Categoria: Il Foglietto

Nell’Allegato B al resoconto della seduta n.124 del Senato della Repubblica di ieri, 20 giugno 2019, è stato pubblicato l'Atto di sindacato ispettivo n. 4-01822, rivolto da 11 senatori del Movimento 5 Stelle (primo firmatario, Nicola Morra, presidente della Commissione antimafia) ai Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dell'economia e delle finanze.

L’iniziativa dei parlamentari fa riferimento a contratti di locazione di immobili in Catania e Mangone (Cosenza), adibiti a sede di Isituti del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr),

Di seguito, il testo integrale del predetto Atto ispettivo.

"MORRA, BOTTICI, PERILLI, MAIORINO, TAVERNA, CORRADO, GRANATO, MANTOVANI, PATUANELLI, FLORIDIA, SILERI - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) è ente pubblico nazionale di ricerca vigilato dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. È dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa, patrimoniale e contabile. Il CNR ha il compito di svolgere, promuovere, trasferire, valutare e valorizzare ricerche nei principali settori della conoscenza, nonché di applicarne i risultati per lo sviluppo scientifico, culturale, tecnologico, economico e sociale del Paese. La rete scientifica del CNR è composta da oltre 100 istituti con strutture diffuse su tutto il territorio nazionale;

alcune strutture scientifiche del CNR sono allocate in due immobili siti a Catania in via Gaifami n. 9 e n. 18, ovvero: Istituto di scienze neurologiche (ISN); Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (IVALSA); Istituto di biostrutture e bioimmagini (IBB); Istituto di chimica biomolecolare (ICB); Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (ISTC); Istituto per i polimeri, compositi e biomateriali (IPCB);

il CNR, per l'utilizzo di detti immobili, stipulava in data 1° ottobre 2007 due contratti di locazione con decorrenza dal 1° gennaio 2008, rispettivamente con le società SIGE SpA e CISA Finanziaria SpA, entrambe di proprietà dell'editore Mario Ciancio Sanfilippo, oggi imputato nel processo penale in corso presso il Tribunale di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa. Tali contratti incidono annualmente sul bilancio del CNR per un costo complessivo di 640.700,48 euro oltre all'IVA (il contratto con SIGE SpA per 264.731 euro, quello con CISA Finanziaria SpA per 375.969,48 euro);

l'Agenzia delle entrate il 21 agosto 2017 trasmetteva al CNR una relazione tecnico-estimativa sulla congruità dei costi di locazione dei detti immobili, definendo congruo un canone di locazione annuo complessivamente pari a 277.000 euro (per il contratto con SIGE SpA è ritenuta congrua la somma di 121.000 euro, mentre per quello con CISA Finanziaria SpA la congruità è ritenuta a 156.000 euro);

di conseguenza sembrerebbe che nel periodo dal 1° gennaio 2008 al 31 maggio 2019 il CNR abbia sostenuto una maggiore spesa di almeno 3.879.471,79 euro oltre all'IVA per il pagamento di canoni di locazione non congrui, concordati ad libitum dallo stesso CNR con la proprietà degli immobili, in assenza di valutazione da parte dell'Agenzia delle entrate, con ciò violando precise disposizioni. A tale importo, infatti, ammonta la differenza tra i canoni pattuiti dal CNR con la proprietà degli immobili e quanto invece ritenuto congruo dalla medesima Agenzia delle entrate (maggiore spesa annua di almeno 363.700,48 euro oltre all'IVA, superiore al doppio del prezzo di mercato);

considerato che:

la vicenda è simile ad altra concernente la locazione della sede dell'Istituto di scienze neurologiche di Mangone (Cosenza) già oggetto di due atti di sindacato ispettivo. Per tale sede il CNR sin dal 15 novembre 1990 sottoscriveva un contratto di locazione per un complesso immobiliare in zona industriale di circa 5.000 metri quadrati coperti e 10.000 metri quadrati di giardini e spazio aperto. Il tutto destinato ad ospitare, solo 2 anni dopo, meno di 10 dipendenti. Il canone di locazione inizialmente veniva pattuito in circa un miliardo e 300 milioni di lire all'anno oltre all'IVA e, nel corso del tempo, raggiungeva la cifra di circa 850.000 euro oltre all'IVA. In data 13 novembre 2012 la società proprietaria dello stabile offriva al CNR una riduzione del 40 per cento del canone che non veniva prontamente riscontrata;

in data 11 febbraio 2014, è stato presentato l'atto di sindacato ispettivo 4-01670 e, in data 28 maggio 2014, il CNR ha sottoscritto atto aggiuntivo al contratto di locazione per ridurre il canone a 520.000 euro accettando la suddetta offerta. Pochi mesi dopo, con nota del 17 settembre 2014, l'Agenzia delle entrate comunicava al CNR che il canone ritenuto congruo era pari a 163.150 euro;

in data 23 maggio 2017 è stato presentato ulteriore atto di sindacato ispettivo 4-07551 e, successivamente, in data 20 giugno 2018 il consiglio di amministrazione del CNR ha autorizzato la stipula di un nuovo contratto di locazione al canone annuo ritenuto congruo dall'Agenzia delle entrate. In definitiva il CNR avrebbe sostenuto canoni di locazione per oltre 26.000.000 euro per un immobile il cui valore di acquisto è stato stimato dall'Agenzia delle entrate nell'anno 2014 come pari a solo 2.600.000 euro (i fatti sono stati anche evidenziati da numerose inchieste giornalistiche condotte da "Striscia la notizia", "Corriere della Sera", "Quotidiano della Calabria", "Il Foglietto della Ricerca", "Panorama"). È ancora da precisare che tale sede attualmente ospita solo 19 dipendenti (quindi assegnando a disposizione di ogni dipendente circa 260 metri quadrati di ufficio e 520 metri quadrati di giardino);

considerato infine che gli interroganti ritengono indispensabile che ogni ente pubblico assicuri il rispetto delle norme di funzionamento e contabilità, la legittimità dell'azione, nonché l'efficienza ed economicità della gestione. Il rispetto di questi principi appare ancora più cogente da parte del più grande ente pubblico di ricerca del Paese, che è dotato di un'apposita struttura manageriale a garanzia del corretto impiego delle notevoli risorse finanziarie assegnate dalla collettività,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto;

se intendano attivare le prerogative ispettive e conoscitive riconosciute dall'ordinamento giuridico al fine di accertare eventuali violazioni di norme vigenti nelle procedure adottate per l'identificazione degli immobili da locare e per la determinazione dei canoni di locazione da erogare in favore dei locatori;

se intendano sollecitare una valutazione generale della congruità da parte dell'Agenzia delle entrate di tutti i contratti di locazione stipulati dal CNR e, contestualmente, procedere con una razionalizzazione ed efficientamento degli spazi in uso all'ente;

se il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, qualora i fatti riportati corrispondano al vero, intenda censurare l'operato della direzione generale e del consiglio di amministrazione del CNR per l'accertato sperpero di ingenti risorse pubbliche che risulterebbero conseguentemente sottratte alle attività di ricerca;

se, attese le ripetute segnalazioni relative alla poco oculata gestione dei fondi pubblici da parte del CNR, non ritenga indifferibile avviare il commissariamento dello stesso in ragione del fatto che esso annualmente riceve dalle casse dello Stato quasi un miliardo di euro.

(4-01822)".

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