22. 07. 2018 Ultimo Aggiornamento 19. 07. 2018

Se il lavoro è questo, viva le pensioni

Categoria: Editoriali

Poi uno dice che vuole la pensione. E ti credo. E’ un inferno là fuori. Il lavoro intendo.

Nei primi 11 mesi di quest’anno, infatti, l’Ispettorato del lavoro ha effettuato oltre 150 mila controlli in aziende di casa nostra trovando irregolarità nel 65% dei casi, che sembra un tantino esagerato anche in un paese devastato dalla burocrazia come il nostro. Fra questi 150 mila sono stati trovati quasi 44 mila lavoratori in nero, che magari hanno pure i vantaggi statali riservati ai poveracci senza lavoro, oltre a far salire i tassi di disoccupazione, il numero degli inattivi e tutte quelle mestizie che ci raccontano.

E stendiamo un velo sulle condizioni di lavoro di questi “neri”, ferie, malattia e altre amenità, per la semplice ragione che non le conosciamo. Allora uno dice: vabbé il nero è l’eccezione, per fortuna c’è la regola. Nel senso di quelli messi in regola. E come no, fatevi pure due risate.

L’Osservatorio del precariato Inps ci regala alcune perle di saggezza. Nei primi dieci mesi del 2017 sono stati attivati 1,33 milioni di contratti a tempo indeterminato, in calo del 2,7% rispetto all’anno scorso nello stesso periodo, visto che le cessazioni sono state 1,343 milioni nel frattempo. Complessivamente i posti di lavoro sono aumentati di 729 mila unità, ma solo perché sono cresciuti quelli a termine (+28%) e l’apprendistato (+26,3%), che hanno compensato il calo di quelli a tempo indeterminato.

E anche qui stendiamo un velo pietoso sulle condizioni di questo lavoro perché non è abbastanza natalizio raccontare di part time a termine pagati a 400 euro al mese. Meglio quindi tenersi sulle generali e raccontare dell’autentico boom del nostro mercato del lavoro: quello dei contratti a chiamata. Da quando hanno abolito i voucher sono cresciuti del 126%.

Di fronte a questo teatrino vagamente scoraggiante, capite bene perché risulti così seducente l’isola felice della pensione pure a vent’anni. Per farvi un’idea di come vadano le cose laggiù, leggetevi l’ultima release di Istat dedicata proprio ai nostri cari, nel senso di amati e dispendiosi, pensionati.

Ma non illudetevi, anche il paradiso non è più quello di una volta. Perché è pur vero che in media aumenta il reddito, ma i pensionati diminuiscono e con loro anche la pensione dei nuovi arrivati rispetto a quelli che ce l’hanno già. E’ un paradiso che si avvia a diventare un purgatorio. Meglio godersi il nostro piccolo inferno quotidiano, quindi. Almeno da vecchi e (im)probabili pensionati saremo abituati.

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giornalista socioeconomico - Twitter @maitre_a_panZer


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