16. 12. 2018 Ultimo Aggiornamento 16. 11. 2018

Adusbef impugna le liste d'attesa delle ASL italiane

“La dolorosa vicenda tutta italiana delle eterne liste d'attesa, necessita di un intervento immediato del Ministro della Sanità, dell'Agenas, delle Regioni e dei Direttori Generali delle ASL; purtroppo in taluni casi anche dell'ANAC e della Magistratura”.

A sostenerlo è l’associazione per la difesa dei diritti dei consumatori Adusbef che - con il suo presidente avv. Antonio Tanza - aggiunge “E' uno scandalo che i cittadini italiani, in quasi la totalità del territorio italiano, debbano attendere oltre 30 giorni per una visita e 60 per una prestazione diagnostica nelle strutture pubbliche, quelle stesse strutture che invece sono in grado di garantire in “intramoenia” (ALPI- attività libero professionale) prestazioni anche a due giorni”.

“Una situazione così cristallizzata - continua Tanza - incide gravemente sul benessere dei cittadini italiani anche dal punto di vista meramente economico, costringendo molti concittadini al c.d. fenomeno della mobilità passiva sanitaria per ottenere cure previste dal SSN come obbligatorie presso la propria ASL di residenza”.

Per queste ragioni, Adusbef, con una missiva diretta a tutte le ASL italiane ha chiesto di attivarsi perché siano rispettati i termini di cui al D.LGs 194/1998, che impone alla struttura sanitaria pubblica di erogare visite specialistiche o prestazioni diagnostiche rispettivamente in 30 e 60 giorni dalla prenotazione, consentendo al cittadino, in mancanza, di godere di prestazioni intramurarie nei tempi prescritti al solo costo del ticket, come peraltro riconosciuto già da alcune sentenze dei Tribunali italiani.

Adusbef informa che mette a disposizione i propri legali per la difesa congiunta di tutti i cittadini che dovessero ritrovarsi in queste situazioni. Gli interessati possono inviare una mail ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con oggetto 'ASL: MORIRE D'ATTESA' e verranno contattati.

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