cragnotti, Elisabetta e Massimo. La Cassazione ha inoltre confermato la condanna a 3 anni e 10 mesi per Filippo Fucile, genero di Cragnotti (anche per lui 3 anni coperti da indulto), confermando 3 anni e 4 mesi di reclusione per Ettore Quadrani, consigliere di Cirio, ed a 2 anni di reclusione, per gli ex dirigenti apicali della Banca di Roma Antonio Nottola e Pietro Celestino Locati”.

Adusbef, che plaude alla sentenza, ricorda che il crac, avvenuto 14 anni fa, aveva coinvolto 35 mila risparmiatori "deboli", indotti ad acquistare obbligazioni Cirio da 55 istituti di credito per un collocamento truffaldino delle quattro banche del consorzio (Capitalia, Credem, Unicredit e Banca Intesa), titoli privi di rating e senza prospetto informativo piazzati nel biennio 2000-2002, destinati agli investitori istituzionali, ma come di consueto collocati ai bond holders per rientrare dei rischi degli allegri affidamenti a Cragnotti.

Il presidente di Adusbef, presente nel dibattimento in Cassazione in rappresentanza di centinaia di piccoli risparmiatori, dopo aver sottolineato che “la sentenza definitiva prevede l’esecutività del risarcimento per il 5% delle somme perse da ciascun risparmiatore danneggiato, direttamente esercitabile dopo il deposito delle motivazioni”, annuncia che agirà “in sede civile, per il risarcimento integrale dei danni patiti, che sarà richiesto ai singoli condannati per il crac”.

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