18. 11. 2019 Ultimo Aggiornamento 05. 11. 2019

Cnr, la convenzione per la Tv scientifica finisce il Parlamento

Categoria: Il Foglietto

Nell’Allegato B al resoconto della seduta n. 101 del Senato della Repubblica del 21 marzo scorso, è stato pubblicato l'Atto di sindacato ispettivo n. 4-01462, rivolto da 4 senatori del Movimento 5 Stelle (primo firmatario, Nicola Morra, presidente della Commissione antimafia) ai Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute.

L’iniziativa dei parlamentari fa riferimento ad una convenzione dell’importo di 9,7 milioni di euro, stipulata tra il Cnr e il Consorzio CNCCS, per la realizzazione di una televisione scientifica denominata "HIGH Science TV.eu".

Di seguito, il testo integrale del predetto Atto ispettivo.

“MORRA, LOMUTI, CORRADO, GRANATO - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e della salute. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

con provvedimento n. 71 del 1° dicembre 2016 il CIPE deliberava, su proposta del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il finanziamento per 9,7 milioni di euro del progetto, presentato dal Consiglio nazionale delle ricerche, denominato "Infrastruttura integrata di editoria televisiva specialista a supporto della Ricerca Scientifica", finalizzato alla realizzazione di una televisione scientifica denominata "HIGH Science TV.eu". Il Cnr rimodulava l'originario progetto, ottenendo definitiva approvazione dallo stesso Ministero con nota n. 9180 del 28 maggio 2018;

in data 7 giugno 2018, il presidente del Cnr, professor Massimo Inguscio, firmava una convenzione con la società consortile a responsabilità limitata denominata "Collezione nazionale di composti chimici e centro screening" (CNCCS), con sede a Pomezia (Roma), di durata biennale e per un importo di 9,7 milioni di euro (pari allo stanziamento disposto dal CIPE) per affidare, in assenza di procedura ad evidenza pubblica, la realizzazione del progetto;

la CNCCS, avente per oggetto principale "lo sviluppo e la gestione di una banca dati di molecole di origine sintetica e naturale e di sistemi cellulari per l'identificazione di nuovi lead compounds per applicazioni in diagnostica e farmaceutica", è una società consortile a prevalente capitale privato le cui quote sociali sono possedute per il 70 per cento dalla IRBM Science Park Spa (presieduta da Pietro Di Lorenzo, con sede coincidente nel domicilio della CNCCS), per il 20 per cento dal Cnr e per il 10 per cento dall'Istituto superiore di sanità. Il presidente della CNCCS è il professor Enrico Garaci, l'amministratore delegato è Pietro Di Lorenzo. Nel periodo 18 aprile-17 agosto 2016, il professor Inguscio ha ricoperto le cariche di consigliere e vice presidente;

il presidente del Cnr Inguscio, nel corso della riunione dell'11 settembre 2018, sottoponeva alla ratifica del consiglio di amministrazione del Cnr la suddetta convenzione, alla quale venivano mosse numerose censure, sia dal collegio dei revisori dei conti che dal consigliere di amministrazione Vito Mocella;

il collegio dei revisori eccepiva, tra l'altro, che "per quel che concerne l'individuazione del soggetto esecutore (...) suggerisce di chiedere un parere all'Autorità Nazionale anti Corruzione (ANAC) in ordine alla possibilità di affidare la realizzazione del progetto medesimo al di fuori delle procedure dell'evidenza pubblica contemplate dal D. lvo 50/2016 e ss.ii. ad un Consorzio di natura privatistica, ancorché partecipato nella misura del 20% dal CNR, e che, peraltro, non contempla espressamente il proprio oggetto sociale la gestione di attività audiovisive e di tele radiodiffusione". Il consigliere Mocella, invece, evidenziava numerose criticità legate a tale convenzione sostenendo che "se il Cnr è destinatario di una tale ingente somma, deve essere l'Ente stesso a gestire in prima persona gran parte del progetto, contrariamente a quanto avverrebbe nel caso in cui la convenzione proposta diventasse operativa, affidando alla società consortile la gran parte del progetto";

a seguito delle contestazioni mosse dai revisori dei conti e da Mocella, il consiglio di amministrazione del Cnr rinviava e dava mandato al direttore generale del Cnr, Gianbattista Brignone, di sottoporre la questione all'esame dell'Anac. Il 30 gennaio 2019, con delibera n. 58, l'Anac evidenziava che l'oggetto sociale della CNCCS non sarebbe coerente con le attività previste dalla convenzione e che il Cnr e lo stesso CNCCS "possano eseguire le attività inerenti il progetto de quo nei limiti delle capacità derivanti dall'oggetto sociale delle parti, con conseguente necessità per entrambe di acquisire da terzi beni e servizi strumentali all'attuazione dell'iniziativa nel rispetto del d. lgs. 50/2016". L'Anac evidenziava anche che "le modalità di costituzione della società consortile CNCCS non appaiono coerenti con le previsioni del combinato disposto dell'art. 5, comma 9, del d.lgs. 50/2016 con l'art. 7, comma 5, del d.lgs. 175/2016 e già dell'art. 1, comma 2, del d.lgs. 163/2006, nonché con l'avviso espresso dall'Autorità in materia";

nonostante l'Anac avesse sollevato dubbi in merito alla legittimità delle modalità di scelta del socio privato della CNCCS, risulta che lo scorso 12 marzo 2019 il consiglio di amministrazione del Cnr ha approvato la convenzione già stipulata con la CNCCS il 7 giugno 2018;

inoltre, risulta che alla stessa CNCCS, il Ministero dell'istruzione avrebbe assegnato dal 2011 al 2018 finanziamenti pari a 57,3 milioni di euro, con appositi decreti a valere sul fondo ordinario enti di ricerca (FOE), nell'ambito della sezione progetti di rilevanza internazionale. Mentre, risulterebbe anche dal bilancio di esercizio del 2017 che la CNCCS (che al 1° marzo 2018 aveva solo 6 unità di personale) avrebbe sostenuto costi per servizi pari a 9,2 milioni di euro, di cui 8,8 milioni per servizi forniti da terzi,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo ritengano opportuno attivare le procedure ispettive e conoscitive previste dall'ordinamento al fine di accertare ogni eventuale violazione di norme vigenti sia per il tentativo di affidamento diretto del progetto di 9,7 milioni di euro alla CNCCS, sia per la costituzione della stessa società il cui socio privato non sia stato individuato con procedura di evidenza pubblica, come previsto dalla legge, sia per accertare se il ricorso alle forniture di servizi, per diverse decine di milioni di euro di risorse pubbliche, commissionate dalla medesima CNCCS a terzi, sia avvenuto nel rispetto del ricorso alla gara pubblica;

se siano al corrente che la CNCCS (senza finalità di lucro), in data 4 maggio 2017, abbia costituito la società a responsabilità limitata (con finalità di lucro) "HIGH Science TV" (denominazione identica a quella del progetto finanziato dal CIPE), avente come oggetto sociale "lo svolgimento di tutto quanto inerente la gestione di canali televisivi satellitari e digitali" (medesime attività previste nel progetto finanziato dal CIPE);

se la costituzione di tale società di capitali, fino ad oggi rimasta inattiva, sia avvenuta per far sì che alla stessa fosse affidata dalla CNCCS, senza alcuna procedura di evidenza pubblica, la realizzazione della televisione scientifica denominata "HIGH Science TV.eu";

se risulti, infine, che il professor Inguscio in data 30 giugno 2016, come si evince dal sito web della CNCCS, nella duplice veste di presidente del Cnr e di vice presidente del CNCCS abbia firmato, in violazione delle norme sulle incompatibilità di cui all'art. 15 dello statuto del Cnr, il protocollo del progetto Pronat (finanziato dal CIPE con 6 milioni di euro) tra Cnr, CNCCS e università degli studi della Tuscia.

(4-01462)”.

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