20. 08. 2018 Ultimo Aggiornamento 23. 07. 2018

Dopo un nostro articolo, la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova ha scritto al Foglietto

Categoria: Lettere

Dopo la pubblicazione sul Foglietto della scorsa settimana dell’articolo dal titolo Un Giorno della Memoria per tutte le vittime dello sterminio nazista, a firma della nostra direttrice Adriana Spera, ci è giunta una lettera da parte dell’Ufficio Informazione Pubblica Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, a firma di Andrea Mandorino, che volentieri pubblichiamo.

Gentilissima dottoressa Spera,

abbiamo letto con vivo interesse il Suo articolo “Un Giorno della Memoria per tutte le vittime dello sterminio nazista”, pubblicato il 1° febbraio sul sito ilfoglietto.it.

La ringraziamo per aver ricordato anche la persecuzione dei Testimoni di Geova. Abbiamo apprezzato molto questa Sua frase: “Non vogliamo pensare che vi siano vittime dello sterminio nazista di serie A e di serie B”.

I Testimoni di Geova furono gli unici ad essere perseguitati dal regime nazista non per motivi razziali, ma unicamente per le loro idee religiose considerate socialmente inaccettabili: in particolare il loro rifiuto a partecipare alle guerre e la loro neutralità politica. Infatti, come forse saprà, solo a loro veniva data l’opportunità di essere liberati a patto che firmassero un documento con cui rinnegavano la loro fede e aderivano al nazismo.

Oggi, purtroppo, non sembra che tutti abbiano recepito la lezione del periodo nazista. Nel suo articolo Lei ha parlato di parole offensive che “corrispondono a pensieri ancora oggi ampiamente diffusi tra i moderni, democratici, liberi e illuminati cittadini europei”. Ebbene, forse saprà che c’è una parola come queste che al giorno d’oggi, in Russia, si associa ingiustamente ai Testimoni di Geova: estremisti. “Estremisti” al pari di noti gruppi terroristici, sebbene in tutto il mondo i Testimoni di Geova siano conosciuti come persone pacifiche e rispettose della legge.

Facendo seguito a discriminazioni oggettivamente inconsistenti, il 17 luglio 2017 la Corte Suprema Russa ha confermato la sentenza del 20 aprile 2017 della Corte Suprema di “chiudere il Centro Amministrativo dei Testimoni di Geova in Russia, di sciogliere le associazioni religiose locali che fanno parte della sua struttura e di consegnare alla Federazione Russa tutte le proprietà e i beni dell’organizzazione religiosa sciolta”.

Da allora i Testimoni di Geova stanno affrontando ogni genere di umiliazione e discriminazione nel silenzio dei media (https://www.jw.org/it/news/sviluppi-legali/per-area/russia/sentenza-corte-suprema-conseguenze-negative-testimoni-geova/).

Sperando di avere fatto cosa gradita condividendo con Lei queste informazioni, e rimanendo a Sua completa disposizione se desidera saperne di più, La salutiamo cordialmente,

Andrea Mandorino - Ufficio Informazione Pubblica Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova

 


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