20. 10. 2018 Ultimo Aggiornamento 18. 10. 2018

Stabilizzazioni negli enti di ricerca, approvato il piano di riparto delle risorse

Categoria: Lavoro

Con un decreto datato 11 aprile 2018, in attesa di pubblicazione in Gazzetta, sottoscritto da sei ministri dell’uscente governo Gentiloni (Semplificazione e pubblica amministrazione, Economia e finanze; Sviluppo economico; Ambiente; Istruzione e Salute), è stato approvato il piano di riparto delle risorse stanziate dall’art. 1, comma 668 della legge n. 205/2017, al fine di avviare un graduale percorso di stabilizzazione del personale in servizio presso gli enti pubblici di ricerca di cui al decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 218, ad esclusione di Istat, Iss, Inapp e Crea, già destinatari di apposite disposizioni speciali.

Complessivamente, si tratta di 13 milioni, per l’anno 2018, e di 53 milioni, per il 2019, risorse alle quali, per effetto del comma 671 della medesima legge 205, gli enti interessati aggiungono per le medesime finalità assunzionali risorse proprie, aventi carattere di certezza e stabilità, in misura pari ad almeno il 50 per cento dei finanziamenti ricevuti.

Si calcola che il finanziamento consentirà l’assunzione a tempo indeterminato di almeno 1500 tra ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi già titolari di contratto a tempo determinato e in possesso dei requisiti richiesti dall’articolo 20, comma 1, del decreto legislativo n. 75/2017. Nello specifico, al Cnr andrà il 70% del finanziamento complessivo, con oltre 49 milioni. Il restante 30% sarà ripartito tra Inaf, 5,6 milioni; Infn, 5,4; Ingv, per 3; Indire, 2,2; Ispra, 1,3; Ogs, 1,1. All’Area della Ricerca Science Park andranno 630 mila euro; all’Inrim, 550 mila; alla Stazione Zoologica, 540; al Centro Studi e Ricerche “Enrico Fermi”, 300 mila e all’Istituto di Studi Germanici, poco più di 35 mila.

Restano invece al palo, almeno in questa fase, le migliaia di precari della ricerca titolari di un contratto flessibile (assegnisti di ricerca, borsisti et similia), per i quali il comma 2 del predetto articolo 20 del decreto legislativo 75, statuisce che, nel triennio 2018-2020, le amministrazioni possono bandire, in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni, e ferma restando la garanzia dell'adeguato accesso dall'esterno, previa indicazione della relativa copertura finanziaria, procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti disponibili, da destinare al personale non dirigenziale che possegga tutti i seguenti requisiti:

a) risulti titolare, successivamente alla data di entrata in vigore della legge n. 124 del 2015, di un contratto di lavoro flessibile presso l'amministrazione che bandisce il concorso

b) abbia maturato, alla data del 31 dicembre 2017, almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, presso l'amministrazione che bandisce il concorso.

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