16. 12. 2017 Ultimo Aggiornamento 14. 12. 2017

La previsione dei terremoti

Categoria: L'angolo di Boschi

Ogni momento succede incomparabilmente più di quanto si possa immaginare e ogni momento gli uomini hanno l’impressione che non succeda nulla. È assodato che non si può prevedere niente di determinato. Non esistono vere e proprie predizioni. Solo se sapessimo ciò che è stato potremmo predire ciò che sarà. Ma poiché in un passato lunghissimo sono accaduti infiniti eventi, ne consegue che ne accadranno infiniti altri. Ma è davvero determinante, è davvero risolutivo sapere come furono le cose e gli eventi passati? No, se l’oggetto dei nostri pensieri e delle nostre osservazioni è sempre lontano dall’equilibrio quasi a voler sfidare e a render vano ogni nostro tentativo di rappresentarlo compiutamente almeno in un certo istante per stabilire condizioni iniziali che ci aiutino a comprendere poi le cause e le leggi che ne regolano l’evoluzione. Quel che conta veramente è sapere come stanno le cose adesso e quali eventi si stanno verificando. Nessun passato esiste se non nel presente, e nulla è stato davvero se non ciò che ancora è.

Personaggi di università e di enti di ricerca pubblici con l’evidente problema del tempo libero si dilettano ad affermare che i terremoti sono prevedibili. L’affermazione è chiaramente destituita di fondamento scientifico. Per poter convalidare scientificamente una teoria bisogna essere in grado di falsificarla. Siccome nessun argomento viene portato a supporto della prevedibilità dei terremoti niente può essere falsificato per verificarne la validità.

Per esempio, qualcuno nel 2010 affermò che: “... sulla base di quella esperienza (L’Aquila 2009, ndr) abbiamo imparato moltissimo e possiamo cercare di applicarlo e metterlo in opera per il futuro e cioè che ci sono molte evidenze che ci possono aiutare a dire sta per arrivare un terremoto, in un ambiente estensionale tipo il nostro”.

Non venne, però, detto quali fossero le “molte evidenze” e come esse possano essere osservate e misurate. Non essendo, pertanto, falsificabili si ritorna a prima di Galileo: ognuno se la canta e se la suona e il valore scientifico è nullo. Un’esternazione incongrua, dovuta forse ad obnubilamento causato da un frustrante senso di inferiorità nei confronti di qualcuno dotato di capacità per lui inarrivabili ma in quel momento in difficoltà e impossibilitato a reagire.

Comunque, il nostro, imperterrito, continua ad affermare che i terremoti sono prevedibili nonostante che, prima dei terremoti emiliani del 2012 e del Centro Italia del 2016, non venne manifestata previsione alcuna, malgrado il “moltissimo” che aveva imparato.

Ma che cosa aveva imparato? A suo dire, aveva prodotto un modello, cioè una teoria, che lo porta a dichiarare: "Il modello che io vi ho presentato oggi è stato fatto grazie all’esperienza dell’Aquila ... perché erano dei terremoti che aumentavano di numero e aumentavano di magnitudo, quindi non era stato raggiunto il picco, perché in genere se ci sono dei terremoti che aumentano, poi c’è il picco, e poi dei terremoti uno sciame successivo, quindi c’è un picco dell’energia … E’ un discorso molto complicato".

Nessuno si offenda, ma non può non tornarci in mente William Shakespeare che nel Macbeth dice che “la vita è un’ombra che cammina, un povero attore che si agita e pavoneggia la sua ora sul palco e poi non se ne sa più niente. È un racconto narrato da un idiota, pieno di strepiti e furore, significante niente”.

Partecipando a convegni e girando per il mondo, credo di aver incontrato quasi tutti i migliori sismologi che operano nei vari Centri di ricerca, nelle Università e nei Servizi sismici. Quasi tutti, se non tutti, hanno partecipato alla School of Geophysics che, per decenni, ho organizzato al Centro Ettore Majorana di Erice. Ebbene, essi cercano di spiegare gli aspetti fisici e chimici - con metodi sempre più sofisticati e ingegnosi - del meccanismo dei terremoti, della propagazione delle onde sismiche, delle oscillazioni libere della Terra ... Nessuno di loro si occupa di previsione dei terremoti.

La previsione dei terremoti proprio non esiste nella moderna Sismologia. Quelli che dichiarano di occuparsene sono – a mio avviso – scientificamente inconsistenti. Dicono di dedicarsi alla previsione cercando così di apparire interessanti e suscitare attenzione. Approfittano del fatto che certi media apprezzano inventori, guaritori e imbonitori, molto più divertenti e comprensibili degli scienziati spesso noiosi e che quasi mai danno certezze. Alcuni, addirittura, ne approfittano per vendere consulenze, miracolosi ritrovati e strumentini vari.

Mi è tornato in mente tutto questo dopo che mi è arrivata la locandina di un convegno tenutosi ad Amatrice il 29 e il 30 ottobre scorsi, dal titolo “Insieme per convivere con i terremoti”, con tanto di citazione dantesca come sottotitolo. Il convegno aveva anche velleità mondane visto che una sessione consisteva in un “caffè scientifico”, qualunque cosa significhi: forse è per distinguerlo dai caffè umanistici?

Era prevista anche la partecipazione dell’ormai mitico sindaco Sergio Pirozzi impegnato nella campagna elettorale per la Presidenza della Regione Lazio. Chissà se ha cambiato felpa per l’occasione?

Insomma erano in tanti: mancavano solo i sismologi.

Dal programma del convegno si evince che c’è stato anche un intervento sulla previsione dei terremoti, tenuto proprio da colui che la sera del 21 agosto dette una valutazione che definiremmo un po’ troppo approssimata del terremoto di Casamicciola, creando serissimi problemi di credibilità per un Istituto che, fino a qualche anno fa, godeva di una reputazione molto lusinghiera sia in campo nazionale che internazionale.

Se uno non riesce a stabilire dove e come si sono verificati terremoti già avvenuti, come può sperare di prevedere dove e quando si verificheranno quelli futuri? Forse la risposta la si può trovare su Youtube, dove si può scoprire lo stesso personaggio impegnato ad abbeverarsi alle capacità predittive del più famoso previsore di terremoti di tutti i tempi, dopo Bendandi.

Ma chi, a proposito di previsioni, dovrebbe maggiormente arrossire è colui che si definisce "scienziato competente". Su “Prevedibile/Imprevedibile”, pubblicato da Rubbettino nel 2015, a pagina 272 lo "scienziato competente" afferma che una “fenomenologia, da molto tempo nota agli scienziati competenti permette una concreta - ancorché approssimativa - capacità previsionale. Grazie ad essa, l’attuale Commissione Grandi Rischi ha previsto, nel gennaio 2012, un forte aumento del tasso di terremoti ... che si è infatti verificato nei mesi successivi, con il suo culmine nella sequenza sismica emiliana del maggio - giugno 2012”.

Questo "scienziato competente", membro della Commissione, dimentica però di raccontare che dopo la prima scossa emiliana del 20 maggio 2012 nulla disse e nulla fece per avvertire che un’ulteriore scossa era a breve altamente probabile, anche senza essere edotti della speciale fenomenologia riservata solo ai “competenti”. Era sufficiente una semplice seria conoscenza della sismicità italiana. Eppure avevano previsto un “forte aumento del tasso dei terremoti”!

La gente, non adeguatamente informata, tornò tranquillamente alle proprie occupazioni e il 29 maggio, in occasione della seconda scossa, si ebbe un gran numero di vittime. Un’omissione gravissima per uno "scienziato competente" alla quale si auspica che la Magistratura saprà presto dare l’attenzione che merita.

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Geofisico dell’Accademia del Lincei


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