23. 07. 2018 Ultimo Aggiornamento 19. 07. 2018

Considerazioni sulla sequenza 2018 a Muccia, Macerata

Categoria: L'angolo di Boschi

Dagli inizi di marzo di quest’anno, nella zona dell’Italia colpita dalle forti scosse del 2016, si è assistito ad un aumento della sismicità fino a superare i 100 eventi al giorno. In aprile si sono superati addirittura i 140 eventi al giorno. Questo aumento si è per lo più concentrato fra il Comune di Muccia e quello di Pieve Torina, in provincia di Macerata. Il 4 aprile vi si era già verificato un terremoto di magnitudo 4.0. La sequenza è poi continuata finché il 10 aprile si è verificata una scossa ancora più forte di magnitudo 4.7 a cui sono seguite numerose altre scosse minori.

Insomma, una sequenza, o sciame che dir si voglia, in piena regola che si sta sviluppando da sei settimane circa in una zona ad alta pericolosità sismica. Viene subito in mente una dichiarazione dell’attuale presidente INGV che nel 2010, commentando il rinvio a giudizio di un gruppo di persone, tra le quali il sottoscritto, sostanzialmente perché non avevano previsto il terremoto di L’Aquila del 2009, ebbe a dire (senza editing; video disponibile): “Il modello che io vi ho presentato oggi è stato fatto grazie all’esperienza dell’Aquila: prima io personalmente non lo conoscevo. Adesso mi sentirei di dire che si poteva dire che c’erano, però io stesso – a parte che io non conoscevo terremoti precursori – ma non avrei potuto dire che stava per arrivare un terremoto“.

Poi, riferendosi al comportamento della Commissione grandi rischi, aggiungeva, “Certamente sono stati un po’ superficiali perché non potevano dire che non c’era rischio quando c’era una sequenza in corso, perché erano dei terremoti che aumentavano di numero e aumentavano di magnitudo, quindi non era stato raggiunto il picco, perché in genere se ci sono dei terremoti che aumentano, poi c’è il picco, e poi dei terremoti uno sciame successivo, quindi c’è un picco dell’energia … E’ un discorso molto complicato".

E continuava, "Certamente ho trovato leggero l’atteggiamento di non dire: non possiamo dire che non c’è rischio. Già il fatto di dire che non c’è rischio è di fatto già una previsione. Ora noi adesso sulla base di quella esperienza abbiamo imparato moltissimo e possiamo cercare di applicarlo e metterlo in opera per il futuro e cioè che ci sono molte evidenze che ci possono aiutare a dire ’sta per arrivare un terremoto’ in un ambiente estensionale tipo il nostro”.

Si noti l’uso improprio di termini sismologici, per esempio avremmo detto che “non c’era rischio”, come se potessimo conoscere la qualità costruttiva di tutti gli edifici aquilani. Soprattutto, però, nessuno lo disse. Nessun tipo di previsione venne fatta, venne solo evidenziata l’alta pericolosità sismica della zona.

L’attuale presidente INGV nella circostanza parlava evidentemente di cose apprese chissà come, del tutto prive di fondamento, come è stato poi dimostrato, al di là di ogni dubbio, con l’assoluzione piena degli imputati (salvo uno) sia da parte della Corte di Appello di L’Aquila che della Suprema Corte di Cassazione.

A questo punto non si può non notare che a Muccia i terremoti “aumentano di numero e aumentano di magnitudo”. Allora è lecito chiedere: “E’ stato raggiunto il picco”?

“Sulla base di quella esperienza abbiamo imparato moltissimo ... e cioè che ci sono molte evidenze che ...sta per arrivare un terremoto in un ambiente estensionale ...”.

Allora è lecito anche chiedere: che cosa “abbiamo” imparato? Quali sono le molte evidenze che ci possono dire che “sta per arrivare un terremoto”?

A Muccia, indubbiamente, “l’ambiente è estensionale” e allora l’attuale presidente INGV non avrà remore a fare previsioni. Non possiamo credere che non desideri aiutare coloro che vivono in zona ad alta pericolosità sismica e che voglia tener nascoste le sue scoperte, che sarebbero fondamentali per il bene dell’Umanità.

Sui social si può trovare: “Difficile prevedere se ci saranno ulteriori scosse ma quello che sta succedendo è nell'ordine naturale dell'assestamento" (in collegamento tel. Carlo Doglioni, Pres. @INGVterremoti #unomattina #10aprile @RaiUno).

C’erano tutte le condizioni che il presidente INGV considera necessarie per fare finalmente una previsione e, invece, si è limitato a parlare di “Ordine naturale dell’assestamento”. Una locuzione che in Sismologia non significa assolutamente nulla; un’informazione del tutto inutile per la Protezione Civile.

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Geofisico dell’Accademia dei Lincei
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