14. 11. 2018 Ultimo Aggiornamento 27. 10. 2018

Cnr, sulla nomina del direttore generale interrogazione di 9 senatori del Movimento 5 Stelle

Categoria: Il Foglietto

Nell’Allegato B al resoconto della seduta del Senato della Repubblica del 16 ottobre 2018, è stato pubblicato l'Atto di sindacato ispettivo n. 4-00693, rivolto da 9 senatori del Movimento 5 Stelle (primo firmatario, Nicola Morra) alla Ministro dell’Istruzione, università e ricerca.

L’iniziativa dei parlamentari fa riferimento alla procedura, a seguito di avviso pubblico, per la nomina del direttore generale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

Di seguito, il testo integrale del predetto Atto.

"MORRA, MARILOTTI, GRANATO, CORRADO, DE LUCIA, FERRARA, VANIN, FLORIDIA, MONTEVECCHI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), ente pubblico di ricerca vigilato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, presieduto dal 16 febbraio 2016 dal professor Massimo Inguscio, ha indetto in data 5 dicembre 2017 una selezione pubblica per individuare il direttore generale (retribuito con 180.000 euro annui, di cui 60.000 a titolo di retribuzione di risultato). L'avviso pubblico è stato pubblicato sul sito istituzionale del CNR, con termine per la presentazione delle candidature il 5 gennaio 2018;

per la selezione, con decreto del 2 febbraio 2018 è stata incaricata apposita commissione esterna, composta da personale altamente qualificato. Compito della commissione era di accertare il possesso, da parte dei candidati, oltre che delle competenze previste dallo statuto (art. 11, comma 2), di una buona conoscenza della lingua inglese scritta e parlata, dell'orientamento alla valorizzazione e alla crescita delle risorse umane, della capacità di individuare e attuare azioni di spending review e di team building, della capacità di negoziazione, della consapevolezza dell'importanza della collaborazione con la componente scientifica dell'ente a ogni livello;

all'esito dell'esame delle candidature (in numero di 30) e dei rispettivi curriculum vitae, la commissione invitava 11 aspiranti a colloquio. Successivamente la commissione selezionava una rosa di 5 candidati esprimendo i giudizi significativi individuali, sulla base dei quali, il presidente del CNR avrebbe dovuto individuare il più meritevole da proporre al consiglio di amministrazione;

per quanto risulta agli interroganti, i giudizi espressi dalla commissione (in ordine alfabetico) per i 5 candidati, per come si evince dal verbale di riunione n. 7 del 27 aprile 2018, sono: G. B., "Il candidato conferma nel colloquio un buon profilo curriculare, ha una buona padronanza delle problematiche giuridico amministrative e programmatorie. Evidenzia un approccio innovativo, in particolare nella visione organizzativa delle amministrazioni centrali e della vasta e problematica rete degli Istituti sul territorio nazionale"; M. G., "Il candidato, come da curriculum, conosce molto bene gli Enti di Ricerca anche per la ricca esperienza nella direzione generale dell'INGV e nell'attività presso il Miur. Esprime buone capacità progettuali e conosce le 'leve' per attivare processi innovativi e di organizzazione di strutture complesse"; L.M., "Il candidato conferma anche nel colloquio la ricchezza del Curriculum Vitae, le variegate esperienze di alto livello (compreso il trasferimento tecnologico), che danno prova di un'ottima conoscenza degli apparati e funzionamento della Pubblica Amministrazione. Si orienta brillantemente nella complessità degli aspetti gestionali e strategici di Enti di elevata complessità"; A.P., "Il candidato conferma nel colloquio di aver maturato una buona conoscenza nella gestione giuridica ed economica del personale all'interno del CNR nonché una padronanza delle problematiche di bilancio e contabilità pubblica e privata. Presenta, pertanto, un profilo meritevole di attenzione più dal punto di vista amministrativo gestionale che da quello relativo agli aspetti scientifico tecnologici"; L.P., "La candidata ha una buona conoscenza degli Enti di ricerca, in particolare sviluppata prima nell'Istituto Nazionale di Economia Agraria e poi nel Crea nell'attività di supporto tecnico e amministrativo alla rete di ricerca scientifica. Sebbene le sue esperienze siano relative ad Enti di medie dimensioni e complessità, si ritiene, anche a seguito del colloquio, che la candidata sia interessante date le qualificate esperienze";

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

il presidente Inguscio, nel corso della seduta del consiglio di amministrazione dell'11 maggio 2018, comunicava ai 4 componenti presenti che "preso atto degli esiti del processo di selezione (…) ritenuto opportuno integrare la valutazione dei titoli con un ulteriore colloquio tenuto dallo stesso con i cinque candidati ritenuti idonei a ricoprire l'incarico di Direttore Generale del CNR, propone di nominare il Dott. G.B. quale Direttore Generale del CNR, tenuto conto dell'elevata qualificazione giuridico-amministrativa nonché tecnico-professionale, delle peculiari attitudini professionali gestionali e relazionali dimostrate nel periodo in cui ha svolto le funzioni di Direttore Generale f.f. del CNR";

nel formulare la proposta di nomina approvata all'unanimità dal consiglio di amministrazione, specificava altresì "che la scelta del Dott. B., è stata anche supportata da una valutazione di contesto, ritenendo opportuno che il candidato prescelto fosse in possesso di una specifica conoscenza già maturata nell'Ente";

il presidente Inguscio ha finanche inteso "ritoccare" il giudizio espresso dalla commissione, che aveva ritenuto il dottor B. in possesso di "una buona padronanza delle problematiche giuridico amministrative e programmatorie" e non di una "elevata qualificazione giuridico-amministrativa nonché tecnico-professionale", come affermato dallo stesso Inguscio innanzi al consiglio di amministrazione;

il presidente Inguscio, per sostenere la nomina del dottor B. e in apparente spregio di quanto elaborato dalla commissione, ha evidenziato le "peculiari attitudini professionali gestionali e relazionali dimostrate nel periodo in cui ha svolto le funzioni di Direttore Generale f.f. del CNR", ovvero dal 27 novembre 2017 al 4 gennaio 2018 (data di scadenza del bando), circa un mese, festività natalizie comprese,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se intenda prendere gli opportuni provvedimenti anche censurando il modus operandi del presidente del CNR che, con la nomina del candidato B. a direttore generale pleno iure, avrebbe totalmente stravolto le competenze richieste dall'avviso pubblico e i giudizi espressi dalla commissione valutatrice, vanificandone il lavoro svolto e mortificando, al contempo, tutti i candidati;

se l'aver introdotto ex post, per giustificare la nomina, valutazioni e motivazioni arbitrarie del tutto estranee all'avviso non rappresenti palese violazione dell'art. 97 della Costituzione;

se l'incarico conferito in precedenza di direttore generale ad interim al dottor B. (dirigente di seconda fascia del CNR dal solo 2015, sprovvisto di pregressi incarichi di dirigenza generale) possa essere considerato finalizzato ab initio a giustificarne la nomina a direttore generale;

se non ritenga che la manifestazione d'interesse dei candidati alla selezione pubblica indetta dallo stesso CNR sarebbe stata, di fatto, trasformata in una selezione "riservata" al personale interno al CNR che già rivestiva l'incarico di direttore generale ad interim;

se non ritenga che sarebbe stato opportuno, al fine di assicurare par condicio a tutti i candidati, che il pregresso incarico di direttore generale ad interim fosse stato affidato a personale interno all'ente non partecipante alla selezione per il conferimento dell'incarico pleno iure;

se intenda commissariare il CNR, qualora fosse accertato che l'operato dell'ente per la scelta del direttore generale rappresenti una palese violazione delle regole più elementari di correttezza, trasparenza e buona amministrazione, laddove si premierebbero i partecipanti a una selezione pubblica in modo inversamente proporzionale al loro merito.

(4-00693)"

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